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Oltre alle varie opere storiche ed artistiche presenti nella basilica minore in stile romanico di San Zeno (o di San Zeno Maggiore o, ancora, chiesa di San Zenone, sorta su un preesistente edificio sacro del IV secolo, luogo di sepoltura appunto del vescovo Zeno e completata verso la fine del XIV secolo, con successivi interventi per modifiche) c’è una scultura che attrae particolarmente fedeli, turisti e curiosi durante la loro permanenza all’interno. Si tratta della raffigurazione denominata San Zeno che ride, posta nell’absidiola della navata minore di sinistra del presbiterio. La massiccia statua, non propriamente eccelsa e realizzata…

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Nacque al civico 25 della strada, nell’edificio all’angolo con via Ponte Pignolo. Lo ricorda sul fronte una lapide marmorea apposta sopra l’arco d’entrata, pressoché illeggibile per negligenza datata (se ne distingue, con estrema fatica, solo “Alberto Rovaldi”) e, quindi, da restaurare con estrema urgenza, ennesimo SOS rivolto a competenti autorità, semplicemente per il bene comune. Ben diverse sono le condizioni, pressoché perfette, di un’altra targa della memoria posta sulla facciata ben curata del civico 14ª: “In questa casa il 26 ottobre 1788 nacque Teodora nob. Campostrini fondatrice delle Sorelle Minime della Carità di Maria Addolorata Istituto Campostrini maestra…

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Nel marzo 2021 uscì l’antologia “Siamo tutti figli di Dante” (MAGI Edizioni, Associazione Teatro-Cultura “Beniamino Joppolo”, Patti, Messina) nella ricorrenza del 700° anniversario della morte del Grande Poeta (13-14 settembre 1321), anche letterato, linguista, teorico politico, filosofo e teologo. La pubblicazione conteneva 47 contributi poetici di varie parti d’Italia, tra cui quello del sottoscritto, autore di “Spirito leggero nel prodigio di comedìa (Verona e il mistico errabondo)”, in riferimento alle sue permanenze in terra scaligera (attribuibili a periodi tra il 1303 ed il 1304 con Bartolomeo della Scala e tra il 1312 ed il 1318 con Cangrande della Scala,…

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Un altro mito del Verona-calcio di ieri se n’è andato. Paolo Sirena (Treviso, 11 settembre 1945) è deceduto il 27 giugno alla soglia degli 80 anni, cedendo al male che l’attanagliava da circa tre anni e nel distacco dalla moglie Teresa e dalle figlie Laura e Barbara. Di ruolo difensore (terzino sinistro), iniziò a masticar calcio nelle giovanili del Treviso all’inizio degli Anni Sessanta del secolo scorso per poi entrare in prima squadra nei campionati tra il 1962 ed il 1964 (collezionando 23 presenze ed un goal). Passato all’Inter nelle stagioni 1964-1966 (purtroppo con zero partite ufficiali), traslocò…

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Verona e William Shakespeare, un connubio secolare dall’incontro diretto mai avvenuto. Ma con tracce del mito-tragedia di Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti (titolo originale in inglese The most excellent and lamentable tragedy of Romeo and Juliet, elaborato tra il 1594 ed il 1596) forgiate e disperse in città perché viaggino nel tempo quali meste emozioni d’amore. Dalla Casa di Giulietta, in via Cappello (con la statua della giovane in cortile d’ingresso posta nel 2014, copia di quella originale del 1969 dello scultore Nereo Costantini, Caselle di Nogara, 13 novembre 1905 – Verona, 4 agosto 1969, piazzata nel 1972),…

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Avesa – In un deprecabile stato d’abbandono e degrado (che, fatto presente a chi di dovere, s’è purtroppo scontrato con un muro di gomma burocratico) sopravvive nel cimitero della frazione scaligera la sepoltura del tenore Giacomo Ferrari, in un angolo appartato, quasi scusandosi d’essere ancora lì. L’epigrafe dimessa, leggibile con difficoltà, ne dà un pallido ricordo: “A Giacomo Ferrari 1847 – 1895 Artista lirico che nell’Europa e nelle Americhe tenne alto l’onore dell’arte musicale italiana. Memori delle sue virtù e de suoi affetti La vedova e i figli P”. In rete si trovano scarne informazioni sulla sua…

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Abituati passanti e distratti turisti fanno spallucce a due edicole sacre non molto lontane l’una dall’altra, ubicate in vicolo Carmelitani Scalzi ed in via Teatro Ristori, collegate da vicolo e vicoletto Valle. Un percorso tra fede e storia “inquinato”, purtroppo, da obbrobri e volgarità vandalici su superfici pubbliche e private. La prima è addossata ad un angolo esterno laterale della chiesa di Santa Teresa degli Scalzi o di Santa Teresa d’Avila, più conosciuta come chiesa degli (agli) Scalzi, che non funge da parrocchia (in quanto dipendente da San Luca Evangelista, in corso Porta Nuova) ma è sede della…

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Giorno del ricordo 2025 – Vae victis! Guai ai vinti! Mescolando volutamente nell’efferatezza omicida militari e civili del confine orientale, rei d’essere italiani e, cioè, secondo ideologia comunista, fascisti. È quanto avvenne soprattutto nelle due tragiche fasi della feroce pulizia etnica attuata dall’Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia (formazioni partigiane comuniste contro fascisti e nazisti occupanti capeggiate da Josip Broz, noto come Tito, Kumrovec, 7 maggio 1982 – Lubiana, 4 maggio 1980) contro la popolazione autoctona italiana di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, dopo l’8 settembre 1943 ed in seguito all’entrata a Trieste, il 1° maggio 1945, della…

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La Quarta Circoscrizione (competente su Santa Lucia, Golosine e Madonna di Campagna), presieduta da Alberto Padovani, ha onorato gli 81 anni dall’inesorabile bombardamento aereo alleato sulla città del 28 gennaio 1944 che arrecò distruzione e morte. Si trattò d’uno dei più duri attacchi sull’area urbana attuati tra il 23 settembre 1943 ed il 20 aprile 1945, con la massima recrudescenza delle quattro ondate del 4 gennaio 1945 con quadrimotori e bimotori dell’USAAF (United States Army Air Force, Aeronautica Militare degli Stati Uniti). Quel tragico venerdì 28 gennaio una formazione di circa 120 Boeing B-17 Flying Fortress (Fortezza Volante)…

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23 giorni dopo la più dura e cruenta incursione aerea alleata su Verona (quella del 4 gennaio 1945, quadrimotori e bimotori dell’USAAF, United States Army Air Force, che avevano bombardato la città in quattro ondate, con la voce popolare che parlava di 500/600 morti e 1.500 feriti), il 27 gennaio si spegneva in ospedale il grande poeta dialettale Berto Barbarani (cioè Umberto – alcune biografie citano il nome Roberto – Tiberio Barbarani, Verona, 3 dicembre 1872). Sfiancato non solo dalla malattia ma pure dal dolore per la morte della moglie Anita (Anna), avvenuta il 1° ottobre 1944, conosciuta…

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Giorno della Memoria, 27 gennaio 2025 (2) – L’opera ricercativa di Berardo Taddei, autore della pubblicazione “I veronesi deportati dai nazisti” (Cortella Industria Poligrafica SpA, Verona, 1982), edita dall’Aned (Associazione nazionale ex deportati) di Verona, con prefazione di Augusto Tebaldi e corredata di documenti inediti ed 80 fotografie), si collega, aggiornandolo, al lavoro di Alfredo Molin intitolato “In memoria dei veronesi Caduti nei campi di deportazione”, uscito nel 1966 a cura del Consiglio federativo della Resistenza e sempre con il contributo dell’Aned. Allora Molin fornì un elenco di 185 veronesi morti nei Lager nazisti. Sull’angosciante tema intervenne, poi,…

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Giorno della Memoria, 27 gennaio 2025 (1) – Nel Cimitero della Comunità ebraica, in via Antonio Badile (pittore del Rinascimento, Verona 1518 circa – 1560) 89, dal 27 gennaio (ricorrenza dell’entrata delle truppe sovietiche nel KL Auschwitz fatta coincidere con l’annuale Giorno della Memoria) 2004, sorge un’opera monumentale eretta “in memoria degli ebrei deportati da Verona e vittime della barbarie nazifascista”. La data 27 gennaio 2004 appare accanto a quella del calendario ebraico, cioè 4 shevath 5764. Seguono 63 nominativi in ordine alfabetico di ebrei veronesi e di forestieri rastrellati in città, provincia ed altrove (alcuni suicidi…

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Il grande Adriano Celentano ha varcato la soglia degli 87 anni. Nato a Milano il 6 gennaio 1938, macina successo fin dal 1956 in multiformi ambiti dello spettacolo (come cantante, attore, showman, regista, sceneggiatore, compositore, cabarettista, autore televisivo e produttore discografico). Soprannominato, in tempi d’oro giovanili, Il Molleggiato (per le sue caratteristiche movenze durante le esibizioni) e Il ragazzo della via Gluck (dove crebbe e che fu il titolo d’un suo celebre motivo), è stato il leader alquanto dittatorello del clan intitolato a se stesso. Della sua carriera si sa pressoché tutto in quanto tutto, di lui,…

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Sta sbiadendo la scritta sulla massiccia colonna tronca dedicata a Sergio De Simone nella tragedia dell’Olocausto, collocata nel parco comunale affacciato alla rotonda tra le vie Amedeo Carisio e Po, nella Quarta Circoscrizione. La dicitura “Sergio De Simone Simbolo di tutti i bambini vittime di violenza” appare stinta, così come basamento e colonna risultano trascurati, intaccati da umidità e sporcizia. E la stessa tabella informativa davanti è alquanto imprecisa nella narrazione degli eventi reali. Per rispetto continuo (non solo in prossimità del Giorno della memoria, ad ogni 27 gennaio) il particolare memento andrebbe periodicamente revisionato per tutela, provvedendo…

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La quinta ricorrenza d’una lunga… pennichella. Senza risveglio. “Sto facendo un pisolino…”, sta scritto, con sarcastica malinconia, sulla tomba di Roberto Puliero (Verona, 5 agosto 1946 – Verona, 19 novembre 2019), nel cimitero di Avesa. L’epitaffio d’amara satira s’allinea ad altre presenti in ultime dimore di famosi italiani: ad esempio, Vittorio Gassmann (attore, regista, sceneggiatore, scrittore), “Non fu mai impallato”; Franco Califano (cantautore, attore, produttore discografico, compositore, poeta), “Non escludo il ritorno”; Claudio Villa (cantante, attore), “Vita sei bella, morte fai schifo”; Rino Gaetano (cantautore), “Ma il cielo è sempre più blu…”, da un suo motivo; Alberto…

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A parte i turisti di qualsiasi provenienza, più meticolosi nell’“esplorare” la città dopo essersi informati ed aver pianificato puntatine anche in obiettivi considerati minori o secondari, l’occhio abituato o distratto che percorre via Leoncino (dall’Arena a via Leoni o viceversa) forse non sa di trovarsi in un’arteria dalle tante memorie, tra storia, cronaca e… diplomazia. Diplomazia perché, al civico 16, ha sede il Vice Consolato Onorario di Spagna (retto dal vice console onorario Stefano Dindo, competente per le province di Verona, Vicenza, Mantova e Brescia), mentre, al numero 30, si trova il Consolato Generale Onorario d’Ungheria (guidato dal…

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Luogo: stazione di Verona Porta Nuova. Data e ora: 21 dicembre 2018, 18.45. Scesa dal treno proveniente da Milano, la squadra del Football Club Internazionale Milano (più conosciuta come Internazionale o, meglio ancora, quale Inter, fondata nel 1908 da soci dissidenti del Milan) ed i suoi accompagnatori, avevano raggiunto velocemente il lato terminale della pensilina del primo binario (lato direzione Brescia) dov’erano attesi dal pullman ufficiale della società per il trasferimento all’hôtel destinato. Salita sempre in fretta, la compagine s’era sistemata a bordo e, poco dopo, l’autista aveva avviato l’automezzo verso l’uscita dall’area ferroviaria, al seguito di…

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A non molta distanza da ponte Nuovo e dalla chiesa di San Tomaso Becket (o di San Tomaso Cantuariense), si trova via Santa Maria Rocca Maggiore, caratteristica strada “nobiliare” a Veronetta tra storici ed eleganti palazzi ben conservati, pregiate immagini sacre da tener d’occhio, memorie di illustri presenze del passato e, purtroppo, secondo prassi diffusa, pure scritte vandaliche. L’arteria prende nome dalla presenza della modesta chiesa, appunto, di Santa Maria Rocca Maggiore, già dipendente da quella di San Tomaso Becket, oggi sconsacrata e sottoposta ad interventi di restauro degli esterni nel 2002. Il toponimo, probabilmente, ebbe ispirazione dal…

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È difficile individuarlo e solo chi sa che c’è o se ne accorge casualmente riesce ad intravederlo, meglio camminando sul marciapiede al lato sinistro di ponte Aleardo Aleardi, da piazzale del Cimitero verso via Pallone ed il centro città. Collocato sul muraglione che dà sull’Adige, sotto il tratto terminale di lungadige Capuleti, sopravvive, malamente dimenticato, un Leone di San Marco rivolto a destra, retaggio del potere a Verona della Repubblica di Venezia (dal XVII secolo Serenissima Repubblica di Venezia) tra il 1405 ed il 1796 (a parte due brevi periodi nel 1439 e dal 1509 al 1517). …

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In lungadige Porta Vittoria ristagna il ricordo storico della porta aperta nelle mura comunali, secondo il rafforzamento della cinta ezzeliniana voluta da Alberto I della Scala (?, 1245 ca. – Verona, 3 settembre 1301) e realizzata tra il 1287 ed il 1289. Nota anche quale Porta Pellegrina (connessa, cioè, alle proprietà dell’omonima famiglia) o Porta di (del) Campo Marzio o Marzo (Campomarzio o Campomarzo), l’attribuzione “della Vittoria” deriva dal risultato conseguito nel 1354 da Cangrande II della Scala (Verona, 7 giugno 1332 – Verona, 14 dicembre 1359) nella battaglia, avvenuta in quei dintorni, contro il fratellastro ribelle Fregnano…

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Mantenere la memoria di bui anni di guerre ed il ringraziamento devozionale per averla scampata. Sono state queste le intenzioni di quanti vollero ed inaugurarono, l’8 settembre 1946, un’edicola votiva in via Goffredo Mameli, in Borgo Trento, ormai tradizionalmente venerata e custodita, con soste di fedeli in preghiera soprattutto nel mese mariano di maggio. Davanti a vasi con piante, il semplice capitello del ricordo grato fa riferimento a vicende e drammi passati. La stessa scritta sotto la nicchia protetta da un vetro, dove sono stati collocati la Madonna col Bambino e vari ex voto attorno per intuibili grazie…

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Individuata nel Cimitero monumentale di Verona (presso l’imponente tomba della famiglia Fedrigoni e del fondatore nel 1888 della nota società produttrice di carte speciali per imballaggio, grafica, editoria, belle arti, sicurezza e materiali autoadesivi, Giuseppe Antonio) la dimenticata inumazione d’una delle vittime del bombardamento aereo effettuato il 14 novembre 1915 (tra le ore 8.10 e le 8.40) da tre Tauber austriaci su piazza Erbe che provocò subito 30 morti (che poi salirono a 36) e 28 feriti. Si tratta del loculo che ospita i resti dell’adolescente Arturo De Witt, deceduto due giorni dopo il grave ferimento nel tragico…

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Il tratto di collegamento viario e pedonale tra ponte Nuovo/piazza San Tomaso e piazza Enrico Bernardi/via Nazario Sauro/via Giardino Giusti (che passa attraverso Interrato dell’Acqua Morta) mostra interessanti aspetti urbano-tradizionali. Richiami ad antiche glorie architettoniche, alcune ben conservate ed altre alquanto in decadenza od in restauro, ad esercizi in malinconica dismissione (come i classici negozi sottocasa del recente passato, sopraffatti dai centri commerciali), a sopravvissute attività dalle caratteristiche insegne originali. Schegge di passato chiuse (ed in improbabili offerte d’affitto o di vendita) e resistenti alle tentazioni di piantare baracca e burattini per scarsa clientela. Su tutto, poi,…

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Foto a… freddo. Dopo l’immane disgrazia.    Il 21 maggio 1978, durante un mio viaggio da Verona a Firenze per partecipare ad un congresso, transitai in treno sul luogo della sciagura passata alla storia più infausta come “incidente ferroviario di Murazze di Vado” o “disastro della Freccia della Laguna”, successa il 15 aprile precedente. In concomitanza temporale col dramma parallelo nazionale in corso, il sequestro del deputato e presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse (avvenuto il 16 marzo). Scattai dal finestrino un paio di foto sul materiale ferroviario ancora nella scarpata, crudo…

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28 febbraio 2021 – L’ordigno bellico era stato rinvenuto il 2 febbraio precedente durante lavori nell’ambito recintato del cantiere della sospirata filovia ancora oggi in ballo realizzativo, a lato di viale Luciano Dal Cero. Gli esperti l’avevano classificata come bomba risalente alla Seconda guerra mondiale, lanciata durante un’incursione aerea della Raf (Royal Air Force) sull’area strategica della stazione ferroviaria di Porta Nuova, probabilmente tra gennaio e febbraio 1945. In questo periodo, infatti, furono quattro, stando alla cronologia dei principali bombardamenti aerei alleati su Verona durante il conflitto, gli attacchi da parte dell’aviazione inglese: il 18 gennaio, l’8, il…

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Dall’archivio personale – Una pagella risalente all’anno scolastico 1929-1930 e conclusa il 22-6-1930 dell’Anno VIII° (dell’Era Fascista). Composto da tre facciate (due quali copertine e pagina interna unica), il documento ha un lato color rosso con l’intestazione “Ministero della Educazione Nazionale – Opera Nazionale Balilla” sormontata da fasci littori. Nel retro reca solo la dicitura “Ente nazionale per forniture scolastiche” e “G. Ricordi & C. – Milano”. La pagella, affidata anni fa per la cura conservativa e l’eventuale valorizzazione pubblica da un dipendente delle Ferrovie dello Stato Italiane distaccato presso il sindacato UGL (Unione Generale del Lavoro) Ferrovie…

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