Luogo: stazione di Verona Porta Nuova. Data e ora: 21 dicembre 2018, 18.45.
Scesa dal treno proveniente da Milano, la squadra del Football Club Internazionale Milano (più conosciuta come Internazionale o, meglio ancora, quale Inter, fondata nel 1908 da soci dissidenti del Milan) ed i suoi accompagnatori, avevano raggiunto velocemente il lato terminale della pensilina del primo binario (lato direzione Brescia) dov’erano attesi dal pullman ufficiale della società per il trasferimento all’hôtel destinato.
Salita sempre in fretta, la compagine s’era sistemata a bordo e, poco dopo, l’autista aveva avviato l’automezzo verso l’uscita dall’area ferroviaria, al seguito di un’auto di scorta della polizia.




L’Inter, il giorno seguente alle ore 18.00, doveva disputare la partita d’andata del Campionato 2018-2019 nello stadio “Marcantonio Bentegodi” col ChievoVerona (società sorta a sua volta nel 1929, ricostituitasi nel 1948, esclusa dai campionati dei professionisti per grattacapi tributari nel 2021, ritornata in auge nella stagione 2024-2025 in salita dalla Serie D).
L’incontro ChievoVerona-Inter s’era poi concluso 1 a 1, con goals dapprima dell’interista Ivan Perišić (Spalato, Croazia, 2 febbraio 1989) al 39° e di Sergio Pellissier (Aosta, 12 aprile 1979) al 91°, in piena “zona Cesarini”, cioè in quel lasso di tempo dei minuti conclusivi o di recupero d’un evento calcistico in cui viene realizzata una rete.
Curiosa peculiarità, appunto, del calciatore Renato Cesarini (Castellaro di Senigallia, Ancona, 11 aprile 1906 – Buenos Aires, Argentina, 24 marzo 1969, centrocampista od attaccante nonché allenatore italiano con cittadinanza argentina), nelle fila della Juventus dal 1929 al 1935 da giocatore e poi, tra il 1959 ed il 1960, da allenatore e che segnò diverse reti nelle fasi finali di partite. Fece parte anche della nazionali dell’Argentina (nel 1926) e dell’Italia (1931-1934).
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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