Passione due ruote, con big di ieri che calamitarono entusiasmo sempreverde. Fu l’evento CosmoBike Show che si tenne in stands di Veronafiere tra il 16 ed il 17 febbraio 2019 e che registrò un successo di presenze espositive e di patiti visitatori.
Vi presero parte vari campioni del ciclismo “storico”, tra cui i compianti Felice Gimondi (Sedrina, Bergamo, 29 settembre 1942 – Giardini Naxos, Messina, 16 agosto 2019, deceduto appena sei mesi dopo la sua presenza alla manifestazione) e Vittorio Adorni (San Lazzaro Parmense, 14 novembre 1937 – Parma. 24 dicembre 2022).
E, poi, Francesco Moser (Palù di Giovo, Trento, 19 giugno 1951), Giuseppe Saronni (Novara, 22 settembre 1957), Giovanni Battaglin (Marostica, Vicenza, 22 luglio 1951), Moreno Argentin (San Donà di Piave, Venezia, 17 dicembre 1960), Mario Cipollini (Lucca, 22 marzo 1967) ecc.


Tutti ancora dinamici (con qualche… riserva, del tutto comprensibile), a tu per tu con tifosi d’ogni età.


Un posto d’onore l’ebbe il “Trofeo senza fine” che, dal 1999, premia i vincitori del Giro d’Italia. Suscitarono particolare interesse il materiale espositivo riguardante il campionissimo Fausto Angelo Coppi (Castellania, Alessandria, 15 settembre 1919 – Tortona, Alessandria, 2 gennaio 1960) ed il corposo “assaggio” d’esclusività della “Bicicleria”, con i suoi “reperti” (velocipedi e dintorni) ben conservati ed in mostra presso il “Museo della bicicletta italiana”, a Vicenza.







Curiosità peculiari furono le esibizioni delle maglie rosa indossate al traguardo finale da alcuni vincitori del Giro d’Italia: quelle del 1968 di Eddy Merckx (all’anagraffe Édouard Louis Joseph Merckx, Meensel-Kiezegem, Belgio, 17 giugno 1945), del 1981 di Giovanni Battaglin, del 1984 di Francesco Moser, del 1986 di Roberto Visentini (Gardone Riviera, Brescia, 2 giugno 1957), del 1992 di Miguel Indurain Larraya (Villava, Spagna, 16 luglio 1964).




CosmoBike Show 2019, insomma, costituì uncaleidoscopio fieristico del ciclismo dagli effetti azzeccati e dal gradimento sancito dai fatti…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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