Bandiere a mezz’asta per il calcio nazionale e per l’intera città.
Malato da tempo, è deceduto in mattinata a 91 anni d’età, nel Policlinico “Gian Battista Rossi” di Borgo Roma, Osvaldo Bagnoli, l’ormai mitico allenatore dello storico scudetto dell’Hellas Verona Football Club nel campionato di calcio 1984-1985 (in cui furoreggiarono, assieme agli altri prodi della squadra gialloblù, il terzino ed esterno sinistro tedesco Hans-Peter Briegel – Rodenbach, 11 ottobre 1955 – e l’attaccante danese Preben Elkjær Larsen – Copenaghen, 11 settembre 1957).
Bagnoli (nato alla Bovisa, quartiere della periferia settentrionale di Milano, il 3 luglio 1935), prima di fermarsi all’ombra dell’Arena romana, era stato calciatore con ruoli, soprattutto, da mezzala, mediano, libero e dal tiro forte da distante.
Esordì nel Milan in serie “A”, nelle ultime 8 partite del campionato 1955-1956 e concluse la sua carriera nel Verbania, in serie “C”, nel 1973. Giocò 110 volte in serie “A” e 209 in serie “B”, segnando in tutto 91 reti.
Dopo essere stato vice allenatore del Verbania anche quando vi giocava, debuttò come allenatore nella Solbiatese, in serie “C”, nel campionato 1973-1974, per poi finire alla corte dell’Hellas Verona tra il 1981 ed il 1990.
In seguito, sedette sulle panchine del Genoa (dal 1990 al 1992, conquistando il quarto posto nel campionato 1990-1991) e dell’Inter (dal 1992 al 1994, con un lusinghiero secondo posto dietro al Milan nel campionato 1992-1993).
Incorniciata ed appesa al muro a 59 anni la fruttuosa parentesi d’allenatore, rimandò al mittente successive proposte e preferì poi dedicarsi al ramo alberghiero assieme al socio Franco Nanni (Riccione, 27 agosto 1944), ex terzino dell’Hellas Verona dal 1969 al 1976.
Ad Osvaldo venne assegnato nel 1984 il “Seminatore d’oro” (premio calcistico attribuito ogni anno dalla Figc – Federazione italiana giuoco calcio – per specifici meriti d’allenatore). Infine, il 20 gennaio 2018, fu nominato presidente onorario dell’Hellas Verona Football Club per volere del patron Maurizio Setti.
di Claudio Beccalossi

