Cari Lettori,
Continuiamo con lo speciale all’interno della rubrica sulle interviste alle giovani promesse della politica universitaria.
Oggi ci troviamo nel Senato Accademico con Gabriele Bortolotti, classe 2003.
Gabriele è nato e cresciuto ad Albino, un paese poco distante da Bergamo, città in cui oggi studia e ricopre il ruolo di Rappresentante degli Studenti in Senato Accademico.
Oltre al suo percorso in Economia, è profondamente legato al suo territorio: si appassiona alla vita di provincia e a tutte le tradizioni e le storie che la caratterizzano. Uno dei suoi libri preferiti è La Luna e i Falò, di Cesare Pavese, e credo che questo valga più di mille spiegazioni.
Da sempre si definisce una persona ottimista: “sotto i ciottoli della strada c’è la spiaggia” è la frase che lo accompagna e lo guida.
In ambito politico mette al centro i giovani, sia per una questione anagrafica, sia perché gli dispiace vedere molti ragazzi della sua età non impegnarsi a impiegare il tempo al di fuori della propria routine; alcuni non coltivano nemmeno una passione, vede molto appiattimento ed è qualcosa che lo colpisce profondamente.
Cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante degli studenti nel Senato Accademico?
“Ciò che mi ha spinto a candidarmi è la gratitudine verso il sistema universitario italiano, che ha dato tanto a me e a noi studenti. Se guardiamo al mondo anglosassone, un’istruzione di questo livello può costare fino a 30-40 mila euro: cifre che per la mia famiglia sarebbero inaccessibili. A questo si aggiunge un sistema di aiuti fondamentale, come le borse di studio, i pasti a prezzi calmierati e le agevolazioni per i trasporti. Essendo io stesso un beneficiario di tutto ciò, sento un forte senso di responsabilità verso questo modello. Per questo ho deciso di “sdebitarmi” mettendo a disposizione il mio tempo e le mie energie, sperando di essere abbastanza bravo da migliorarlo o perlomeno preservarlo.”
In cosa consiste concretamente il lavoro di un rappresentante degli studenti nel Senato Accademico?
“Concretamente il lavoro consiste in una o due sedute al mese del Senato, varie commissioni dedicate a temi specifici della vita studentesca e altre sedute, sempre mensili, con tutti gli altri rappresentanti.
Se però l’incarico viene preso seriamente, si aggiunge molto altro: il tempo per ascoltare le problematiche e le proposte degli studenti, lo studio di ciò che accade negli altri atenei per apprendere buone pratiche e il costante aggiornamento sulle decisioni interne ed esterne che hanno un impatto diretto su di noi.”
In che modo riesci a portare la voce degli studenti all’interno delle discussioni e delle decisioni?
“È un processo lento e macchinoso, forse troppo: quando emerge un problema, analizziamo quanti studenti coinvolge e i margini di manovra reali. Poi individuiamo i responsabili istituzionali con cui trattare. Dietro ogni proposta c’è un lungo lavoro di analisi e mediazione che coinvolge tante persone.”
Quali sono le priorità su cui stai lavorando in questo momento per migliorare la vita universitaria?
“Ogni rappresentante ha delle tematiche a cui è più legato. A Bergamo, fortunatamente, molte problematiche nazionali sono più contenute, quindi la mia priorità è la creazione di una comunità studentesca forte e viva, che oggi trovo un po’ assente per motivi esterni all’Ateneo. L’Università mette a disposizione ottime opportunità, una di queste sono i finanziamenti per le attività culturali e sociali, che permetterebbero di realizzare progetti bellissimi. Però finisce che queste risorse sono usate sempre dagli stessi gruppi perché molti studenti non le conoscono. Questo è un esempio ma ci sono molti altri ambiti, anche nella didattica. C’è una forte difficoltà nel raggiungere tutti con le informazioni: il mio obiettivo è rompere questa bolla e far sì che ogni studente sappia di poter dar vita alle proprie idee.”
C’è un progetto o un risultato raggiunto di cui sei particolarmente orgoglioso?
“Il risultato di cui sono più orgoglioso è la gestione dei gruppi per le nuove matricole: oggi raggiungo oltre 4000 studenti, aggiornandoli quotidianamente su novità e opportunità dell’Ateneo e rispondo ai loro dubbi. È un impegno costante, ma fondamentale per far sentire subito i nuovi arrivati parte di una comunità e seguiti da qualcuno più navigato. Inoltre, insieme agli altri rappresentanti, stiamo portando avanti i punti dei nostri programmi elettorali: lo facciamo collaborando oltre le liste di appartenenza, perché su molti temi l’interesse degli studenti è comune. Vedere le promesse che diventano realtà, un passo alla volta, è una grande soddisfazione.
Da buon bergamasco non posso che notare però le cose che non vanno bene e dovrebbero essere risolte, un po’ cerco di farle io, le altre le “consegnerò” a chi verrà dopo di me.”
Che consiglio daresti a uno studente che vorrebbe impegnarsi nella rappresentanza?
“Non vergognarsi o aver paura del giudizio, sono dinamiche che possono essere lasciate alle superiori, non c’è niente di più bello di prendersi cura di ciò che ti circonda, oltre al fatto che conoscerai davvero tanta gente fantastica; inoltre sono sicuro che l’impegno nel lungo periodo venga riconosciuto.”
Ringrazio per la disponibilità Gabriele Bortolotti, e vi do appuntamento con il prossimo ospite.
Cordialmente, il Vostro Colonnello

