Roma 13 novembre
“Con questa legge vogliamo garantire la sicurezza e l’incolumità di medici, infermieri, operatori sociosanitari e di tutto il personale che lavora negli ospedali e nei pronto soccorso. La legge contiene misure di deterrenza e si aggiunge ad altre disposizioni che nell’ultimo anno questo governo e questa maggioranza hanno varato”.
Lo dichiara Paola Boscaini, deputata di Forza Italia, a seguito del voto odierno della Camera dei Deputati, che ha convertito in legge il decreto 237/2024.
La norma introduce l’arresto in flagranza e in flagranza differita, e prevede la reclusione da 1 a 5 anni e multe fino a 10 mila per chi minaccia o commette violenza contro i professionisti sanitari e sociosanitari, ausiliari e di assistenza e cura all’interno o nelle pertinenze delle strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali pubbliche e private; o per chi danneggia beni mobili e immobili beni destinati all’assistenza sanitaria.
“Vogliamo dare una risposta concreta a chi si occupa della nostra salute – sottolinea Boscaini – i fatti di cronaca degli ultimi mesi ci hanno suggerito che questo fenomeno si è sviluppato e aggravato, specie nei Pronto Soccorso di notte. L’anno scorso avevamo già posto l’aggravio di pena e la procedibilità d’ufficio per chi reca lesioni al personale sanitario, e avevamo istituito i presìdi fissi della Polizia di Stato. Adesso si portano le pene fino a 5 anni e le multe fino a 10 mila euro e non solo per lesioni e aggressioni ma anche per le minacce, e si estende la protezione al personale ausiliario e ai beni sanitari mobili e immobili. E novità non di poco conto è l’introduzione dell’arresto in flagranza e perfino in flagranza differita”. L’auspicio, conclude Boscaini, “che si possa creare così una vera deterrenza, sebbene ci rendiamo conto che certi fenomeni nascono spesso da marginalità sociali e non si risolvono solo con le pene; è importante però che si dia contezza di questa legge con una campagna informativa capillare proprio per disincentivare comportamenti criminosi”.

