In questi giorni, stanno tenendo positivamente banco le imprese calcistiche della nazionale di Capo Verde (Cabo Verde in portoghese), un arcipelago di dieci isole vulcaniche – già colonia portoghese – situato nell’Oceano Atlantico a circa 500 km al largo delle coste del Africa Nord occidentale e con una popolazione di appena 500 000 abitanti.
La caparbietà e la resilienza dei suoi giocatori, a fronte di compagini nazionali ben più rappresentative e tecnicamente più dotate e blasonate, hanno attirato l’attenzione di appassionati di calcio e non.
Se nella prima partita (contro la Spagna) i Capoverdiani hanno saputo soffrire mantenendo la porta inviolata grazie al nuovo eroe nazionale Vozinha (che anche i social network hanno contribuito a far conoscere), contro l’Uruguay Capo Verde – senza alcun timore reverenziale – ha dimostrato di poter passare in vantaggio all’inizio – diciamocelo con la sorpresa un po’ di tutti – poi hanno subito, verso la fine del primo tempo e in pieno recupero, prima il pareggio e poi il sorpasso.
A quel punto sembrava finita: il piccolo arcipelago non aveva più speranza, ma invece hanno continuato a crederci, difendendosi in maniera ordinata e poi attaccando gradualmente. La loro ostinazione è stata premiata con un “regalo” degli avversari, commesso dal giocatore Mathías Olivera: tutto nasce da una semplice rimessa laterale nella propria metà campo e, complice anche l’uscita discutibile del portiere Muslera, i capoverdiani hanno trovato il pareggio.
Ad un certo punto della partita sembrava che la sorte li avesse ancora beffati: il loro eroe Vozinha non blocca un pallone e l’Uruguay torna avanti. Ma (incredibile ma vero!) viene fischiato il fuorigioco del difensore Maximiliano Araújo con il VAR che conferma la decisione di campo e ritorna la parità.
Nel finale Capo Verde ha anche l’occasione di tentare il colpaccio, ma rischia anche perché l’Uruguay cerca a tutti i costi (e giustamente) la vittoria, ma attaccare in maniera furiosa e senza ragionare fa commettere errori, a volte anche banali, in fase offensiva.
Al momento la Spagna (dopo aver battuto l’Arabia Saudita) è prima del girone H a 4 punti, seguono l’Uruguay e Capo Verde a 2 punti (questi ultimi terzi) e quarti, a un punto, i sauditi.
Chi riuscirà a staccare il pass considerando che restano solo due posti disponibili, nel caso le “furie rosse” si confermassero su questi livelli?
L’Uruguay di Marcelo Bielsa soprannominato “El Loco” (Il Pazzo) dovrà trovare delle soluzioni (e anche in fretta) considerando che la prossima partita sarà decisiva per il destino della sua squadra e lo vedrà impegnato contro la capolista del girone e una delle favorite a vincere il Mondiale.
L’Arabia Saudita, dopo aver collezionato solo un punto, si gioca tutto contro la sfavorita Capo Verde, anche se il calcio e questa piccola isola ci hanno insegnato che tutto è possibile: riusciranno Vozinha e i suoi ad accedere alla fase a eliminazione diretta?
Al di là di come finirà l’avventura della nazionale del piccolo arcipelago africano al Mondiale FIFA 2026, quanto successo è la dimostrazione che nel sport – come nella vita – non c’è nulla di scontato o di già definito: c’è sempre qualcosa (un “quid” che sfugge alla fredda e meticolosa programmazione) che può scombinare gli equilibri e far volgere una disputa in un verso, piuttosto che in un altro.
di Christian Manzari

