“La variante 23 non è una variante generale, ma una rimodulazione del Piano degli Interventi approvato dal Consiglio comunale nel 2011, rispetto al quale nonostante venga incrementata del 20 per cento la destinazione a turismo (una scelta assolutamente opportuna in una città a vocazione turistica come Verona), i metri quadri di superficie utile lorda (Sul) vengono ridotti complessivamente del 17 per cento e, a salvaguardia delle aree agricole, i metri quadri di superficie agricola urbanizzabile (Sua) vengono ridotti dell’11,5 per cento. Per la prima volta tutta la documentazione relativa alla variante viene pubblicata sul portale del Comune prima di essere approvata, in modo che tutti i cittadini possano prendere visione delle proposte e delle relative schede tecniche, con la più assoluta trasparenza. Nonostante ciò, alcuni consiglieri di opposizione delle circoscrizioni cittadine, che attualmente stanno esaminando la documentazione per il parere di competenza, hanno espresso non tanto critiche legittime, quanto una serie di affermazioni non corrispondenti al vero, perchè nulla hanno a che vedere con i numeri reali della variante. In primo luogo, affermare che i progetti contenuti nella variante 23 “proliferano” nella Zai è assolutamente fuorviante, per non dire in malafede. Infatti a Verona sud la variante prevede una sola area nuova, un insediamento residenziale a Palazzina, mentre conferma, rimodulandoli con riduzione di Sul, 7 progetti già indicati nel Piano degli Interventi precedentemente approvato. Per quel che riguarda poi gli annessi rustici sulle Torricelle, non c’è nessuna “libera riconversione”, ma solo la possibilità di recupero dell’esistente (non abusivo), senza ampliamenti e solo per fabbricati attigui alle opere di urbanizzazione. Delle circa cento proposte presentate, ne sono state accolte un terzo, 33, con possibilità di insediare funzioni di fruizione ambientale, in modo da prevenire e contrastare il possibile degrado del territorio: residenziale, culturale, didattico, sportivo o di valorizzazione dei prodotti agricoli. Quanto ad alcuni progetti specifici, come la riqualificazione dell’ex cinema Corallo di via IV Spade, va precisato che ci si è limitati a seguire le disposizioni della legge regionale n 50 del 2012, che per le strutture abbandonate site nei centri storici indica di prediligere gli insediamenti commerciali piuttosto che residenziali. Applicazione della legge 50 anche per la riqualificazione commerciale delle ex officine Cardi, già prevista dal Piano degli Interventi in vigore: ci si è limitati a riconoscere la possibilità di insediamento di una media struttura di vendita”.
Add A Comment

