Le sconfitte fanno sempre male, ma lo fanno ancora di più se arrivano per un gol subito al 91esimo.
Per il Portogallo non è solo un’eliminazione che, già di per sé, brucia: è anche l’ultimo mondiale a cui parteciperà Cristiano Ronaldo, che ha vinto tutte quello che un calciatore può voler vincere: 5 Champions League, Scudetti inglesi, spagnoli, italiani, coppe nazionali, 5 Palloni d’Oro, un titolo Europeo, una Nations League.
Ma resta il grande rimpianto del mondiale. Diciamocelo pure: il sogno di ogni bambino, sin da quando comincia a tirare calci a un pallone.
La fine di un mito come CR7 era imminente.
Si è trattato dell’ultimo giro per Modric, Neymar, Messi e Ronaldo.
Ora toccherà alle nuove generazioni degli Halland, Yamal, Vinicius e Mbappe’ continuare a far innamorare milioni di appassionati a questo incredibile sport. L’auspicio, da italiano, è che ai predetti campioni in erba possa presto unirsi anche qualche “fenomeno” nostrano, capaci di portarci al Mondiale dopo anni di lunghissima e pesantissima assenza.
Ma torniamo al match. La partita inizia forte la Spagna attacca, ma anche il Portogallo risponde.
L’estremo difensore portoghese, in pochi istanti, compie due parate incredibili.
La Spagna tiene più il possesso palla, ma – come il calcio spesso insegna – non sempre questo è sinonimo di vittoria, ma forse in questo caso il 56% di possesso palla ha avuto il suo impatto.
Gli iberici tirano 6 volte in porta, rispetto alle tre del Portogallo.
A livello di pericolosità la Spagna spaventa di più e si rende più pericolosa rispetto al Portogallo, che spesso manca di centrare la porta avversaria.
Al 91 esimo con il recupero che è appena stato dato Merino si smarca e batte Costa che non può nulla: grandi colpe vanno alla difesa portoghese.
Il Portogallo non molla e prova a riacciuffare il pari, Bernando Silvia anticipa incredibilmente Laporte e stacca di testa palla fuori di poco.
Il destino è spesso beffardo l’ultima occasione della partita capita sulla testa di Joao Neves, che però non centra la porta.
L’arbitro mette fine alle ostilità.
La storia non si fa con i sé e con i ma, è lecito pensare. “chissà se, anche solo uno di quei due palloni, fosse arrivato a Cristiano Ronaldo….”.
Ronaldo è stato è sarà un’icona per le future generazioni, spesso messo in dubbio e contestato (anche ingiustamente) con l’eterno rivale Lionel Messi. Gli è sempre stato detto che, a differenza di Lionel (nato con il talento) lui abbia dovuto costruire tutto quello che ha, quasi come se fosse un difetto e non un pregio.
CR7 lascia la nazionale del Portogallo con in bacheca un Europeo e una Nations League, ma con il grande rammarico di non aver portato in patria la Coppa del Mondo, il trofeo inseguito da ogni bambino che inizia a tirare due calci a un pallone.
Eppure lui ci ha provato, anche questa volta, a far passare il turno ai suoi compagni, contribuendo complessivamente con due reti.
Contro la Croazia – ai sedicesimi – si è preso lui la responsabilità di tirare il rigore per il pari, che ha ovviamente segnato.
Poi è stato sostituito con Ramos (erede designato) e si è visto visibilmente che non era contento del cambio: dalla panchina ha continuato a supportare la squadra e quando Ramos – in pieno recupero, al 94esimo – ha trovato il pari, lui ha corso ad esultare come un papà, che si è fatto da parte per far entrare “il figlio” a decidere l’incontro.
Il calcio è spesso spietato, ma tu li hai zittiti più volte la sua tipica esultanza: il “Siuuu”, che conoscono e replicano in tutto il mondo dai campi meno prestigiosi e più sconosciuti, fino ai palcoscenici più noti.
Quante volte i suoi detrattori hanno detto che Cristiano Ronaldo era “finito” o non poteva rimettere in discussione l’esito di una partita già segnato e lui non ha risposto a parole, ma ha sempre fatto parlare il campo.
Quello che ci insegna la sua storia è che non importa dove nasci, quali sono le tue condizioni: lui veniva da una famiglia poverissima e da condizioni di fragilità familiare. Eppure, con una forza di volontà e una determinazione fuori dal comune, ora guadagna 6,61 € al secondo e con le sponsorizzazioni arriva a 9,51 $ al secondo. Il tutto, fa la pazzesca cifra di 300 milioni di dollari all’anno.
Non sarà una sconfitta a ridimensionare tutto quello che Cristiano Ronaldo ha fatto e che rimarrà, per sempre, nella storia del calcio.
di Christian Manzari

