Nella giornata di ieri, la Squadra Mobile scaligera coordinata dal Sostituto procuratore dott.ssa Vitulli, dopo una laboriosa attività d’indagine iniziata lo scorso 9 maggio, ha dato esecuzione ad un ordine di cattura emesso dal G.I.P. Dr. Raffaele Ferraro, nei confronti di un cittadino marocchino, regolarmente soggiornante sul territorio italiano, resosi responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie e delle due figlie ancora minorenni.
Atti di vessazione continui, non solo verbali, ma anche calci selvaggi, teste sbattute contro i mobili, pugni sferrati con una violenza inaudita tale da richiedere a volte l’applicazione di punti di sutura, continue frustate alla moglie con cavi elettrici, minacce di morte, sino all’estremo tentativo di buttare giù dal balcone la donna: questo lo sconcertante quadro emerso a seguito dell’attività operata dagli investigatori della Polizia di Stato.
L’attività d’indagine prendeva avvio lo scorso mese di maggio grazie alla tempestiva segnalazione del responsabile del Punto d’ascolto “disagio scolastico” dell’Istituto veronese frequentato dalla figlia più grande della coppia, per presunti maltrattamenti subiti dalla stessa, dalla madre e dalla sorellina ad opera del padre “orco”. La ragazza confermava agli operatori della Squadra Mobile quanto già riferito dal responsabile del punto d’ascolto, mostrando, nell’occasione, anche un selfie che la ritraeva con il volto tumefatto e sanguinante. Nelle more dell’espletamento delle indagini delegate, che subivano un ritardo a causa della partenza per il Marocco di tutto il nucleo familiare per l’intero periodo estivo, lo scorso mese di settembre giungeva una nuova segnalazione da parte dello Sportello scolastico in merito ad un gravissimo episodio verificatosi il giorno prima riferito al responsabile del punto d’ascolto dalla migliore amica della ragazza. Questa volta l’uomo, accecato dall’odio nei confronti di sua moglie che nel frattempo si era convinta a prendere le distanze dal marito andando ad abitare in un’altra casa insieme alle sue due figlie, dopo esser entrato nell’abitazione si scagliava con una furia violenta contro la moglie tentando di buttarla giù dal balcone posto al quarto piano della palazzina. Solo l’intervento e le urla disperate della figlia più grande evitavano il tragico epilogo. Quest’ultimo gravissimo episodio convinceva anche la madre della giovane a raccontare agli investigatori le continue vessazioni fisiche e psicologiche subite nel corso degli anni. Nella giornata di ieri, la Squadra Mobile, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, restringeva l’ uomo presso la locale casa circondariale.

