Le grandi corse a tappe (Giro, Tour e Vuelta) erano, un tempo, divise in due parti nettamente distinte, una prima dedicata a velocisti e passisti e una seconda per gli uomini di classifica. Il Giro d’Italia, già da diversi anni, ha deciso di violare questo “tacito” disegno per regalare, anche nella prima settimana di gara, frazioni impegnative e fatte per chi aspira a vincere la graduatoria finale. La corsa rosa 2018 non è stata da meno e ha presentato ben tre tappe per scalatori nelle prime nove giornate di gara.
Le salite della prima settimana, però, non hanno ancora dato a nessuno dei favoriti della vigilia (si veda quanto qui scritto il 3 maggio) inequivocabili segnali di superiorità, anche se il lotto dei protagonisti ha subito interessanti scossoni.
Pinot ha giocato una partita a scacchi centellinando risorse e scatti, così come Dumoulin, che, però, ha impreziosito la sua presenza indossando la prima rosa e vincendoil prologo.Nella nona tappa sul Gran Sasso il campione uscente ha perso le ruote dei migliori solo negli ultimi metri, e le sue speranze di vittoria rimangono forti. Pozzovivo e Lopez si sono visti poco, salvo qualche progressione.Bella impresa di giornata è arrivata, poi, dallo scalatore equadoregno Carapaz (vincitore a Montevergine e attuale maglia bianca).
I migliori spunti tra gli uomini che contano sono arrivati da Simon Yates, leader da quattro tappe e con una bella vittoria di potenza sul Gran Sasso all’attivo, ed Esteban Chavez (vincitore sull’Etna). E’, forse, presto, però, per parlare del britannico come nuovo grande favorito e padrone del Giro.
Segnali non incoraggianti sono giunti,invece,da Froome e Aru. Il vincitore del Tour 2017, caduto più volte, è apparso più impegnato a schivare la sfortuna (e le scivolate), che a lottare per il primato, e gli ultimi due km di scalata sino al Gran Sasso hanno confermato, di fatto, i dubbi sul suo stato di forma.Il sardo è, di converso, rimasto sempre sulla difensiva, ed è apparso anche lui in difficoltà nella tappa di domenica 12 maggio.
A sintetizzare quanto detto sopra, vi è la classifica generalecon sei corridori in novanta secondi. Per la cronaca guida il già citato Yates con 32 secondi su Chaves, 38 su Dumoulin e 44 su Pinot. Primo atleta tricolore è Pozzovivo, quinto a 57 secondi. Lopez è nono a oltre due minuti. Froome e Aru sono rispettivamente undicesimo a quindicesimo (a circa due minuti e mezzo).
Più severi giudizi sono attesi a partire dall’arrivo in salita sullo Zoncolan (sabato 19 maggio). Da lì in poi gli uomini di classifica avranno terreno fertile per sfidarsi praticamente tutti i giorni, sino alla conclusione di Roma (del 27 maggio).
Per Verona ottime notizie sono arrivate dal campione olimpico Elia Viviani che, fino ad ora, ha portato a casa due vittorie in terra israeliana (a Tel Aviv ed Eilat), un secondo posto in Sicilia (Praia a Mare) e la maglia a punti. E’ mancato poco invece a Davide Formolo per far suo l’arrivo sul Santuario di Montevergine (che fu già di Cunego nel 2004), solo una piazza d’onore per lui. Ritirati, infine, Andrea Guardini (quarta tappa) ed Edoardo Zardini (settima tappa).
MATTEO PERETTI

