“Per il Veneto e per tutto il Paese questa è un’occasione straordinaria. Sono assolutamente convinto che Porto Marghera rappresenti la candidatura ideale all’insediamento del DTT (Divertor Tokamak Test), infrastruttura di ricerca nel campo dell’energia. Per concorrere abbiamo messo a sistema le eccellenze nel campo dell’innovazione dell’Università di Padova, della Regione e del Comune di Venezia e sono orgoglioso del lavoro di sinergia che è stato realizzato”.
Lo ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato, accogliendo oggi a Palazzo Balbi insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e al rettore dell’ateneo padovano Rosario, la delegazione dell’ENEA incaricata di valutare le candidature italiane per la scelta del sito in cui insediare l’impianto per la costruzione del dispositivo destinato alla produzione di energia elettrica da fusione termonucleare: si tratta di nove siti proposti da otto Regioni italiane e tra questi c’è la proposta veneta Porto Marghera.
“L’insediamento nell’area di Porto Marghera – ha aggiunto l’assessore – con un investimento pari a 500 milioni di euro, a cui si aggiungerà lo straordinario sforzo finanziario della Regione parti a 40 milioni di euro, potrà sviluppare un indotto di oltre due miliardi per la nostra regione e un impatto occupazionale importante. Un’infrastruttura come il DTT si andrebbe ad innestare in un contesto particolarmente favorevole: l’economia veneta ha fatto registrare la crescita del PIL più alta della media nazionale (+1,8%), conta 488 mila imprese e il 5,9% di tasso di disoccupazione. a livello”.
“Non è mia intenzione influenzare in nessun modo le valutazioni della commissione – ha detto Marcato – ma non posso non far rilevare che un sito come quello veneto ha tutte le caratteristiche richieste per un impianto di questa natura e importanza. Senza dimenticare che c’è un aspetto in più che nessun’altra candidatura può vantare: la possibilità di avere Venezia a due passi, dove andare a bere un caffè in una cornice irripetibile, che ci metterà una volta di più al centro dell’attenzione internazionale”.

