“Il Veneto al vertice delle ricerca e della cura delle malattie tropicali”.
Il Ministero della Sanità ha riconosciuto l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per le malattie infettive e tropicali.
Per il Veneto si tratta del terzo IRCCS, ospedali di eccellenza con finalità di ricerca, che deve trovare necessariamente sbocco in applicazioni terapeutiche.
“Con il riconoscimento dell’IRCCS dell’ospedale di Negrar, la ricerca e la cura a carattere scientifico per le malattie tropicali ha il suo vertice in Veneto e a Verona. Questo è motivo di orgoglio per il nostro sistema sanitario e di tranquillità per i cittadini e i pazienti”.
Questo il commento dell’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, in occasione della conferenza stampa che si tenuta questa mattina all’ospedale “Sacro Cuore Don Calabria”, riconosciuto dal Ministero della Sanità (decreto del 23 maggio 2018) Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per le malattie infettive e tropicali. Si tratta del terzo IRCCS veneto (dopo lo l’Istituto Oncologico Veneto di Padova e la Fondazione San Camillo di Venezia) e il cinquantesimo IRCCS, sempre in ordine temporale, italiano. Quello di Negrar è l’unico ospedale ad aver ottenuto il riconoscimento anche per le malattie tropicali.
L’Unità Operativa Malattie Infettive e Tropicali, diretta da professor Zeno Bisoffi, raccoglie probabilmente la più ampia casistica nazionale nell’ambito delle malattie tropicali e parassitarie. In quasi 30 anni di attività sono stati trattati oltre 1.500 casi di malaria, la cui diagnosi è garantita nel tempo massimo di un’ora dall’arrivo del campione di sangue in laboratorio, H24 e 7/7 giorni. Tra il 2015 e il 2017 il Centro ha trattato oltre 100 casi, tutti d’importazione. La malaria è una delle principali aree di ricerca del nuovo IRCCS. Con questa patologia anche le malattie trasmesse da zanzare (come il West Nile Virus, la dengue, la chikungunya e recentemente anche il virus zika) e da zecche. Altro campo di interesse scientifico è la strongiloidosi (malattia parassitaria presente in Italia, ma misconosciuta, e in alcuni casi mortale) e le altre parassitosi intestinali per cui l’ospedale di Negrar dal 2014 è Centro collaboratore Organizzazione mondiale della sanità.
L’Unità Operativa effettua ogni anno circa 450 ricoveri (4.500 visite ambulatoriali e consulenze) e dispone di un reparto con stanze a medio e alto isolamento.
“Tuttavia il carattere distintivo del nostro IRCCS – ha detto Bisoffi, che anche professore associato all’Università di Verona – è la prevalente attività di ricerca sulle “poverty related disease”, cioè sulle malattie trascurate dalla ricerca (pubblica e privata) perché riguardano le popolazioni povere del pianeta, ma che oggi rappresentano – alla luce dei flussi migratori e dell’incremento di viaggi in aree tropicali – un tema di interesse globale”. Con il riconoscimento di IRCCS, l’U.O.C. incrementerà la sua attività anche nell’ambito delle malattie infettive, in collaborazione con l’Università di Verona e le Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Sul tavolo della comunità scientifica ci sono problemi epocali come la resistenza agli antibiotici dei “super batteri”.
Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sono ospedali di eccellenza con finalità di ricerca, che deve trovare necessariamente sbocco in applicazioni terapeutiche. Inoltre effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. In qualità di IRCCS tali istituti godono di un finanziamento statale (che va ad aggiungersi a quello regionale) che può essere utilizzato solo per attività di ricerca relativa alle materie riconosciute.

