Due innovativi corsi di giornalismo e comunicazione all’Istituto Marconi di Verona rivolti agli studenti più meritevoli, su iniziativa della Prof.ssa Tricomi, per insegnare agli studenti come funziona il sistema dei media nella società contemporanea.
della dott.ssa Michela Bassi
Redattrice tv e organizzatrice del Corso di Comunicazione e Giornalismo presso l’Istituto G. Marconi
“È impossibile capire i cambiamenti sociali e culturali senza capire il funzionamento dei media”.
È con questa celebre citazionedel sociologo canadese Marshall McLuhan che abbiamo dato inizio ai due corsi di comunicazione e giornalismo tenutisi tra febbraio e marzo di quest’anno presso l’Istituto Tecnico G. Marconi di Verona. Questi corsi, che si svolgono al mattino, durante l’orario scolastico, anche se con una rigorosa rotazione di date ed orari, sono rivolti agli studenti più meritevoli, che hanno dimostrato maggior interesse per le materie umanistiche e una spiccata propensione alla scrittura.
L’obiettivo è quello di premiare l’eccellenza di coloro che, con lo studio e la costanza, dimostrano una sensibilità e un interesse che vanno oltrele lezioni scolastiche. La lettura dei giornali e la continua osservazione della realtà tramite i mezzi di comunicazione di massa sono fondamentali per costruire e rendere solida la coscienza critica della nuova generazione.
Capire, quindi, il funzionamento dei media e ciò che sta dietro una notizia è il punto di partenza dei due corsi , che si sono sviluppati in un corso base per gli studenti che non avevano frequentato quello dell’anno precedente e un corso avanzato per coloro che avevano già partecipato all’edizione del 2012. Nel corso di avviamento al giornalismo abbiamo parlato di stampa, giornalismo radio-televisivo e giornalismo multimediale, mentre l’ultima giornata è stata dedicata alla stesura dell’elaborato finale, che consisteva nella scrittura della recensione di un film sul mondo del giornalismo.
Il punto di partenza, per poter arrivare a parlare di giornalismo e per capire l’importanza di cosa c’è dietro al lavoro del giornalista, è un’introduzione alla storia della comunicazione, dalla rivoluzione iniziata con l’invenzione della stampa alla rivoluzione digitale che stiamo vivendo oggigiorno e che sta cambiando non solo il modo di scrivere, ma anche di leggere una notizia. Dopo questa introduzione necessaria, nel primo incontro abbiamo parlato di carta stampata e visto come si “costruisce” un giornale e come si prepara un articolo nelle fasi di raccolta, elaborazione e trasmissione dei fatti.

La prima lezione si è conclusa con alcuni spezzoni di “Tutti gli uomini del presidente”, il celebre film sul caso Watergate, che ci ha permesso anche di affrontare il rapporto tra stampa e potere. Ha destato molto interesse tra i ragazzi il mondo del giornalismo radio-televisivo, che è stato affrontato partendo da cenni sulla storia italiana dei due mezzi fino alla spiegazione di come si prepara un servizio e come si struttura un telegiornale.

In questa occasione è stata proposta ai ragazzi la visione di parti di “Good night and good luck”, celebre film diretto da George Clooney, con protagonista un coraggioso giornalista nell’America maccartiana, e di “Quinto potere”, che tratta dello spietato mondo delle produzioni televisive.

Fondamentale in un percorso che vuole cercare di essere esaustivo sul mondo della comunicazione e del giornalismo odierno, è una riflessione sulla multimedialità e su come i nuovi media abbiano cambiato il modo non solo di preparazione di una notizia, ma anche della percezione di essa da parte della società. L’opinione pubblica nell’epoca dei blog e dei social network è stata l’oggetto di un incontro che ha visto molto coinvolti i ragazzi del Marconi, così attenti alle tecnologie e all’informatica.
Il corso avanzato di comunicazione e giornalismo si è sviluppato come un percorso attraverso la storia della televisione italiana. Dopo una imprescindibile introduzione alla storia delle comunicazioni di massa, ai ragazzi sono stati proposti degli spezzoni di programmi che hanno segnato la storia della Rai degli esordi (tra il ‘54 e il ‘60) come il “Festival di Sanremo”, “Canzonissima”, “Il carosello”.
La società italiana, dopo gli anni ‘60, ha subito profonde mutazioni con l’affermarsi della cultura del consumo che ha portato a cambiare anche i programmi che venivano proposti al pubblico, fino ad arrivare al diffondersi delle televisioni private negli anni ‘80. Nel percorso proposto agli studenti abbiamo cercato di capire quali sono i macro generi televisivi (intrattenimento e informazione) e i diversi format, arrivando anche a quelli più in voga in questi anni, dai reality show a factual.
La prova finale consisteva nello scrivere la critica di un programma televisivo, stimolando così negli studenti un’osservazione critica di ciò che vediamo ogni giorno sul piccolo schermo. Per stimolare la creatività i ragazzi hanno anche ideato e scritto la presentazione di un loro personalissimo format televisivo: questo lavoro facoltativo ha riscosso l’entusiasmo dei partecipanti che hanno proposto programmi innovativi ed originali.
Il bilancio del corso è stato estremamente positivo e gli studenti hanno dimostrato interesse e partecipazione. Solo fornendo alle giovani generazioni gli strumenti per capire i media sarà loro possibile leggere le notizie e farsi un’opinione consapevole e analitica. Ed è proprio per questo che è importante che, con iniziative come questa, il mondo della scuola proponga agli studenti percorsi che li portino a capire l’importanza della conoscenza e della cultura per interpretare criticamente l’attualità.

