Non ha smosso particolarmente le acque locali della dimenticanza, nemmeno per atto dovuto (sembra quasi che Verona abbia pudore di propri motivi d’orgoglio), la riproposta televisiva sul canale Cine34 di vari films del “concittadino” Walter Chiari (pseudonimo di Walter Michele Armando Annicchiarico, Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), famoso attore, comico, cabarettista, conduttore televisivo, regista, sceneggiatore dalla vita avventurosa. I lanci della messa in onda della serie (“Un peso piuma scanzonato e senza pensieri diventa uno dei più grandi attori italiani. Su Cine34 la seconda serata del martedì è dedicata a Walter l’inafferrabile”), con commenti di…
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Graffiti di memoria che stanno lentamente cedendo il passo alla perdita del colore originario, alla definitiva cancellazione. Nella flebile, forse illusoria speranza che quanto di sopravvissuto trovi finalmente salvaguardia, restauro, catalogazione, inserimento senza spocchia nella genuina storia locale. Si tratta di quanto resta della segnaletica a muro della protezione antiaerea adottata durante la Seconda guerra mondiale anche a Verona. Le particolari indicazioni vennero realizzate pitturando su superfici murali esterne (ma pure negli stessi spazi interni adibiti allo scopo) sigle, simboli ed avvisi di sicurezza generale da rispettare rigorosamente e che contraddistinguevano ubicazione e tipologia dei rifugi destinati alla salvaguardia…
Lascia perplessi constatare il parziale degrado della dedica sulla lapide apposta in via Ponte Nuovo 10, sulla facciata della casa, cioè, dove, il 3 dicembre 1872, nacque il poeta dialettale e giornalista Berto Barbarani (Roberto Tiberio Barbarani). I versi della parte superiore sono ormai illeggibili e si fa fatica ad interpretare correttamente anche le diciture sotto su cui campeggiano bene ancora, solenni, nome e cognome del componente della veronesissima triade della cultura, assieme a Renato Simoni (giornalista, critico teatrale, commediografo, librettista, poeta, sceneggiatore e regista, Verona, 5 settembre 1875 – Milano, 5 luglio 1952) e ad Angelo Dall’Oca Bianca…
“Il Giornale dei Veronesi” s’era già occupato delle “pietre d’inciampo”, cioè di quei blocchetti di pietra con una targa d’ottone collocate nel selciato (strada o marciapiede) con i sintetici identikit di chi, lì vicino, abitò o venne arrestato o prelevato dai nazifascisti in quanto ebreo, partigiano, oppositore. Tenuti in prigione od in campi di transito, questi perseguitati vennero poi uccisi o morirono per esecuzioni, trattamenti inumani e sfinimento in qualche Lager della galassia concentrazionaria hitleriana. L’originale iniziativa si deve all’artista tedesco Gunter Demnig (Berlino, 27 ottobre 1947, https://www.stolpersteine.eu/) che incorporò in uno spazio urbano pubblico la sua prima “pietra…
Una location da film rovinata da irriverenti presenze. Sotto e nelle immediate adiacenze del ponte della Ferrovia (a lato della congiunzione tra le vie Basso Acquar e Franco Faccio) il magnetismo nascosto del fiume Adige che qui scende impetuoso, nonostante il periodo di siccità, tra sponde sicure ed imponenti strutture portanti, ha a che fare con gli immancabili parassiti che inquinano, deturpano, rubacchiano. La sagra dell’abbandono imperversa. Luride coperte disperse, componenti allo sfascio, un lucchetto finito sulla sabbia, tracce di fuochi accesi (alcuni addirittura con graticola per penose grigliate all’aperto tra tanta mancanza d’igiene), sedie disposte sul sentiero…
Avviato alla deportazione verso campi di lavoro forzato nazisti, il giovane ferroviere venne soppresso per un probabile tentativo di fugaI risultati della ricerca dai pochi elementi informativi disponibiliLa “scoperta” della tomba del giovane nel cimitero di Borgo RomaUna lacuna storica veronese rimediata, compresa la sua foto finalmente resa pubblica dopo tanti anni dalla tragedia Il brutale omicidio del giovane Nereo Toffaletti per mani nazifasciste, 78 anni fa, è ricordato in città da due tributi ufficiali. Innanzitutto, dalla lapide commemorativa apposta in piazza Cittadella, sulla facciata d’un edificio accanto all’Istituto “Seghetti” che grava sul luogo stesso del delitto:“In questa piazza…
La retorica ufficiale (più che la memoria storica) veronese si ricorda dei resti sopravvissuti di quel particolare “contenitore” coatto di pena e dolore solo nella ricorrenza partigiana del cosiddetto “assalto al carcere degli Scalzi” avvenuto il 17 luglio 1944. Come sempre e nonostante il graduale sfoltimento, per legge naturale, di interpreti e testimoni diretti oltre che di loro parenti prossimi, il “drappello d’onore” politico-amministrativo-associativo vive come di prammatica il succo della cerimonia celebrativa, con tanto di corona del Comune di Verona deposta sotto la lapide che sintetizza i fatti: “Qui la sera del 17 luglio 1944 sei giovani…
Riqualificato prima dal Fai, Fondo ambiente italiano ed ora tutelato dall’Associazione Amici del Lazzaretto, il complesso storico-ambientale d’incerta matrice sanmicheliana -I tormentati trascorsi del luogo a ridosso del fiume Adige, indovinata location di eventi anche estivi Per i ragazzini d’una volta, monelli frequentatori delle sue mura abbandonate, il Lazzaretto era chiamato comunemente in dialetto, el tempieto, “il tempietto”, per la sua struttura centrale con colonne e cupola. Sorge in una solitaria zona di Porto San Pancrazio accanto al fiume Adige, oltre la fine di via (appunto) Lazzaretto. Quanto è risultato di sopravvissuto od è riaffiorato dalla gravosa opera di sradicamento…
Grazie, Claudio, per l’impegno nel valorizzare la storia di Verona e dei suoi cittadini, anche di quelli che come mio padre – pur “esuli” – sempre la portavano nel cuore, e per aver raccolto tante interessanti testimonianze sulla sua carriera professionale e artistica. Un caro saluto e a presto Diego L’articolo su Alfredo Brasioli
Sintesi del suo percorso come illustratore, pittore, fumettista, grafico – Alfredo era padre di Diego, attuale Ambasciatore d’Italia in Lussemburgo – Personali ricordi riannodati per atto dovuto Avevo accennato alla figura di veronese e d’artista di Alfredo Brasioli nel numero 4 d’aprile 2015 de “L’Altra Cronaca”, nell’articolo intitolato “L’amico d’infanzia diventato diplomatico di lungo corso” incentrato sul figlio Diego che, dopo precedenti sedi di rappresentanza e successivi prestigiosi incarichi, all’epoca era ambasciatore d’Italia a Bucarest (Romania), funzione rivestita dal 2013 al 2017, mentre, dal 15 giugno 2020, è ambasciatore d’Italia in Lussemburgo. Diego Brasioli, nato a Roma il 23…
PARTE SECONDA Il mesto lascito di Vienna a Verona italiana Vivacchiano senza restauri almeno conservativi e valorizzazione storico-turistica i quattro sepolcri marmorei di Wilhelm Fürst zu Bentheim und Steinfurt, Anton Mayer Freiherr von Heldensfeld, Carl Ritter Pausch von Werthland e Ioseph Anton Freiherr von Russo Chissà se nei sarcofagi collocati nell’area ex austriaca (all’esterno su via Francesco Torbido, rispetto al nucleo originario del 1828-1829, oggi condivisa con sporadiche tombe nostrane e con l’avanzata di sepolture islamiche) del Cimitero monumentale di Verona, ci siano ancora (od effettivamente) i resti e gli eventuali corredi degli egregi gestori del potere, soprattutto militare, per…
PARTE PRIMA Due esempi? La lapide nell’incuria ignorata della contessa Franziska Romana von Strassoldo-Gräfenberg (moglie di Josef Radetzky) e lo stato di perdurante rovina del sepolcro d’un altro emerito suddito di Vienna, Franz von Scholl, luogotenente feldmaresciallo ed ingegnere militare addetto alle fortificazioni Nonostante vuoti di memoria e di rispetto, nell’area ex austriaca del Cimitero monumentale resistono al tempo che passa anche le tombe di insigni personaggi del lungo periodo, tra il 1815 ed il 1866, in cui Verona apparteneva a Vienna. Alzi la mano chi sa che, in quel mesto e trascurato “museo lapidario a cielo aperto” asburgico,…
Il complesso di Forte Lugagnano (ex Werk Kronprinz Rudolf), a lato della strada di collegamento tra San Massimo all’Adige e, appunto, Lugagnano, presenta ancora, sulle recinzioni esterne, drastici avvisi di pertinenza esclusivamente militare che comandano ed ammoniscono Alt Farsi riconoscere e Zona militare Divieto di accesso Sorveglianza armata, quasi fosse un ambito dell’Esercito Italiano ancora pienamente ed ufficialmente attivo e funzionante e non dato in gestione ad associazioni che s’occupano (o dovrebbero farlo) della sua manutenzione ordinaria. Gruppi come, ad esempio, “Vivere la storia” (di genere culturale e di rievocazione storica) e la sezione veronese dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia. 2015,…
La tragica vicenda è nota (e già ripercorsa da questa testata online nella rubrica “Verona ricorda…” il 14 novembre scorso). Tra le ore 8:10 e le 8:40 del 14 novembre 1915 tre aerei Etrich Tauber (taube in tedesco, colomba in italiano) fecero la loro comparsa sul cielo sopra Verona.Erano dei modelli di monoplano monomotore da bombardiere, da caccia, da ricognizione e d’addestramento realizzati nel 1910 dall’aviatore ed ingegnere austro-ungarico poi austriaco Ignaz “Igo” Etrich (Ober Altstadt, 25 dicembre 1879 – Salisburgo, 4 febbraio 1967) ed utilizzati soprattutto dalla dapprima Fliegertruppen des deutschen Kaiserreiches (Truppe aeree dell’Impero del Kaiser tedesco)…
Transitarono anche dalla città scaligera nomi eccellenti del nazismo sconfitto in fuga.Una pagina di storia (non solo locale) ancora tutta da scrivere definitivamente Verona, passaggio o punto di “smistamento” o logistico della struttura Odessa? Di sicuro, come riferì “Verona libera” (organo del Comitato di liberazione nazionale che, dal 1° maggio 1945 al 30 giugno 1946, sostituì “L’Arena”, in precedenza schieratasi apertamente col fascismo) del 17 maggio 1945, fecero la loro comparsa congiunti di gerarchi nazisti in cerca di alternative o secondo piani predisposti: “Sono state arrestate nella nostra città le mogli di Himmler e del col. Wolff primo comandante della…
Una cartolina postale datata 22 dicembre 1918 – Inviata dal soldato Stefano Gaiga alla signorina Maria Zordan – Poche righe sgrammaticate con il timbro “verificato per censura” – Documento di storia semplice Una “corrispondenza in franchigia” del Regio Esercito Italiano scovata anni fa nel caotico sottotetto d’una settecentesca abitazione della contrada Gaiga presso San Bortolo (o San Bartolomeo delle Montagne), frazione di Selva di Progno, al confine tra le province di Verona e Vicenza. Sottoposta al controllo ed al timbro “verificato per censura”, la cartolina postale era stata scritta il 22 dicembre 1918 dal soldato Stefano Gaiga ed inviata…
Ritrae il padre di Petra Feinaigle, traduttrice ed interprete adottiva scaligera Un caro ricordo assunto a documento storico. La foto d’un militare nella tragedia della Seconda guerra mondiale espresso in un tirato, stanco sorriso, forse di circostanza, forse malvolentieri, forse per senso di dovere. Per lui, Heinz Feinaigle, il dovere (Befehl ist befehl!, Gli ordini sono ordini!) dell’indossare la divisa da sottufficiale della Wehrmacht con la lugubre svastica nazista. Wehrmacht (Forza di difesa) fu la denominazione delle forze armate tedesche con la riforma del 1935 fino all’agosto 1946, quando fu ufficialmente sciolta in seguito alla resa incondizionata della…
40 anni fa, il 28 gennaio 1982, il generale di brigata americano James Lee Dozier (Fort Myers, Contea di Lee, Florida, 10 aprile 1931), rapito dalle Brigate Rosse a Verona, venne liberato in un appartamento a Padova da un’incursione del Nocs (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza). Per settimane il capoluogo scaligero fu sulle cronache internazionali per il clamoroso sequestro dell’allora sottocapo di Stato Maggiore Logistico delle Forze Terrestri Alleate (della Nato) del Sud Europa (Ftase, con quartier generale a Palazzo “Carli”, in via Roma). La drammatica vicenda iniziò alle ore 17:00 del 17 dicembre 1981, quando il generale…
Una “pietra d’inciampo” (l’ormai nota Stolperstein ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig, blocchetto in pietra dalle dimensioni d’un sampietrino con targa d’ottone apposta sulla facciata superiore con i dati d’una vittima del nazismo) collocata nel passaggio Antico Municipio/Am Alten Rathaus, in via dei Portici/Laubengasse 30. Ricorda l’ultimo domicilio di Ada Tedesco, figlia di Moisè Tedesco e di Enrichetta Leoni, nata a Verona (e dove il 1° marzo 1939 fu obbligata a sottoscrivere la “dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica”) il 21 settembre 1881, trasferitasi a Bolzano nel 1941. Arrestata in quanto ebrea il 16 settembre 1943 (stando a “Il libro…
Palazzo Bocca Trezza (acquisito dagli intestatari nel 1853 ed in precedenza, fino al 1837, palazzo Murari della Corte Brà, famiglia dei costruttori), un contenitore di tanto passato racchiuso tra le vie XX Settembre, San Nazaro ed i vicoli Terrà e Fontanelle San Nazaro, nel cuore di Veronetta. Si tratta d’un lascito testamentario vincolato della nobildonna Lavinia Trezza vedova Bocca (il marito Terenzio fu un generale piemontese, poi senatore del Regno d’Italia), scomparsa nel 1922, che dispose la donazione di palazzo e pertinenze al Comune di Verona con obblighi di mantenimento del decoro architettonico-artistico-culturale. Palazzo Bocca Trezza da via XX Settembre…
Il grande lascito immobiliare del “Villaggio Dall’Oca Bianca” sopravvive ancora nonostante discutibili demolizioni e ristrutturazioni, in parziale abbandono e murato (per impedire l’intrusione di abusivi e vandali) od assegnato anche ad associazioni e servizi sociali. Nella seconda metà degli Anni Trenta del secolo scorso, il pittore Angelo Dall’Oca Bianca (Verona, 31 marzo 1858 – Verona, 18 maggio 1942, nato in vicolo Cavalletto 1084 da Beatrice Resi e Giuseppe, morto in via Santa Maria Rocca Maggiore 13) devolvette al comune di Verona la somma di 80mila lire ed un vasto appezzamento per l’edificazione “d’un villaggio di semplici e sane dimore per…
Il capitello di San Dionigi e la Vergine col Bambino, in occulto e preoccupantedegrado – Potrebbe funzionare l’auspicabile “azione di salvaguardia congiunta”tra Circoscrizione 2^, Soprintendenza, parrocchia di Parona ed Ufficio beniculturali ecclesiastici della Diocesi? Parona di Valpolicella (Verona) – Scrigni di bellezze artistiche dimenticate, in… disarmo, accantonate da chi, per deontologia professionale, dovrebbe coccolarle al massimo. Invece, il degrado sta intaccando e nascondendo un paio di interessanti opere, l’una dirimpetto a via Preare e l’altra poco distante, sulla strada dei Monti che s’inerpica costeggiando Villa “Erbisti” (o “San Dionigi”, dal nome del colle che l’accoglie), dotata d’un vasto parco. Il…
Mura e vallo del bastione Campo Marzo (o Campo Marzio) che costeggia via Francesco Torbido trovarono tragico “utilizzo” quale sede di esecuzioni nel cruento periodo nazifascista post 8 settembre 1943, secondo decisioni prese non a caso, ma per la vicinanza del Cimitero monumentale dove i condannati a morte trovavano pronta sepoltura, provvisoria o definitiva, anonima o meno. Una lapide collocata nella parete esterna del bastione e che sbuca quasi timidamente in alto rispetto al vallo (in modo che possa essere scorta, senza però essere leggibile per la distanza, da chi transita in via Torbido, magari destando comunque interesse anche solo…
Verona, 106 anni fa. 14 novembre 1915, tra le ore 8:10 e le 8:40: tre aerei Etrich Taube (taube, in italiano Colomba, sic, modello di monoplano monomotore approntato dall’aviatore ed ingegnere austro-ungarico Ignaz “Igo” Etrich nel 1910) nemici sorvolarono la città e lasciarono cadere delle bombe su piazza Erbe che, stando alle notizie riportate dall’“Arena”, provocarono 30 morti, 29 feriti gravi e 19 leggeri. Le gravi condizioni di alcuni feriti, nei giorni successivi, accrebbero il numero delle vittime dapprima a 35 e, poi, a 36 (sempre secondo gli aggiornamenti del giornale). Tra i deceduti risultarono anche lo scultore Attilio Spazzi…
La memoria di Gianfranco Sforni, adolescente ebreo assassinato o deceduto con suoi familiari nel campo di sterminio (Vernichtungslager) di Birkenau (KL Auschwitz II) ed a cui è stata dedicata la piazza antistante alla chiesa, costituiva quasi un pallino fisso di don Bruno Bonizzato, ex parroco di Sacra Famiglia (estrema propaggine di Verona prima del comune di Castel d’Azzano). Don Bruno aveva celebrato la malinconica messa d’addio alla sua comunità l’8 ottobre 2017, in coincidenza con i 50 anni di sacerdozio, 25 dei quali in quella parrocchia dove era entrato il 4 ottobre 1992 come coparroco ed insegnante di religione nella…
L’illustre storia del complesso: dalle origini scaligere ai bombardamentidella Seconda Guerra Mondiale, attraverso incisivi interventi veneziani ed austriaci –Oltre che vescovi della Serenissima (forse), di certo vi transitaronotruppe austriache di dominazione ed italiane d’annessione al Regno d’Italia La mole di Porta Vescovo (o Porta del Vescovo), uscio tra Veronetta e Borgo Venezia, ad est della città che guarda appunto verso Venezia, costituisce un contesto murario edificato dagli Scaligeri, rafforzato dai Veneziani e rinnovato dagli Austriaci. Elevata ad un solo piano, con attico e copertura a tetto, si trova tra il Bastione delle Maddalene e la Rondella di Santa Toscana, con…
