Cari Lettori,
come promesso oggi vorrei parlarvi della vicenda di una persona che mi sta particolarmente a cuore, e che è salito suo malgrado agli onori della cronaca per aver subito, ottantaseienne, una rapina in casa.
Della situazione di “insicurezza” che permea la società italiana, ne parleremo un’altra volta, oggi mi preme invece raccontare quello che è accaduto al Maresciallo Maggiore – in congedo – della Guardia di Finanza, Domenico (Mimmo) Scarcella.
Mimmo vive in una villetta familiare in un quartiere della periferia di Bergamo, quella periferia delle piccole medie città del Nord Italia, un tempo assolutamente tranquille e a misura di famiglia, e che oggi non hanno nulla da invidiare (purtroppo) alle periferie degradate e pericolose delle città metropolitane. La sera del 27 aprile del 2024, Mimmo venne sbattuto giù dal letto con violenza da due rapinatori incappucciati, poi risultati essere due criminali albanesi armati di pistola e di piede di porco,entrati forzando la porta dell’abitazione e che gli intimarono, minacciandolo, di rivelare dove si trovava la presunta cassaforte (che infatti non c’era!). Il Maresciallo, uomo d’azione seppur di tempi passati, e temendo per l’incolumità della moglie, compreso che i due non avrebbero desistito, anzi che si sarebbero ulteriormente incattiviti, reagì come avrebbe reagito un uomo che è stato un investigatore impegnato nell’anti contrabbando e nella lotta al traffico di stupefacenti, impugnando la pistola e sparando in aria per mettere in fuga i due malviventi, uno di questi rimasto poi leggermente ferito dalla pallottola rimbalzata su una parete della camera da letto.
Da quel giorno, per il nostro Maresciallo è iniziato un incubo che ha sconvolto la sua vita, fin lì tranquilla. La paura della rapina subita, che avrebbe potuto coinvolgere il nipotino, spesso ospite dei nonni e solo per un caso fortuito quella sera non presente, il trauma di vedersi minacciato in casa, il percorso psicologico per ritrovare la serenità perduta, le indagini – dovute – della magistratura, con tanto di avviso di garanzia e sequestro dell’arma regolarmente detenuta, le notti insonni, la paura di ritorsioni, le spese legali, le spese per mettere in sicurezza l’abitazione, le numerose testimonianze rese nei più importanti talk show televisivi, insomma un mondo che improvvisamente, da relativamente sereno – perché i problemi ci sono sempre, senza il bisogno che si debba subire una rapina violenta in casa – si trasformava in un tourbillon di emozioni, la maggior parte però negative, che hanno messo in pericolo la stessa salute di Domenico Scarcella.
Da questa vicenda, drammatica e per certi versi paradossali (come denuncia lo stesso Mimmo, l’essere risultato indagato, proprio lui, un appartenente alle forze dell’ordine, lo ha sconvolto emotivamente, ritenendo ingiusto subire un procedimento per una situazione fin troppo chiara), ne è nato un libro (acquistabile su Amazon dal titolo “LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA”) https://www.amazon.it/DIFESA-SEMPRE-LEGITTIMA-Domenico-Scarcella-ebook/dp/B0FCD1CTSB/ref=mp_s_a_1_1?crid=1CKSBUHQ88GWL&dib=eyJ2IjoiMSJ9.BIeTETqCmofgzy2v0LT3h-ThgqqITPWuc869gV_oMLbGjHj071QN20LucGBJIEps.X0QP0vHsFapaCzX-mHQO-x6YDRCTSoV-XFVp6_eoLp4&dib_tag=se&keywords=la+difesa+è+sempre+legittima&qid=1762119644&sprefix=la+difesa+%2Caps%2C131&sr=8-1
scritto sull’onda dell’emotività dallo stesso Maresciallo, che in questi giorni stiamo presentando assieme in serate sempre molto intense e cariche di emozioni.
L’amara constatazione che voglio fare a conclusione di questo articolo, è che in Italia oggi manca perfino il sacrosanto diritto di poter vivere tranquilli in casa propria, di vivere serenamente con i propri cari, di poter fare il nonno che fa giocare il nipotino e che gli racconta le tante avventure di quando era in servizio, e di dover invece temere per la propria e altrui incolumità.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

