E’ particolarmente longeva, ha compiuto da poco 94 anni, ma il tempo sembra essersi fermato per lei, ricca da sempre di stimoli intellettuali e di freschezza giovanile. Non stiamo, tuttavia parlando di una persona fisica piuttosto arzilla ma della rivista italiana che ha accompagnato intere generazioni. Nata nel 1932, ha da poco “sfornato” l’edizione numero 4935, e, ciononostante, record dei record, ha mantenuto la struttura di sempre con lo stesso impianto. Si tratta della mitica settimana enigmistica, di cui la firma prima del compianto Piero Bartezzaghi e poi del figlio Stefano, attuale direttore responsabile della rivista ne hanno fatto un’inseparabile compagna della mia vita.
Infatti, procedendo a ritroso nel tempo, la mia mente torna indietro di quasi 50 anni e mi fa pensare ai pomeriggi trascorsi sulla “regina” dell’enigmistica. Per noi giovani, senza eccessive pretese, non era solo un passatempo antinoia, ma costituiva davvero un’eccellente palestra per il nostro cervello. Come non ricordare l’ostico cruciverba di Bartezzaghi, con le sue ricerche snervanti della parola più desueta, della montagna impossibile obliata pure dalle enciclopedie, del musicista minore del Settecento e così via.
Allora mi confrontavo con mio fratello Marino, appassionato e fedele acquirente della rivista; eri costretto a “spremere” le meningi su quelle caselle bianche e nere; insieme ci scervellavamo sulle definizioni, allenando così la logica e la forza del ragionamento (non solo cruciverba, ma sfingi, rebus, scritture crittografiche). Era un modo sano, peraltro, per arricchire anche il nostro vocabolario, ma soprattutto per stare insieme e crescere nella condivisione, che ci insegnava la pazienza e il valore della riflessione.
Ritornando al presente, quanto mi piacerebbe vedere i nostri ragazzi staccare gli occhi dagli schermi, assorbiti da giochi inutili e ripetitivi, in assoluta solitudine, che non lasciano nulla in cambio se non un appesantimento mentale. Potrebbero ritrovare anche loro negli stimoli offerti dalla settimana enigmistica l’appagamento di un gioco intelligente capace di accendere la mente anziché spegnerla.
Claudio Riccadonna (Ala)

