8 maggio 2023
L’articolo 32 della Costituzione italiana recita quanto segue: “La Repubblica tutela
la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e ne
garantisce le cure gratuite”.
Traggo suggerimento da questo articolo per portare all’attenzione la questione relativa
all’increscioso dilemma della Sanità Pubblica.
Sono un pensionato, messo in quiescenza dopo aver lavorato 43 anni e pagato in misura
rilevante contributi e tasse, le sto pagando ancora adesso con la pensione.
Da un po’ di tempo a questa parte, come per tantissimi concittadini, non ho più l’accesso
diretto al medico di famiglia. Questa situazione generalizzata in tutta Italia, è la concausa
della messa in pensione di numerosi medici e quelli rimasti non possono più accettare
pazienti, per raggiunto limite di disponibilità. (si legge che oltre 2 milioni e 700 mila italiani
abbiano questo problema e che manchino 2178 medici).
Considerato ciò, per ottenere le essenziali medicine, sono costretto a recarmi dal medico
di guardia, nel mio caso presso l’ospedale, iscrivermi ex-novo (come uno sconosciuto) nel
registro dell’istituto e fare code interminabili per poter avere accesso al dottore.
Questa inusuale situazione, porta ad un senso di tristezza e sconforto. Emozioni che
accrescono quando si vedono transitare presso i vari ambulatori persone straniere, che di
tasse ne hanno versate poche o nulla.
Questa mia testimonianza non è incentrata sull’intransigenza nei confronti di individui di
razza diversa, anzi, per quanto mi riguarda è corretto che anche loro abbiano le stesse
nostre priorità, ma non il contrario.
Poi i ricordi vanno a quel “gentiluomo” di vostra conoscenza che strillava nelle piazze:
“PRIMA GLI ITALIANI!!!”. Chissà che fine avrà fatto. Non più una sola parola, un silenzio
assordante e assoluto. Ora il “signore” probabilmente è affaccendato in cose ben più
rilevanti, preso dall’entusiasmo frenetico della realizzazione del viadotto sullo stretto.
Titubante che possiate ricavare un po’ di tempo per replicare a questa lettera, ma, se così
non fosse, vi chiedo di non nascondervi dietro a possibili responsabilità del Governo,
dell’Europa, o altro. Apprezzerei preferibilmente ricevere riscontri concreti affinché si
contribuisca ad una soluzione di questo ignobile scempio.
Cari i miei signori, con la salute degli italiani non si dovrebbe giocherellare!

