Cari Lettori,
Eccoci ad una nuova puntata per la mia rubrica: Il Colonnello intervista…
Oggi siamo qui con l’Onorevole Dottor Roberto Paolo Ferrari.
Roberto è nato a Lecco il 7 novembre 1974.
Segretario della sezione della Lega Nord di Oggiono (LC) dal 1999 al 2003.
Eletto Consigliere Comunale di Oggiono dal 1995 al 1999 e di nuovo dal 2004 al 2009.
Viene eletto Sindaco di Oggiono dal dall’08 giugno 2009 al 25 maggio 2014 e rieletto dal 26 maggio 2014 fino al 26 maggio 2019.
Nel 2019 viene eletto nuovamente Consigliere Comunale di Oggiono.
Il 23 marzo 2018 viene eletto Deputato della Repubblica Italiana nella XVIII legislatura della Camera dei Deputati con la Lega Salvini Premier, fino al 12 ottobre 2022.
Dall’estate del 2025 è Assessore all’Edilizia e all’Ambiente del Comune di Ballabio (LC).
Roberto, il tuo percorso politico parte dal Comune di Oggiono, dove sei stato dapprima giovanissimo Consigliere Comunale e poi Sindaco dal 2009 al 2019. Quanto è stata determinante quell’esperienza nella tua crescita amministrativa e istituzionale?
“In una parola, fondamentale. Tutto nasce dal desiderio di un ragazzo di cercare di fare qualcosa di positivo per la propria comunità e dal fascino esercitato da un politico visionario quale Umberto Bossi, che attraverso un linguaggio non paludato ha risvegliato la voglia di essere artefici del destino delle proprie istituzioni cercando al contempo di riformarle.
Credo anche che l’esperienza più formativa sia stata quella di Consigliere Comunale di minoranza, che ho iniziato a ricoprire all’età di vent’anni. È stato un percorso costellato di delusioni e sconfitte ma che mi ha consentito di crescere umanamente e politicamente, così da arrivare con un bagaglio di esperienze al momento in cui i miei concittadini mi hanno eletto a loro Sindaco. Avevo 34 anni, ed ho iniziato l’esperienza più bella e faticosa della mia vita. Ho svolto il mio mandato amministrativo in uno dei decenni più complessi della storia recente, con una crisi economica figlia di quella finanziaria del 2008 che ha pesantemente toccato anche le nostre realtà, in cui il benessere diffuso ha reso forse più doloroso il trovare il modo di arrangiarsi. Oltre a cercare soluzioni contro il disagio ho dovuto improvvisarmi anche un po’ psicologo ed un po’ confessore. Il tutto senza risorse. Sì, perché in quel decennio i governi che si sono succeduti, Monti in testa, hanno fatto macelleria di quelle che erano le risorse dei comuni. E non ho detto “ai” comuni ma “dei” comuni. Infatti, oltre ad azzerare i trasferimenti, attentarono all’autonomia finanziaria degli Enti Locali, andando ad appropriarsi di risorse proprie (IMU, e impedendo ogni margine di manovra. Ma nonostante tutto, ce la facemmo. E questo ruolo di tenuta sociale dei comuni in quel periodo particolare è stato a posteriori riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica. I risultati raggiunti però sono sempre frutto di un lavoro di squadra. La mia fortuna è stata quella di avere dei grandi collaboratori. Alcuni Assessori e validi funzionari della struttura del comune”.
In passato hai fatto parte della Commissione Difesa: quali sono stati i principali temi affrontati e che valore ha avuto per te quell’esperienza?
“Sì, alle elezioni del 2018 sono stato candidato alla Camera dei Deputati e ho avuto l’onore di essere eletto. Ho fatto parte della IV Commissione Difesa quale capogruppo, ed ho un ricordo bellissimo di quella esperienza. Fu altamente formativa, anche se il bagaglio maturato da Sindaco e da Consigliere mi aveva fornito una base solida. Pur essendo stata una legislatura “strana”, con maggioranze non omogenee e nemmeno frutto del voto, il lavoro in Commissione fu proficuo e consentì di realizzare anche alcune riforme, una su tutte quella di revisione del modello di difesa e delle carriere iniziali nelle Forze Armate, di cui ero primo firmatario e relatore, che consentì di anticipare le mutate esigenze che si poi palesate dopo l’aggressione russa all’Ucraina. Mi piace anche ricordare lo spessore dei Deputati che composero in quella legislatura la Commissione. Persone che seppero guardare oltre le logiche partitiche per costruire il superiore interesse della Nazione”.
Hai lavorato anche nella Commissione Finanze. Quanto è importante, oggi, una gestione attenta e responsabile delle risorse pubbliche, soprattutto a beneficio degli Enti Locali?
“Per un semestre ho fatto parte che della VI Commissione Finanze. La gestione oculata delle risorse pubbliche è elemento fondamentale del buon funzionamento delle Istituzioni. A partire dallo Stato e delle amministrazioni centrali. In passato spesso la cinghia è stata fatta tirare solo agli Enti locali, che però sono l’articolazione più vicina, più prossima al cittadino e che può intervenire celermente nel soddisfacimento dei bisogni. I principi secondo i quali va orientato il buon andamento responsabile della macchina amministrativa, sono quelli dell’autonomia impositiva e del pareggio di bilancio. Autonomia nelle entrate e limitazione delle spese alle effettive possibilità. Poi il giudizio sull’operato passa ai cittadini”.
Attualmente sei Assessore all’Edilizia e all’Ambiente del Comune di Ballabio. Quali sono gli obiettivi principali del tuo mandato e le priorità su cui stai lavorando?
Dal luglio dello scorso anno il Sindaco di Ballabio mi ha chiesto se avessi potuto assumere il ruolo di Assessore esterno, portando il mio bagaglio di esperienze. Eccomi quindi a fare l’Assessore. Mi mancava (sorride). L’impegno preponderante del nuovo incarico è certamente quello per la redazione della variante generale del PGT, lo strumento urbanistico principe. Devo dire che dopo l’avvio del procedimento, un risultato significato l’ho già raggiunto. Il Consiglio Comunale ha approvato gli indirizzi per la stesura del piano con un voto unanime. Cosa per nulla scontata”.
Quali consigli vuoi dare ai giovani che vogliono avvicinarsi alla politica?
“Consigli da dare ai giovani che vogliono ancora avvicinarsi alla politica? Mi sento di dire che se un giovane vuole percorrere questa strada, lo faccia con profondo spirito di sevizio. Non pensi possa essere uno strumento di carriera. Non è facile in questo momento storico, in cui il modello di riferimento dominante proposto è quello di chi ottiene tutto, subito, senza sacrifici, e che l’unica cosa che conta è l’apparire e non l’essere.
Ragazzi, non usate la politica, ma siate strumento per una buona politica.
Non mancheranno delusioni e cocenti sconfitte, ma se le vostre idee saranno votate al buon senso, se i vostri principi saranno solidi, se non verrete meno ai valori non negoziabili, anche i risultati non mancheranno e i vostri concittadini ve lo riconosceranno”.
Ringrazio per la disponibilità l’On. Roberto Paolo Ferrari, e vi do appuntamento con il prossimo ospite.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

