Care amiche, cari amici, chiusi in casa e costretti a non sentir altro che parlare di corona virus, per distrarvi un po’, vi propongo una storia d’altri tempi. Quando negli archivi comunali ho fatto la ricerca sul primo pubblico orologio della torre del castello propedeutica al suo restauro, mi ero già imbattuto nella curiosa vicenda delle sue campane ma in “tutt’altre faccende affaccendato” (il restauro appunto) mi sono ripromesso di approfondirla in seguito. E così dopo qualche tempo (cinque anni), sollecitato invero per l’ennesima volta dall’amico Pasquale Cordioli, ed avendo terminato, e mandato alla stampa il terzo libro di “Vilafranca de ‘na olta”, l’ho finalmente ripresa ed eccovi ora la storia della “diatriba delle campane”. All’inizio, ma solo all’inizio, la vicenda è dedotta ma poi ampiamente documentata dagli atti che fedelmente ripropongo. Uno dei primi documenti che avevo acquisito alla ricerca è stata la delibera di giunta n°86 del 1888 avente oggetto “Nomina di Rizzini Giovanni a regolatore del pubblico orologio” che vi trascrivo <Nel giorno 30 8ttobre del 1888 cessava i vivere Rizzini Ignazio regolatore del pubblico orologio. Col 1. 9mbre 1888 fu provveduto in via provvisoria al servizio con Rizzini Giovanni figlio del defunto. Occorrendo ora la nomina regolare, il Prospiciente invita la Giunta ad emettere le proprie deliberazioni, assicurando che il Rizzini Giovanni durante la sua provvisorietà ha lodevolmente con premura disimpegnato le mansioni affidategli. La Giunta Comunale assicurata dal Sindaco del buon servizio prestato in via provvisoria dal Rizzini, Visti l’art. 93 della Legge comunale e provinciale, coll’unanimità dei voti segreti, Nomina Rizzini Giovanni a regolatore del pubblico orologio per un anno con decorrenza dal 1° 9mbre 1888 col normale salario di annue lire 120>. E qui mi è sorto spontaneo un dubbio. Ma quale pubblico orologio regolavano i Rizzini? Non certo quello del castello che è stato acquistato solo due anni dopo, nel 1890. Certamente sarà stato quello apposto sul vecchio campanile della chiesa, come era d’uso allora, ed in altre parti è ancor oggi, come in quel di Povegliano (il restauro del cui antico orologio ha fatto da “apripista” per il nostro). E così si presume che quando il nuovo orologio è stato acquistato e installato sulla torre del castello, per battere le ore quasi sicuramente siano state portate lì le campane che prima erano installate su uno dei campanili. Ovviamente per il trasferimento sono stati fatti lavori di adeguamento e sostenute le relative spese ed infatti negli atti del Comune ho trovato le seguenti note: il 21 maggio 1891 <pag. lire 571 a Cavadini Luigi per prima rata e della fornitura del “castello campanario”> ed il 24 gennaio 1892 < pag.te lire 571 alla ditta Cavadini Achille a/s II ^ rata castello campanario>. La storia del Primo Pubblico Orologio del Castello e del suo restauro ve l’ho già raccontata ivi compresa la sua modifica, avvenuta nel 1905, affinche potesse battere anche le mezze ore, modifica che credo “responsabile” della nostra curiosa vicenda. Dopo quasi 20 anni, infatti, agli inizi del 1907, improvvisamente due delle campane più piccole, presumibilmente quelle su cui che battevano le mezze ore, si rompono. Il tocco delle campane del pubblico orologio deve suonare “falso” e così il parroco prende carta e penna e ne chiede conto al sindaco il quale non perde tempo perchè già negli atti della riunione di giunta dell’ 8 febbraio così sta scritto < In seguito all’avviso dato dal Reverendissimo signor Arciprete locale di alcuni guasti manifestatesi nelle campane di cui a margine (due campane della torre dell’orologio pubblico – Villafranca ) venivano convocati per oggi oltre al prefato Reverendo Arciprete i signori Fabbricieri parrocchiali e ciò allo scopo di prendere concerto per ovviare al lamentato inconveniente.- Sono quindi oggi intervenuti i signori: reverendo Arciprete Zandomeneghi 1. Zeni Severino 2. Gaiardoni Luigi 3. Pasetto Francesco 4. Masini Giovanni – fabbricieri parrocchiali- Dopo breve primo scambio di idee, Giunta, Arciprete e fabbricieri sono concordi nel ritenere opportuna, avanti ogni cosa, una visita in luogo di persona competente che poscia poi riferire sulla entità dei guasti e presenti in pari tempo una preventiva spesa.- Così rimane quindi stabilito e si dà incarico al sig. ….. (illeggibile) di richiedere all’uopo il signor Cavadini Achille di Verona, esercente fonderia di campane> Espletati i relativi atti il sindaco, per la soluzione del problema, convoca nel suo ufficio il parroco ed i membri della fabbriceria parrocchiale non aspettandosi di sicuro quanto gli sarebbe stato richiesto. Vi riporto, anche il verbale di quell’incontro < Addì 6 marzo 1907 = alle ore 19 nella casa comunale di Villafranca di Verona e precisamente nel gabinetto del Sindaco.= Presieduto dal Sindaco cav. Marcello Fantoni – e coll’intervento degli Assessori effettivi sig.ri: Calefi Cav. Ermenegildo – Cordioli Avv. Giuseppe – Tedeschi Cav. Augusto e Carlini G. Batta – si è oggi radunata la Giunta assistita dal Segretario Capo, Volpi Romualdo.- Si dichiara aperta la seduta = In seguito con scritto Ufficiale in data 1° corrente , sono presenti all’adunanza odierna anche i Membri della fabbriceria parrocchiale locale Sig.ri: Sac. Francesco Pasetto = Zeni Severino – Gaiardoni Luigi – Faccincani Gaetano. E’ pure intervenuto il Sig. Arciprete locale Don. Ambrogio Zandomeneghi. Il Sindaco presenta i due Progetti di spesa presentati dalla ditta Cavadini di Verona per la rifusione delle 2 campane guaste nonché di tutte le campane = Quest’ultimo Progetto si appalesa adattabile onde ottenere un suono omogeneo e togliere il pericolo di una probabile prossima rottura di qualche altra campana.=Il signor Arciprete, a nome anche della fabbriceria, avanza tosto la proposta di restituire alla Chiesa le quattro campane più piccole lasciando possessore il Comune della campana Maggiore che potrebbe adibirla al servizio del pubblico orologio.= Tale concerto N 4 campane verrebbe poscia collocato su uno dei campaniletti della Cattedrale. = la Giunta pur prendendo in considerazione la proposta, obbietta di rimanere a stabilirsi la proprietà delle campane. = Il sig. Arciprete afferma che queste devono indubbiamente appartenere alla Chiesa ed alla fabbriceria; ad ogni modo su di ciò potranno praticare azioni tanto il Comune che la stessa fabbriceria.= Dopo esauriente dissertazione si entra quindi nella manfrina , ognuno ugualmente rispetti la proprietà delle campane nel senso enunciato dal sig. Arciprete di restituire le 4 campane piccole alla Fabbriceria e di avocare al Comune che ne diverrebbe proprietario, la campana maggiore che verrebbe adibita, previa rifusione come da Progetto, al servizio dell’orologio pubblico. = L’Arciprete e i Fabbricieri si ritirano. => Non passa molto tempo che Sindaco e Giunta prendono le relative decisioni. Questa volta, della seduta del Consiglio Comunale del 3 aprile del 1907, vi riporto solo lo stralcio di interesse <… dichiarata aperta la seduta, dopo di che il sindaco ordina venga fatto intervenire all’adunanza il Rev.ssimo Arciprete locale sig. Ambrogio Zandomeneghi. In relazione ai precedenti ed all’intesa dell’oggetto sull’ordine del giorno della Seduta Consigliare del 6 scorso mese, viene dichiarata aperta la discussione in ordine ai provvedimenti ed agli accordi da prendere tra Comune e fabbriceria onde riparare convenientemente dei guasti alle campane poste sul Castello Scaligero. Essendosi assodato nel frattempo che la proprietà delle campane attiene alla fabbriceria ed ai fedeli, il sig. Arciprete riferendosi alle sue antecedenti dichiarazioni verbali e scritte propone definitivamente il seguente concordio: a) restituzione alla fabbriceria delle quattro campane da collocare poscia su uno dei campaniletti della Cattedrale a cura e spese della fabbriceria stessa – b) cessione al Comune della campana maggiore e obbligo al Comune in compenso dell’avvenuta cessione della maggiore campana di provvedere all’abbassamento delle quatto campane minori e di cederne le armature= (vedi progetto in forma più dettagliata) risultante nei fogli a parte, in data 31 marzo scorso, sottoscritti dalla fabbriceria e dall’Arciprete. La giunta esprime il suo avviso favorevole della avanzata proposta = dopo di che il sig. Arciprete si ritira.-> La vicenda trova così una bonaria soluzione con piena soddisfazione delle parti. A spese del Comune vengono rifuse le quattro campane più piccole che sono poi restituite e presi dei nuovi provvedimenti come risulta dagli atti della Riunione di Giunta del 10 06 del 1908 < Dà atto della avvenuta restituzione alla Fabbriceria Parrocchiale delle 4 campane minori del Castello Scaligero ed in pari tempo approva la convenzione verbale stipulata fra il sig. Sindaco e la ditta Cavadini di Verona per la rifusione della Campana maggiore, ora di proprietà comunale, da adibire al servizio del pubblico orologio per il prezzo di lire ottocento pagabili nei 2 esercizi 1908 – 1909. Nelle lire 800 ci sono comprese le spese di abbassamento e rialzamento di cui tratta espressamente l’atto consigliare 24 luglio 1907 e allegati. Riservasi di portare al Consiglio l’acquisto d’una piccola campana pel suono delle ½ ore.> Per tornare a noi l’ultima nota relativa alle campane (che non erano oggetto della ricerca) che mi è capitata tra le mani è datata 11 giugno 1909 ed è relativa alla spesa di lire 500 quale acconto alla ditta Cavadini. Ho voluto riproporre testualmente quanto scritto oltre un secolo fa anche per farvi notare quanto poco sia cambiato il “burocratese”. Delle campane di allora poi non se n’è trovata traccia, mi piace pensare che siano state rifuse per realizzare l’attuale grande campana, fusa in Udine da Lucio Broili nell’Anno Santo 1950, che fa bella mostra di se in cima alla torre. “Muta” però perché l’attuale orologio non solo non batte le mezze ore ma neanche le ore, ma tant’è in una società dove tutto dà fastidio, rumore o suono che sia, il silenzio è d’oro.
Alla prossima
Luciano “Rico” Bresaola

