La fiscalità in Italia è rappresentata dal sistema tributario italiano ed è costituito dall’insieme dei tributi e loro ripartizione previsti dalla legge, dalle disposizioni applicative e dagli enti che li gestiscono.(Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_tributario_italiano).
Altra fonte importante è l’art.53 della Costituzione Italiana che recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Ciò premesso quindi il sistema tributario è sostenuto e organizzato al fine di gestire i pagamenti delle varie imposte e tributi, da quelle nazionali, regionali e comunali in relazione al settore di appartenenza e a quello di destinazione.
E’ noto che in Italia esistono numerose imposte e tasse dirette ed indirette e, prima nazione al mondo a chiedere acconti su redditi “futuri” o correnti. Parliamo principalmente di IRPEF, IRES e IRAP.
La questione delle tasse in Italia è sempre stata una voce determinante nel creare un reddito di impresa non solo nell’entità delle imposte in base al reddito e al criterio di progressività previsto nella Costituzione e nella legge fiscale ma anche di oneri e gabelle varie a carico del contribuente che nella giungla delle leggi farraginose e complesse nascondono sempre un margine di errore che determina un ulteriore rischio di impresa.
La realtà economica in Italia è rappresentata al 92% da PMI che significa imprese individuali o collettive di piccola e media dimensione distribuite sull’intero territorio nazionale dove per questioni culturali sono gestite in modo diverso ma il cui denominatore comune è anche la necessità di rivolgersi ad un commercialista che deve svolgere diligentemente il proprio lavoro di consulente fiscale nel rispetto delle leggi vigenti in materia.
Sono state fatte diverse simulazioni sui costi effettivi di impresa per redditi presunti fino a 100 mila Euro lordi annuali e, nella maggior parte dei casi, si è arrivati a superare il 65%!!!
Non è purtroppo un sistema incentivante che supporta le imprese attive e soprattutto le PMI che sono la spina dorsale dell’economia italiana ma che favorisce, inevitabilmente, una certa micro-evasione di “sopravvivenza” che è diventata negli ultimi anni una questione irrisolta che parte dall’equità e soprattutto dalla considerazione del contribuente come in mala fede e soggetto imponibile e “punibile”.
Sappiamo benissimo che è una materia delicatissima che deve essere ridisegnata in relazione alle nuove tecnologie e ai nuovi mercati ma anche ad un sistema di fiducia che deve essere costruito attraverso norme giuste ma semplici dove la formazione degli addetti dell’Agenzia delle Entrate e la Magistratura civile e penale svolgono un ruolo fondamentale che deve essere basato su criteri di giustizia e di equità.
A tal proposito è rilevante la dichiarazione fatta recentemente da Giordano Riello, presidente di N-Plus, già presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Veneto, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus il 28 novembre scorso che dichiarava. “Mi è venuto in mente il film di Totò, “I tartassati”. E’ un retaggio che ci portiamo da tempo quello di pagare più tasse rispetto ai servizi che vengono erogati agli italiani. Arrivare al punto in cui lo Stato è il nostro socio occulto mi sembra pericoloso e penso sia la condanna definitiva del nostro sistema industriale. Se gli imprenditori si trovano costretti a pagare le tasse anziché poter investire in nuovi macchinari, in processi produttivi ed innovazioni, diventeremo vecchi. I nostri gruppi sono stati comprati dalle multinazionali straniere”. Fonte: https://www.agenpress.it/2019/11/28/imprese-italiane-piu-tassate-al-mondo-riello-pres-n-plus-lo-stato-e-il-nostro-socio-occulto/.
Una lettura utile della comparazione tra i principali paesi europei è la seguente contenuta in una tabella visibile presso: https://neuvoo.it/calcolatore-di-stipendio/
Il livello minimo è dell’11,1% del Lussemburgo rispetto al 32,8% dell’Italia. E’ un dato che poi va interpretato in misura statistica media che non considera altre imposte indirette, anticipi e spese per la produzione del reddito.
Un esempio fondamentale: tutti gli Uffici commerciali e di servizi in Italia hanno bisogno di mezzi di trasporto di varia dimensione, e conseguentemente di costo, che incidono molto sull’utile finale.
Parliamo di tasse automobilistiche, bollo, manutenzione, autostrade, costi di trasferta, eccetera.
Per comparazione, in Svizzera si scaricano tutte le spese di produzione del reddito, non ci sono anticipi e la media, contenuta nella sopra indicata tabella, ammonta al 14,5%. Avendo esperienza diretta Vi assicuro che il Fisco in Svizzera è giusto e l’ufficio Cantonale delle Imposte è collaborativo e molto competente. La frequentazione di tali Uffici è incentivata dall’essere trattato da cittadino prima che contribuente che partecipa alla economia e alla collettività agevolando la sua presenza e operatività come un alleato e non come un centro di prelievo e vessazione come spesso accade in Italia.
Concludo che, nonostante un fisco palesemente farraginoso e non equilibrato, l’economia italiana sostenuta dalle PMI resiste con grande sofferenza ad un sistema che andrebbe ridisegnato in relazione ai scenari economici e politici non solo europei ma anche mondiali.
Per dare dignità e valore alle imprese e ai cittadini che hanno fatto grande l’Italia nel passato ma che potrebbe nuovamente rappresentare un paese fondamentale nello scenario geo-politico europeo.
Valerio Rossi, Consulente di servizi fiduciari, amministrativi e digitali alle imprese.

