Curaçao la nazionale più piccola ad aver mai partecipato a un mondiale con una superficie di 444 km² e una popolazione di circa 150.000 abitanti.
Ha uno stato autonomo all’interno del Regno dei Paesi Bassi.
L’Olanda si occupa della difesa e della politica estera, mentre gli abitanti hanno la cittadinanza olandese.
Insieme alle Indie Orientali Olandesi (ovvero l’odierna Indonesia) e alle quattro Nazioni Costitutive del Regno Unito, è l’unica Nazione al mondo non indipendente ad essere riuscita a qualificarsi in una fase finale del Campionato del Mondo.
Se il sogno di Capo Verde è andato avanti fino al sedicesimi di finale, quello della nazionale di Curaçao purtroppo termina con il loro arrivo (indimenticabile) allo stadio a bordo di un vecchio scuolabus americano scoperto, dipinto di blu e giallo (i colori della bandiera nazionale).
L’impresa era iniziata 18 gennaio 2024 quando Dick Advocaat viene nominato Commissario Tecnico della nazionale.
Il 19 novembre 2025, con il pareggio per 0-0 contro la Giamaica porta per la prima volta la nazionale a superare la qualificazione e a giocare un mondiale nella sua storia.
Il 23 febbraio 2026 si dimette per problemi di salute della figlia e per stargli vicino.
Ma l’11 maggio seguente, tuttavia, con il miglioramento della salute di sua figlia, Advocaat ritorna alla guida sulla panchina della nazionale caraibica.
Diventerà ufficialmente l’allenatore più anziano della storia della Coppa del Mondo.
A 78 anni realizzerà l’impresa più grande della propria straordinaria carriera ovvero guidare Curaçao.
Il momentaneo ed incredibile 1-1 contro la corazzata tedesca nessuno se l’aspettava: il loro allenatore in lacrime, i giocatori e un’intera nazione in delirio.
Ma, dopo l’iniziale euforia, il crollo: la Germania chiuderà il match vincendo per 7 a 1.
Al termine della partita i calciatori della Nazionale tedesca Jonathan Tah e Felix Nmecha e di Curaçao si sono uniti spontaneamente in una preghiera cristiana sul campo: Il gesto è stato promosso da Nmecha con il messaggio: “In partita siamo avversari, dopo siamo tutti fratelli”.
Alla seconda partita l’impresa si realizza davvero: uno 0-0 strappato contro l’Ecuador con sudore, fatica e lotta grazie all’estremo difensore il portiere Eloy Victor Room.
Per l’Ecuador era solo un pareggio, ma per Curaçao ha avuto il sapore di una vittoria.
Al fischio finale, la festa è definitivamente esplosa negli spogliatoi con l’inaspettata partecipazione dei reali olandesi ovvero: il Re Guglielmo Alessandro e la Regina Máxima dei Paesi Bassi, che erano presenti sugli spalti, si sono uniti ai canti e ai balli della squadra.
Nell’ultima partita del girone, a Curaçao serve un solo risultato possibile: la vittoria contro la Costa d’Avorio, per continuare a sognare. I giocatori danno tutto in campo, ma la doppietta dell’ivoriano Nicolas Pépé spegne il sogno con un secco ed inappellabile 2 – 0.
La favola finisce in dramma: i giocatori a terra, distrutti, e il loro allenatore in campo in lacrime, al fischio finale.
Diversi membri della rosa di Curaçao sono rimasti seduti in cerchio nel cerchio di centrocampo.
Un bel gesto a fine partita che mostra grande fratellanza e sportività dei calciatori di Curaçao, ai quali si sono uniti i loro avversari della Costa d’Avorio, per pregare insieme.
Il loro allenatore Dick Advocaat il più anziano della competizione ha sottolineato che i suoi calciatori escono dal Mondiale a testa alta.
Ha elogiato l’entusiasmo e il coraggio mostrati nel confrontarsi con nazionali di livello superiore.
L’esperienza di questa compagine ci porta alla mente le parole dell’allenatore del Richmond Ted Lasso, nella serie tv Believe (“Credici”) : “”se ci credi, i sogni diventano realtà””.
Curaçao ci insegna che tutto è possibile: è vero che non sono riusciti a qualificarsi per la fase successiva, ma ci riproveranno.
Lasciano il mondiale non a testa alta, ma altissima: questo – sono pronto a giurarlo – non è un addio, ma un arrivederci.
Arrivederci, Curaçao.
La vostra favola è finita, ma nessuno la dimenticherà.
di Christian Manzari

