Una toilette a… canneto aperto…
È quella seminascosta in un breve tratto di terreno sabbioso che costeggia il fiume Adige e che, partendo dai pilastri lato via Basso Acquar del ponte della Ferrovia, rasenta dapprima l’esterno d’un ristorante (noto per paella e sangria, con ingresso da via Franco Faccio) e porta ad abituri isolati ed in prossimità del ponte San Francesco.

Proprio per la sua collocazione “protetta” e lontana da sguardi indiscreti il luogo “invoglia” a farvi i propri bisogni ed a lasciarvi bottiglie di plastica, chissà perché, poi, consumate o gettate proprio lì.










L’olezzo e gli insetti di contorno, soprattutto adesso che le temperature s’alzano, in quella striscia di sentiero naturalisticamente gradevole (se non inquinato da usi impropri), costituiscono un qualcosa di disgustoso per chi volutamente o casualmente vi capita, per sgranchirsi le gambe, curiosare, osservare come mantra distensivo il corso del fiume.

Per proseguire e poi tornare sui propri passi occorre tapparsi il naso e, magari, pure difendersi con momenti d’apnea, confidando nella buona sorte per quanto riguarda rischi di contaminazione igienico-batterica da non sottovalutare.
Peccato. Perché il luogo, storicamente e paesaggisticamente attraente, meriterebbe ben altri frequentatori ed estimatori e non i disperati preoccupati solo a non farsela addosso…
Servizio, foto e video di Claudio Beccalossi

