Con rami parentali a Verona
Il mio illusorio “Tieni duro, grande Beck!” scritto in miei articoli, purtroppo, è stato sconfitto dalla realtà. L’ex centrocampista dell’Inter Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956), dopo una lunga criticità di salute a causa di un’emorragia cerebrale risalente al 9 gennaio 2025, era entrato in coma profondo due giorni dopo, ricoverato all’ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia ed intubato in sala di rianimazione. Il risveglio si manifestava dopo 47 giorni, con la prospettiva d’un lungo percorso di rieducazione.
Invece, è purtroppo deceduto tra il 5 ed il 6 maggio nella stessa Fondazione Poliambulanza, dove si trovava ancora ricoverato.
Come avevo scritto nei momenti della malattia e del tentato recupero, “noi, ormai sparuti Beccalossi del ramo veronese (parenti del ceppo originario bresciano, mio nonno Angelo e mio padre Luigi, infatti, erano di Brescia) siamo vicini alla moglie Danila ed alla figlia Nagaja”.
Il dialogo con lui di mio figlio Alessandro (realizzatore di video-amarcord su di lui) e del sottoscritto rimarranno tra i ricordi dell’anima.
Buon viaggio, numero 10 da antologia, incisivo centrocampista mancino…
Memento. Evaristo Beccalossi
La sua biografia calcistica raggiunse punte lusinghiere d’agonismo.
Iniziò nelle giovanili del Brescia (1972-1975) per poi passare in prima squadra, nelle stagioni 1972-1978 (93 presenze e 15 reti segnate in partite di campionato). I… migliori anni della sua carriera li visse nell’Inter, tra il 1978 ed il 1984 (come nel parametro precedente, 156 entrate in campo e 31 realizzazioni).
In totale, durante i sei anni a Milano, Beccalossi accumulò 216 partecipazioni tra campionati e coppe, siglando 37 goals. Memorabili furono alcune sue perle, in positivo ed in negativo: la doppietta nel Derby della Madunina Inter-Milan del 28 ottobre 1979 (vinto appunto per 2 a 0 dall’Inter) ed i ben due rigori da lui calciati e falliti nella partita Inter-Slovan Bratislava (finita 2 a 0) del 15 settembre 1982, andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe. Conferme d’una classe estrosamente efficace ma irregolare come rendimento.
Con la compagine nerazzurra vinse il campionato di Serie A nella stagione 1979-1980, arrivò alle semifinali di Coppa dei Campioni 1980-1981 e s’aggiudicò i tornei di Coppa Italia del 1981 e del 1982.
Fu il non convocato d’eccellenza dal commissario tecnico della nazionale Enzo Bearzot (Joannis, Udine, 26 settembre 1927 – Milano, 21 dicembre 2010) per il Campionato mondiale di calcio FIFA 1982 (o Coppa del Mondo FIFA 1982) in Spagna, nonostante l’apprezzamento trasversale dell’ambiente calcistico. L’esclusione fu motivo di polemiche e scontento.
Per il suo funambolismo tattico fu battezzato Dribblossi da Gianni Brera (all’anagrafe Giovanni Luigi Brera, San Zenone al Po, Pavia, 8 settembre 1919 – Codogno, Lodi, 19 dicembre 1992, giornalista e scrittore, noto pure per le sue onomaturgie, commentatore e filosofo appassionato ed acuto del calcio), venendo spesso paragonato al grande interista di tempi precedenti Mario Corso (San Michele Extra, Verona, 25 agosto 1941 – Milano, 20 giugno 2020), calciatore centrocampista e poi allenatore.
Durante un nostro colloquio telefonico, Evaristo mi raccontò dei rapporti d’amicizia e di vicinanza abitativa a Milano con Corso ed un altro campione dell’Inter del passato (centrocampista tra il 1961 ed il 1970), Luis, detto Luisito, Suárez Miramontes (La Corũna, Spagna, 2 maggio 1935 – Milano, 9 luglio 2023), anche allenatore della squadra nel 1974-1975, nel 1992 e, ad interim, nel 1995.
Archiviati i clamori interisti, Beccalossi venne dato in prestito alla Sampdoria (campionato 1984-1985) ed “arruolato”, di poi in poi, nel Monza (1985-1986), nel ritrovato Brescia (1986-1988), nel Barletta (1988-1989), nel Pordenone (1989-1990) e nel Breno, società calcistica del Bresciano (1990-1991), dicendo addio al calcio giocato il 1° luglio 1991.
A tanto correre sui campi di calcio vanno aggiunte le tre partite disputate tra il 1976 ed il 1980 con la nazionale Under-21 e le quattro presenze (ed una rete) nell’Italia Olimpica 1979-1980.
Ricevette anche due riconoscimenti. Quale miglior interno destro (n. 8) al Carlin’s Boys 1974 (il Torneo giovanile internazionale Carlin’s Boys si ripete dal 1947 a Sanremo, in genere ad agosto ed è riservato a formazioni di categoria Under-19) e come vincitore 1981-1982 de “L’Intrepido d’Oro” (promosso dal settimanale “L’Intrepido”, attribuito al miglior calciatore di campionati di calcio delle Serie A, B e C).
Ficcato nel cassetto dei ricordi il kit da calciatore, non s’isolò dal rettangolo verde assumendo, nel luglio 2014, l’incarico di supervisore del Lecco, squadra di cui diventò presidente fino al 2016. Nel biennio 2017-2018 fu capo delegazione della nazionale italiana Under-20, riprendendo il ruolo nell’agosto 2020. Nel settembre 2022 rifece capolino (dopo aver già svolto le stesse funzioni dall’estate 2018) nel direttivo dell’Italia Under-19.
Poi, il salto come commentatore sportivo in trasmissioni come “QSVS – Qui studio a voi stadio” (Telelombardia), “Controcampo” (Italia 1), “Diretta stadio… ed è subito goal!”, “Diretta stadio” (7 Gold, poi circuito Netweek), “La domenica sportiva” (Rai 2) ed altre.
La biografia calcistica di Evaristo Beccalossi non poteva sfuggire alla “regola” della consacrazione editoriale. Le sue gesta sul campo sono state condensate in “La mia vita da numero 10”, scritto con Eleonora Rossi e prefazione di Enrico Ruggeri (DIARKOS, Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini, 2023).
I funerali di Evaristo Beccalossi si svolgono a Brescia venerdì 8 maggio 2026, alle ore 13.45, nella chiesa Conversione di San Paolo, in via San Polo 243.
di Claudio Beccalossi

