La Sorte (Verona) – Nella frazione o località dall’attrattiva naturalistica (con la sua Oasi dei Cigni) a ridosso d’una suggestiva ansa del fiume Adige e dalla frequenza di patiti del cicloescursionismo (nel proseguimento verso via Boscomantico ed il Parco Ottocento), sorge una chiesa tirata a lucido (per effetto di premurose cure conservative) che racchiude ricordo storico e ringraziamento votivo. In via Giacomo Barucchi si trova il Tempio votivo “Maria Ausiliatrice”, voluto quale riconoscenza fattiva. Una lapide collocata sulla facciata, in basso a destra, tramanda e recita a riguardo: Il 28 febbraio 1945 un bombardamento tutto ha distrutto fuorché…
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Appassionati e curiosi puntuali al ripetersi delle attese rievocazioni storico-militari e visite guidate negli ambiti museali nell’arco di tre giorni (dal 10 al 12 maggio), in spazi interni ed esterni del Forte Lugagnano, nei pressi della frazione di San Massimo. Forte edificato dalla Genie Direction (Direzione del Genio, subordinata alle forze armate dell’Impero asburgico) di Verona tra il 1860 ed il 1861 ed appartenente al secondo campo trincerato di pianura del sistema difensivo austriaco della città. Il complesso venne denominato Werk Kronprinz Rudolf, in riferimento a Rodolfo d’Asburgo-Lorena (Vienna, 21 agosto 1858 – Mayerling, 30 gennaio 1889),…
Auguri d’amore d’un Romeo alla sua Giulietta datati 1947 e 1948 che, probabilmente, accompagnavano regali, magari mazzi di fiori. Sono saltati fuori rimettendo in ordine materiale fotografico e cartaceo, triste mansione di famiglia sempre rimandata dal figlio che doveva farlo, a distanza di alcuni anni dalla scomparsa della madre, signora Delmina L., residente a Ca’ di David, deceduta l’8 novembre 2020, all’età di 94 anni (era nata ad Isola della Scala il 28 marzo 1926). Già ricoverata dal 12 ottobre precedente (per la terza volta nel giro di poco tempo) nell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale ad indirizzo…
A proposito di pontefici nella città scaligera ed in attesa della venuta, ormai prossima, di papa Francesco, sabato 18 maggio p.v. Scartabellando nel mio archivio ho “rinvenuto” tre cartelle dattiloscritte del genere usato ai tempi della mia collaborazione al giornale “L’Arena” in “lontana” epoca pre e-mail. Ingiallite dal tempo trascorso, sono state redatte nel 1986 ed anticipavano un evento storico per la provincia veronese che, stando ad informazioni esclusive “annusate” e raccolte, avrebbe dovuto avverarsi l’anno dopo, in un’imprecisata data del 1987. Si trattava della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Verona e non solo che,…
Un bene storico ben poco conosciuto e vedibile, in qualche maniera di fortuna, solo dall’esterno. È una chiesa dall’architettura romanica (stile ispirato al romano antico diffuso in Europa dalla fine del X secolo fin quasi alla metà del XII secolo, prima dell’avvento del gotico) che si trova all’interno d’un contesto rurale a corte privato, a lato di via Lazzaretto (nella zona periferica di Porto San Pancrazio) che porta, appunto, verso le vestigia del lazzaretto edificato nei pressi del fiume Adige tra il 1549 ed il 1628, su asserito progetto dell’architetto ed urbanista Michele Sanmicheli. Nessuna indicazione o tabella…
Una chiesetta in disparte, nascosta alla vista della soprastante e trafficata via Tombetta, nel vicolo Basso Acquar a ridosso del canale Camuzzoni, I divieti d’accesso d’ambo le parti nel vicolo (a parte il traffico consentito a residenti ed operatori) isola maggiormente il luogo. Se non si sa che sia lì presente, è difficile che si scopra casualmente. Si tratta dell’ex tempio cattolico dedicato a San Gaetano Thiene (Vicenza, ottobre 1480 – Napoli, 7 agosto 1547, cofondatore dell’Ordine dei chierici regolari teatini, proclamato santo da papa Clemente X il 12 aprile 1671, definito “Santo della Provvidenza” e con sua memoria…
Affacciata sulla piazza e sullo stradone omonimo, sorge la chiesa di San Tomaso (o Tommaso) Becket, nota di più come di San Tomaso Cantuariense, nei pressi del ponte Nuovo e del corso dell’Adige. L’edificio sacro è intitolato, appunto, a Thomas Becket (Londra, 21 dicembre 1118 – Canterbury, 29 dicembre 1170), dapprima lord cancelliere del Regno d’Inghilterra dal 1154 e, poi, eletto arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra nel 1162. In contrasto col regnante Enrico II (Il Plantageneto, primo re della dinastia plantageneta od angioina, Le Mans, 5 marzo 1133 – Chinon, 6 luglio 1189) venne ucciso, infine, a…
Non solo nel Cimitero Monumentale di Verona, edificato gradualmente dal 1828 ed opera dell’architetto Giuseppe Barbieri (Verona, 2 dicembre 1777 – Verona, 10 gennaio 1838), vige il doveroso rispetto a defunti impropriamente definiti “comuni” (perché mai nessun essere umano è “comune”, in quanto soggetto unico a tutto tondo) e per personalità che, in un modo o nell’altro, hanno dato lustro alla città o sono entrati nel ricordo collettivo per rimanervi. E se il Pantheon Ingenio Claris del camposanto principale costituisce un po’ il sancta sanctorum del complesso, con le tombe di tanti illustri personaggi nelle più disparate discipline,…
Tra le ore 11.30 e le 12.00 di venerdì 28 gennaio 1944 una formazione aerea del 301st Bomb Group dell’USAAF (United States Army Air Force, Aeronautica Militare degli Stati Uniti), composta addirittura da 120 Boeing B-17 Flying Fortress (Fortezza Volante) e da bombardieri medi bimotori, iniziò un terrificante attacco su Verona con l’obiettivo primario d’interrompere i collegamenti dello strategico crocevia ferroviario di Porta Nuova e, soprattutto, i trasporti da e verso il Brennero e la Germania. Sganciando centinaia di bombe da circa 10mila metri d’altezza, l’incursione americana colpì strutture, binari, treni, coinvolgendo nella rovina la Cartiera Fedrigoni, la…
Da Verona al lavoro coatto nel Lager Itzling di Salisburgo.E la lunga fuga a piedi per scampare alle eliminazioni Il Giorno della Memoria mi coinvolge emotivamente, sull’onda di quanto vissuto da mio padre Luigi (Brescia, 22 marzo 1921 – Verona, 10 gennaio 1993), costretto a partire per ordine dei nazifascisti come lavoratore coatto da Verona a Salisburgo (nell’Austria dopo l’Anschluss, Annessione, al Reich tedesco), nel Lager Itzling, dove sgobbò fino alla sua fuga per sottrarsi a temute esecuzioni di massa. Riuscii a ricostruire a grandi linee la sua vicenda partendo delle scarse informazioni che mi diede, aggiungendo poi la…
È una brutta curva a gomito, quella di via del Pestrino a tu per tu con l’Adige e che costeggia il prospiciente complesso dell’ex Forte “Santa Caterina” (eretto ed intitolato in epoca austriaca al feldmaresciallo Heinrich Hermann Josef von Hess ed ora interessato da recupero e riassetto generali). Brutta per la sua pericolosità viabilistica ma vegliata e protetta dalla presenza, all’angolo, della chiesa dedicata alla Beata Maria Vergine Addolorata, con annesso monastero di clausura delle Serve di Maria Oblate Sacerdotali, abitudinariamente chiamate “suore del Pestrino”. La porta d’ingresso al convento è al civico 56 della via, dove un…
Da stazione-regina (inaugurata nel 1847) nel collegamento verso Venezia a secondo scalo della città. Complementare, non certo inferiore all’epoca e non solo per ragioni militari e logistiche ma pure in quanto ubicata gomito a gomito con le Officine Grandi Riparazioni (Officine centrali del Lombardo-Veneto), stabilimento industriale eretto tra il 1847 ed il 1851 e specializzato nel riassestamento di carrozze e carri danneggiati e nella produzione di caldaie a vapore dapprima e di locomotive in seguito, con relative manutenzioni. Officine tuttora operanti di Trenitalia, nell’ammodernamento continuo, nella revisione delle locomotive elettriche. Il tutto avvenne dopo la costruzione del ponte…
Via Giovanni Battista Moschini o solo Giovanni Moschini (come citano, chissà perché non uniformi, le targhe d’intitolazione della strada) o, ancora, via Giambattista Moschini (menzionata da certa toponomastica) è un’arteria che collega via Breccia San Giorgio con via Madonna del Terraglio. Ubicata nel rione di Santo Stefano ed una volta denominata via Dietro le Mura, vi resiste un’aura retró, amabile o malinconica secondo i punti di vista. Rispettivamente ai numeri civici 11B ed 11A si trovano le sedi dell’Istituto tecnico “Marco Polo” e del Liceo “Girolamo Fracastoro” (Scientifico – Scienze applicate – Linguistico – Economico Sociale). La…
Nel rispetto mai tradito della tradizione, sono tornati in piazza Bra a riempirla ancor più di vita i bancheti de Santa Lussia, bancarelle di merce varia (dolciumi, giocattoli, artigianato, abbigliamento, specialità gastronomiche, odorose frittelle ecc.) che costituiscono il pittoresco, vivace e ghiotto “antipasto” alle festività di Natale e di fine ed inizio anno nuovo. Folla e frenesia sono destinati a svanire alla sera del 13 dicembre, dopo che Santa Lucia, in groppa al suo asinello ed accompagnata dal Gastaldo, ha terminato nottetempo il suo “miracoloso” peregrinare nelle case con bambini per lasciarvi, secondo copione, sorprese piacevoli per i…
Deviando da lungadige San Giorgio verso via Fontanelle Santo Stefano, prima di via Madonna del Terraglio, a destra, sale leggermente via San Carlo, percorso cieco che termina con un vicolo omonimo. Un’arteria minore con acciottolato e “lasagna”, immersa in una particolare atmosfera d’inaspettato silenzio, che non s’è fatta coinvolgere nel flusso chiassoso di vicine mete turistiche classiche (Teatro Romano, Ponte Pietra, chiesa di Santo Stefano ecc.), nella piena armonia tra passato e presente, con architetture originali ben restaurate e dall’attenta conservazione. È piacevole passeggiare senza fretta in quel tragitto tra secoli che incombono (e non soccombono) e…
In via Mantovana, lasciata l’ultima propaggine del quartiere Santa Lucia in direzione di Madonna di Dossobuono, si può scorgere, sulla sinistra, una colonnina con circonferenza marmorea di base che emerge impettita dall’asfalto, accanto ad una sintetica ma esauriente tabella esplicativa. Costituisce un retaggio tangibile “esclusivo” dell’antica Via Postumia (o Postumia Strata), itinerario consolare romano che collegava, per finalità dapprima militari poi pure commerciali, Aquileia (ed il porto del mar Adriatico) a Genova (con i mari Ligure e Tirreno).Un tragitto strategico attraverso i territori della Gallia Cisalpina (l’attuale pianura Padana ).La connessione più vetusta del nord Italia venne completata nel 148…
È tra le attrattive storiche veronesi più percorse e visitate, un passaggio quasi obbligato per veronesi e non che amano immergersi nelle sue suggestive atmosfere medievali, per giunta senza pagare alcun biglietto d’accesso. Si tratta del ponte di Castelvecchio (o ponte scaligero, progetto forse di Guglielmo Bevilacqua) che unisce le due sponde dell’Adige tra il complesso fortificato e museale, appunto, di Castelvecchio (ed il suo corso omonimo) ed i giardini Gazzola, in lungadige Campagnola, di fronte all’ex Arsenale austriaco. Servirebbe un contapersone per sapere il numero di quanti camminano quotidianamente sul ponte, impennate turistiche comprese. Sarebbe un utile…
Il Risorgimento che racconta se stesso tramite lasciti della dominazione austriaca. La Quarta circoscrizione ha ereditato e conserva i “gioielli di famiglia” connessi alle vicissitudini storiche della Battaglia di Santa Lucia del 6 maggio 1848 (scontro bellico della Prima guerra d’indipendenza, combattuta dal 23 marzo 1848 al 22 agosto 1849, tra forze del Regno di Sardegna e dell’Impero austriaco, con supremazia finale di quest’ultimo). Oltre alle evidenti ferite provocate dal cannoneggiamento piemontese alla cella campanaria ed al basamento del campanile, utilizzato come posto d’osservazione austriaco, della chiesa di Santa Lucia, altri ricordi che fanno riferimento a quell’evento…
A Ca’ di David, all’angolo tra le vie Forte Tomba ed Alberico da Barbiano (condottiero e capitano di ventura, Barbiano, Cotignola, Ravenna, 1348/1349 – Città della Pieve, Perugia, 26 aprile 1409), a destra venendo da Borgo Roma, una cappelletta invita ad un momento di preghiera dalla frenesia degli spostamenti tra ieri ed oggi: “O passeggero se brami sicura via scopri il capo e di’ Ave Maria”. Situata accanto ad opportune strisce pedonali e ad un arcigno autovelox (non si sa se attivo o meno), è di traverso rispetto alle vie interessate, risale alla fine del XIX secolo ed…
Solo casualmente chi non lo sa può accorgersi di quel rottame arrugginito seminascosto da foglie d’edera ed accanto alla statuetta d’una Madonna in un incavo di pietre. A ridosso dello scivolo verso le autorimesse d’una palazzina in via Santa Elisabetta 1, a Santa Lucia, infatti, è piazzato da anni un reperto storico del furioso bombardamento aereo effettuato su Verona nella tarda mattinata del 28 gennaio 1944. Si tratta d’una bomba sganciata in zona e che, per un provvidenziale gioco del destino, all’impatto s’è spaccata, aperta senza esplodere. Pesante e massiccia, è la cruda testimonianza di quanto avvenne in…
Funzioni di collegamento tra le due rive e d’argine e di deviazione delle acque dell’AdigeUn progetto necessario realizzato tra il 1920 ed il 1923 dall’ing. Gaetano Rubinelli Chievo (Verona) – Un marchingegno polifunzionale in calcestruzzo armato ed acciaio. Il ponte diga di Chievo (in dialetto veronese, la diga del Ceo), frazione ormai assorbita dalla città, assolve sia compiti di collegamento (pedonale o su due ruote) tra i due bordi del fiume Adige che di sbarramento e deviazione del corso d’acqua. Blocco utile, soprattutto, per elevare il livello consentendo l’aumento dell’immissione nel vicino canale industriale Camuzzoni (progettato dall’ingegnere Enrico Carli, terminato…
Memoria storica di Verona in lutto. Lo scorso 5 gennaio, nella Casa “San Giuseppe” dell’Istituto Sorelle della Misericordia in via Rosalia Serenelli 2, è serenamente spirata suor Luisidia (al secolo Lina Casagrande), alla veneranda ma ancora lucida età di 104 anni. Prima d’essere accolta nella struttura di San Michele Extra, suor Luisidia era stata ospite dapprima nella Casa Madre/Generalizia dell’istituto in via Valverde 24 e poi nell’altra sede in via Amatore Sciesa 7. Andata in pensione nel 2007 dopo ben 68 anni di servizio come caposala nel Laboratorio di chimica clinica e d’ematologia dell’ospedale di Borgo Trento, la…
Desta tuttora scalpore (nonostante la mal digerita assuefazione popolare a cifre milionarie nelle tasche degli “eroi del pallone”) il contratto da nababbo di Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, per tutti Cristiano Ronaldo (Funchal, capoluogo della regione autonoma dell’arcipelago nell’oceano Atlantico di Madera, Portogallo, 5 febbraio 1985), firmato il 30 dicembre 2022 ed entrato in vigore dal 1° gennaio 2023 al 2025 con l’Al-Nassr Football Club, o semplicemente Al-Nassr, società calcistica di Riad, in Arabia Saudita, nella massima divisione del campionato saudita di calcio. Svincolato dal Manchester United (2021-2022) dopo il trasferimento dalla Juventus (2018-2021), Ronaldo è ora attaccante dell’Al-Nassr…
Il mondo cattolico e non solo rende omaggio alla figura di Benedetto XVI, al secolo Joseph Aloisius Ratzinger (Marktl, Baviera, Germania, 16 aprile 1927), scomparso al mattino del 31 dicembre 2022. Ad annunciare il luttuoso evento, purtroppo imminente dato il suo lento spegnersi, era stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni: “Con dolore informo che il papa emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano”. Dal 2 al 4 gennaio la salma viene esposta all’omaggio dei fedeli nella basilica di San Pietro, prima delle solenni esequie del 5…
Due loculi a non molta distanza l’uno dall’altro, negli intercolumni della parte nuova confinanti con i corrispettivi dell’area principale del Cimitero monumentale. Rintracciati e tolti all’oblio dei contemporanei perché, almeno di tanto in tanto, la polvere del tempo venga soffiata via. Si tratta di personaggi che fecero storia nel XX secolo veronese, don Adolfo Bassi e Spartaco Paganini. Il primo in maniera più incisiva con tanti anni d’apostolato ed il secondo in modo sinistramente effimero giorni dopo l’entrata degli alleati a Verona. Don Adolfo Bassi Don Adolfo Bassi fu, come recita l’epigrafe sulla parca lapide della sua tomba,…
Vivacchiano nel disinteresse dei più, nella quasi illeggibile decadenza, nella riparazione fai-da-te di chissà chi, nella curiosità mal soddisfatta dei turisti le iscrizioni marmoree che sanciscono e commemorano i livelli raggiunti dalle drammatiche esondazioni del fiume Adige a Verona. Storicamente in aperto conflitto con i capricci del corso d’acqua, i fragili argini vennero messi in sicurezza (talvolta ancora incerta) tra il 1887 ed il 1894 con alti muraglioni ed interramento del canale dell’Acqua Morta, dopo la disastrosa e cruenta inondazione avvenuta tra il 15 ed il 18 settembre 1882. Forse il più devastante straripamento subito dalla città che provocò…
