Su proposta della vice sindaca e assessora all’Urbanistica, la Giunta ha licenziato le delibere per il Consiglio comunale con cui, alla luce dei principi contenuti nel Documento Preliminare del nuovo PAT in itinere, verrebbe negatala proroga a 5 previsioni operative delle 7 per le quali il Consiglio stesso, con la delibera n. 61/2025 dell’11 novembre 2025, aveva disposto la comunicazione del preavviso di diniego sulle richieste di proroga presentate dai privati proprietari. Una sola delibera propone invece l’autorizzazione della proroga per una previsione operativa in quanto contribuisce ad un riordino urbano attraverso un intervento di riqualificazione e prevede la realizzazione di un’importante opera stradale in area limitrofa all’ambito di intervento già programmata da tempo e inserita nel repertorio normativo del Piano degli Interventi.
Con la delibera n. 61/2025, il Consiglio comunale aveva approvato 3 parametri enucleati dagli obiettivi generali/scelte strategiche/indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole del territorio contenuti nel Documento Preliminare del nuovo PAT, approvato con DGC n. 1359 del 30 dicembre 2024, per valutare le previsioni operative decadute e oggetto di istanza di proroga secondo una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali che perseguela nuova strategia pianificatoria: “che si fa carico delle numerose fragilità urbanistiche, ambientali, del suolo, sociali ed economiche, che sono state spesso sottovalutate nella pianificazione e nell’attuazione degli strumenti vigenti”, e che accoglie le sfide introdotte dal Piano Strategico di Transizione Ecologica, approvato dal Comune nel novembre 2023, richiedendo per la relativa proroga la coerenza con almeno 2 di essi, di seguito sintetizzati: 1) interventi di rigenerazione di aree degradate, di riuso e riqualificazione del patrimonio edilizio, oppure in ambiti inclusi nell’edificato esistente senza comportare frammentazione di territorio agricolo; 2) mix funzionali, oppure a sostegno di attività lavorative; 3) connessioni di mobilità dolce o a favore del TPL, oppure realizzazione di infrastrutture/servizi di interesse generale, oppure interventi di edilizia residenziale sociale. La Giunta comunale ha oggi licenziato per il Consiglio comunale 7 delibere che decidono su altrettante istanze di proroga di varianti urbanistiche operative decadute senza che siano stati approvati i relativi strumenti attuativi (PUA). Le proposte di delibera confermano la nuova visione che l’Amministrazione Tommasi sta perseguendo in ordine alla strategia urbanistica e urbana non più basata su dinamiche espansive, bensì incentrata sulla riqualificazione diffusa della città esistente e sulla rigenerazione dei tessuti urbani, volta anche al contenimento del consumo di suolo, all’attribuzione di valori condivisi alle qualità della città e del suo territorio, alla efficienza ed efficacia del sistema della mobilità, al risparmio energetico, alla cura della città e del territorio e all’uso rigoroso, responsabile ed efficace delle risorse patrimoniali e ambientali per la città futura e per la sua dotazione ecologica, all’innovazione nei settori economici dell’industria, inclusa la produzione edilizia, dei servizi, dell’agricoltura.
Il quadro generale: la discrezionalità amministrativa a tutela del bene comune In materia urbanistica e di governo del territorio è riconosciuta al Comune la più ampia discrezionalità nel decidere se prorogare o meno le previsioni di espansione decadute. L’Amministrazione ha il dovere di valutare tali istanze confrontandole con gli obiettivi del nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) e, alla luce dei 3 parametri citati, il Consiglio comunale valuterà quindi le previsioni operative.
I provvedimenti nel dettaglio.
- I 5 dinieghi di proroga riguardano le seguenti aree: 1) un’area naturale di circa 21.000 mq sostanzialmente inedificata, sita al limite sud del centro storico di Quinzano, circoscrittasia verso la collina, sia verso sud siaverso est da un muro in sasso che delimita l’antico brolo, al di là del quale corre il torrente Quinzano; l’area è libera da costruzioni ad eccezione di una casa rurale sita al limite est dell’ambito; lungo la strada che segue l’antico muro in sasso, si apre un cono visuale verso la collina sita ad ovest,che proprio oltre il muro evidenzia un contesto figurativo compostodalla presenza di più invarianti architettoniche, quali corti rurali, la chiesa di San Rocco, l’eremo di San Rocchetto, etc; il contesto ha caratteristiche di paesaggio pedecollinare, punteggiato da architetture residenziali e agricole integrate in una vegetazione ricca e diversificata in termini di varietà di macchie piantumate; l’area pertanto, vistele caratteristiche sopra descritte, appare di grande valenza ecosistemica e paesaggistica, valenza che verrebbe persa se trasformata ai fini edificatori; 2)un’area naturale di circa 3.800 mq di grande valenza ecosistemica, non urbanizzata e pressochè inedificata, in parte coperta da formazione forestale, che inframezza l’abitato della storica frazione di Avesa, situata alle pendici della collina veronese con la quale è in continuità, in fregio al corso d’acqua; 3)un’area inedificata di circa 21.000 mq, in località Porto San Pancrazio, su Via Lazzaretto, sulla quale affaccia per un breve tratto, aprendosi a nord sull’ambito del parco dell’Adige sud, circostanza che conferisce all’ambito un’elevata valenza paesaggistica,naturalistica ed ecosistemica; 4)un’area di circa 5.000 mq, non urbanizzata e pressoché inedificata, che inframezza l’abitato della storica frazione di Avesa; l’area è sita tra il centro storico di Avesa ed il Torrente in un’area pianeggiante prossima alla collina; l’area è caratterizzata da spiccata naturalità e in parte coperta da formazione forestale; 5)un’area di circa 6200 mq libera da edificazioni, sita in territorio agricolo in località Genovesa; l’area confina a nord con una corte rurale classificata dal Piano degli Interventi, che definisce l’abitato della Genovesa, a sud e ad est con terreni coltivati e con destinazione agricola;
- L’istanza non accoglibile:Un’istanza invece non potrà essere accolta perché la previsione operativa non è più attuabile a seguito di intervenuto passaggio in giudicato di una sentenza del TAR Veneto che ne ha inciso il contenuto, demandano al Comune di Verona di rideterminarsi al riguardo.
- L’unica proroga autorizzabile: Una sola istanza è accoglibile, in quanto la previsione operativa contribuisce al riordino dell’assetto urbanistico complessivo anche attraverso l’intervento di riqualificazione conseguente alla demolizione di edifici produttivi atttualmente non utilizzati e che costituiscono elementi di degrado, nonché prevedendo la realizzazione di un’importante infrastruttura stradale in area limitrofa all’ambito di intervento, costituita da una rotatoria a cinque bracci all’intersezione tra Via Albere, Via Spianà e la tangenziale T4-T9, programmata da tempo e inserita nel repertorio Normativo del Piano degli Interventi. Si tratta di un’opera pubblica di fondamentale importanza destinata a risolvere un nodo viario di notevole complessità che il Soggetto Attuatore si è proposto di realizzare e che l’Amministrazione comunale sarebbe comunque determinata a realizzare per la sua indubbia rilevanza.

