Se il buongiorno si vede dal mattino, per l’Hellas, in teoria, non dovrebbero esserci grossi problemi anche se il Campionato di Serie A è tutt’altra musica…
Dopo 12 anni di Purgatorio a fare il diavolo a quattro con cicli di cadetteria spaventosi, dopo lo scivolone in Lega Pro e dopo rischi peggiori, la squadra finalmente riabbraccia la massima divisione, conscia del fardello che le toccherà. Comunque vada il Verona si è già tuffato in questa avventura con la mentalità giusta di chi ha da offrire voglia, concretezza, determinazione e soprattutto umiltà, alla faccia di chi, in periodi bui e tempestosi, non ha più avuto il coraggio di amarlo e gestirlo con onestà e saggezza.
Sei punti dopo tre gare di campionato sono un ragguardevole bottino visto e considerato che, Sassuolo a parte (anche se le sofferenze sono state eccessive), la squadra ha già affrontato Milan e Roma. Il calendario non aiuta, ma prima o poi bisognerà passarle in rassegna tutte. Setti & Co. hanno trascorso un’estate intera fatta di sacrifici per offrire ai tifosi una compagine ragguardevole e degna del nome che porta.
LA DIFESA
È forse il reparto che ha più bisogno di essere tenuto sotto controllo. Rafael però è sempre importante e decisivo (bravo col Milan, determinante col Sassuolo). La sua sicurezza ed esperienza offrono al reparto ragguardevole tranquillità. Maietta e Moras su tutti, ma fra vecchi e nuovi l’equilibrio c’è anche se fino ad ora l’impatto è stato sufficiente.
IL CENTROCAMPO
Manca una vera e propria mente che sappia dettare tempi e ritmi, ma Romulo, Jorginho e Hallfredsson, nel recente asse a tre di Mandorlini, hanno dimostrato di valere la categoria tanto quanto il super quotato ed esperto Donati. Occhio a Cirigliano, classe 1992, proveniente dal River Plate, che potrebbe essere una piacevole sorpresa per il futuro.
L’ATTACCO
Resta indubbiamente il fiore all’occhiello della squadra. Luca Toni non si discute. Basta mettersi in poltrona e goderselo. Cacia, al solito, avrà modo di far male. Martinho è sempre devastante e con la Serie A ha già messo in campo una grinta notevole e un meritatissimo gol. Attenzione a Longo e soprattutto a Jankovic nell’attesa di Iturbe, prelevato dal River Plate via Porto, che ci piace annoverare più fra gli attaccanti che fra i centrocampisti per le sue innate qualità offensive.
di Nicola Di Ciomma
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