Verona, 21 febbraio 2025 – Vent’anni or sono. Da quel fatto di sangue che passò alla cronache di nera veronese tra le più efferate come “strage della Croce Bianca”. Accadde nottetempo, nelle prime ore, appunto, del 21 febbraio 2005, in strada Bresciana (S. S. 11) e vennero uccisi durante uno scontro a fuoco con l’investigatore privato bergamasco Andrea Arrigoni (che già aveva sparato durante un litigio, ferendo gravemente la prostituta ucraina Galyna Shafranek salita in auto) gli assistenti della Squadra Volanti della Questura Davide Turazza, 36 anni e Giuseppe Cimarrusti, 26, che s’avvicinarono per un controllo al maldestro parcheggio in un piazzale a lato. Nello scambio di numerosi colpi rimase freddato anche Arrigoni.


Turazza, Cimarrusti (che riuscì negli ultimi sforzi a collegarsi con la sala operativa per dar l’allarme) e Shafranek spirarono nei tentativi d’essere salvati in ospedale. Ai due poliziotti vennero attribuite Medaglie d’oro al valor civile alla Memoria.
In concomitanza con questa dolorosa ricorrenza s’è tenuto alla Gran Guardia un convegno, organizzato dal Siulp (Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia) di Verona, su “I rischi giuridici (e patrimoniali) dei lavoratori delle Forze di Polizia. Criticità nell’applicazione della normativa sulla tutela legale. Riflessioni e proposte di modifica”. Hanno contribuito all’evento di confronto e dibattito Felice Romano (segretario generale del Siulp), Silvano Filippi (segretario nazionale del Siulp), Davide Battisti (segretario del Siulp di Verona).
Sono intervenuti con vicinanza attiva, inoltre, il sen. Maurizio Gasparri (Roma, 18 luglio 1956, capogruppo di Forza Italia in Senato), l’europarlamentare on. Flavio Tosi (Forza Italia), i sottosegretari dell’Interno Wanda Ferro (Fratelli d’Italia) e della Cultura Gianmarco Mazzi (Fratelli d’Italia), l’on. Paola Boscaini (Forza Italia), Carmine Belfiore (prefetto e vice capo vicario della Polizia di Stato) ed altri ancora.
Ha destato tenerezza e commozione, poi, la presenza della signora Maria Teresa Turazza, mamma dell’agente Davide (che già, purtroppo, aveva perso un figlio in divisa, Massimiliano, assassinato da malviventi la sera del 19 ottobre 1994 a Fumane). Arrivata assieme a Debora e Nicol (rispettivamente vedova e figlia di Davide, quest’ultima entrata a sua volta nella polizia ed in servizio a Milano), Maria Teresa s’è intrattenuta amabilmente col sen. Gasparri.
Al termine dell’incontro alla Gran Guardia, l’esponente di Forza Italia ha risposto alle domande di alcuni giornalisti durante la conferenza stampa all’esterno d’un locale in piazza Bra. L’hanno affiancato Patrizia Bisinella (consigliere comunale di Verona), l’europarlamentare Flavio Tosi (coordinatore regionale veneto e fresco commissario per la regione Trentino Alto Adige e la provincia autonoma di Trento, anche in vista delle elezioni amministrative del 4 maggio p. v.), la deputata Paola Boscaini, Aldo Brancher (ex deputato, ex ministro ed ex sottosegretario nei governi Berlusconi II, III e IV) ed il consigliere regionale del Veneto Alberto Bozza.




Riguardo alle tornate elettorali previste in varie regioni e comuni, il sen. Gasparri ha sottolineato di «lavorare per la coesione. S’avvicina il momento delle decisioni. Ci sono nostre risorse di qualità in campo, saremo i primi a favorire la sintesi. Dobbiamo evitare di farne questioni personali. Forza Italia ha i numeri. La democrazia è fatta da persone adatte ma anche dai numeri. I grillini non avevano candidati consoni ma, con i numeri, hanno votato il presidente del Consiglio».




Questione sicurezza a Verona e non solo. «Abbiamo rinnovato il contratto di lavoro per le forze di polizia, varato dei decreti, potremmo fare molto di più. Ma stiamo combattendo incredibilmente da settimane con l’ostruzionismo del Partito democratico e dei grillini al disegno di legge sulla sicurezza, che non risolverà tutto ma è importante. Stronca con più severità i blocchi stradali, tutela di più i poliziotti ed i carabinieri che intervengono e poi vengono processati. Si devono pagare l’avvocato e dopo vengono assolti, magari dopo sei anni, perché hanno servito la collettività per la sicurezza. E come possono permettersi 20, 30, 40mila euro per gli avvocati, con gli stipendi che ricevono?»
«Stiamo introducendo norme per la tutela legale: “Io ti pago l’avvocato poi, se hai fatto una cosa con dolo, se sei un imbroglione, paghi tu”. Quindi, stiamo facendo leggi. Noi facciamo gli interventi per Caivano, riapriamo le scuole nelle periferie abbandonate del sud, vorremmo avere più vigilanza nelle città del nord. Verona ha avuto tanti problemi anche nel passato, essendo una città di movimento, di transito, dove passa turismo, cultura, tutto. Passano, caso mai, pure il traffico di droga ed altri fenomeni. Ma vorremmo che la gente sapesse che noi subiamo un ostruzionismo che rallenta l’introduzione di norme. Facciamo sedute di ore ed ore tutte le settimane per decidere di dare i soldi ai poliziotti che vengono messi sotto processo ingiustamente, per aumentare gli organici, per far sì che chi fa blocchi stradali e quant’altro si renda conto che va incontro ad una sanzione grave. Abbiamo la maggioranza ma non abbiamo fatto una dittatura e non vogliamo farla, però in Parlamento si deve anche rispettare una volontà».
«Il convegno alla Gran Guardia ha avuto come obiettivo l’entrata in vigore di alcune norme per la tutela del personale delle forze di polizia, in particolare quella legale. Verona ha vissuto esperienze d’ogni tipo. Oggi abbiamo ricordato la vicenda del febbraio 2005 dei due poliziotti uccisi in maniera orrenda da un criminale. C’è anche il caso recente del poliziotto costretto a sparare davanti alla stazione di Porta Nuova per difendersi dall’aggressione d’un maliano armato di coltello e che deve subire processi».
«Nel disegno di legge in discussione al Senato e che è già stato approvato dalla Camera c’è l’art. 22 che istituisce un fondo per l’assistenza legale per il personale delle forze di polizia. Ma anche per le forze armate, con l’art. 23, perché i militari fanno l’“Operazione strade sicure”. Vuol dire contribuire a pagare le spese legali alle forze dell’ordine che a volte si trovano accusate . Perciò, questo è un fondo d’assistenza. Il disegno di legge introduce principi di maggiore severità, vuol far comprendere che aggredire un appartenente alle forze dell’ordine è una cosa grave, che bloccare le strade non si può fare, ma si può manifestare liberamente come già fanno tutti i giorni. Il Partito democratico ed il M5S stanno facendo ostruzionismo su un decreto legge che non entra subito in vigore. Noi abbiamo deciso che porteremo il problema in aula per accelerare dopo che è stato approvato alla Camera».
«Forza Italia è un partito in crescita, abbiamo recuperato molto terreno, ci siamo rilanciati, abbiamo anche detto con tutta serenità che l’on. Tosi (che non ha bisogno di presentazioni a Verona) sarà la nostra proposta per la regione Veneto. Noi del centrodestra abbiamo una soluzione unitaria per tutte le regioni. Proponiamo delle ipotesi perché siamo un movimento che ha cultura di governo, donne e uomini in grado di governare».

Il sen. Gasparri, infine, ha replicato alla mia richiesta d’un suo commento sulla condanna in primo grado ad otto mesi (con la sospensione condizionale della pena) e ad un anno d’interdizione dai pubblici uffici inflitta all’on. Andrea Delmastro (Fratelli d’Italia), sottosegretario al ministero della Giustizia, accusato nel gennaio 2023 d’aver diffuso notizie coperte dal segreto d’ufficio in merito al caso del detenuto anarchico Alfredo Cospito, sottoposto al regime carcerario restrittivo dell’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario. Decisione presa da giudici del Tribunale di Roma, nonostante il pubblico ministero avesse richiesto dapprima l’archiviazione e poi l’assoluzione.
«Gli avversari dovrebbero prendere atto che aveva ragione Berlusconi sull’uso politico della giustizia. Ed anche gli alleati che, quando Berlusconi parlava della giustizia, dicevano “Ma questo è uno fissato, parla della giustizia perché ha i processi”, “Guardate che non è così, se la prendono con Berlusconi perché è il capo del centrodestra”».

«Qual è ancora il tema principale del Paese, dopo la morte di Berlusconi? La giustizia. Salvini processato ed assolto, Renzi indagato e prosciolto, chi più chi meno, il caso Delmastro. Non era un problema di Berlusconi che aveva delle pretese, era la giustizia che non funzionava. Quelli che erano un po’ più freddi dovrebbero dire che aveva ragione Berlusconi. Il caso Delmastro è incredibile. Chiedono di archiviarlo e si va all’imputazione coatta, cosa molto rara. Quello che ha istruito l’accusa dice “Non si fa il processo” ma la magistratura risponde “Facciamo il processo”. Il pubblico ministero, che è Paolo Ielo, un uomo integerrimo, sostiene “Assolvetelo!”, il tribunale lo condanna ad otto mesi, come per dire ti metto una macchietta. Non è che Delmastro vada in galera, però, “Ti metto un timbro”. È un chiaro caso d’uso politico della giustizia».
«Guardi, io ho denunciato foto fatte (che circolano poco) d’un magistrato, l’ex presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati) Eugenio Albamonte, magistrato poi destinato all’antimafia, che è andato a fare una conferenza con Serracchiani nella sezione del Partito democratico in via Catanzaro 3, a Roma. Anche noi potremmo invitare un magistrato ad un convegno, ma al Senato, alla Camera, alla Gran Guardia, un bel convegno sulla giustizia. L’hanno invitato in una sezione del partito, con Serracchiani, con la foto di Berlinguer, la bandiera di partito messa così come noi ora, sul tavolo. Siamo dirigenti di Forza Italia col vessillo attaccato davanti, non è che stiamo seminando il pane della scienza, celebrando messa o riunendo la Corte costituzionale. Voglio dire: avete un magistrato? Ma prendete una sala alla Camera, fate un bel convegno, poi se un domani quello mi dovesse dire “Gasparri, è passato col rosso” dovrei rispondere “No, è lei che è passato coi rossi, nella sezione del Partito democratico”…
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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