“Parole oltraggiose contro la divinità proferite pubblicamente in presenza di più persone. Multa di 102 euro”. L’inusuale verbale notificato ad un 41enne di Legnago (Verona) che era andato in escandescenza in seguito ad una precedente multa per divieto di sosta è finito sulle prime dei giornali locali. Considerato che il popolo veneto (comunque seguito a ruota dagli italiani) è notoriamente un popolo di bestemmiatori, perché non fare di fare di “necessità”, virtù? Le amministrazioni comunali invise dai “cittadini agrumi” per via del fedifrago trucchetto degli autovelox, potrebbero approfittare del malvezzo italiota con il vantaggio di ottenere un duplice positivo risultato. Uno: calcolato che le bestemmie superano in abbondanza gli eccessi di velocità, gli introiti delle sanzioni subirebbero un incremento esponenziale; due: si ricorderebbe ai bestemmiatori che la giustizia umana è solo una irrilevante caparra rispetto alla giustizia divina che, prima o poi, arriverà (salata) per tutti. Con buona pace di chi spera nella scadenza dei termini, negli indulti e nella misericordia del Vigile Supremo.
Gianni Toffali

