Turate (Como) – È tra i vanti del comune che (secondo dati Istat) contava 9.381 abitanti al 30 novembre 2020. Si tratta dalla Casa Militare Umberto I° per i Veterani delle Guerre Nazionali, in piazza Alessandro Volta 27, fondazione privata sotto la giurisdizione del ministero della Difesa.

Edificata al termine del XVIII secolo dalla famiglia Ala Ponzoni (o Pozzoni), poi pure Zerbi di Saronno, nell’ambito d’un parco di otto ettari, la struttura venne conclusa negli Anni Venti dell’Ottocento in stile tardo-neoclassico e s’aggiunge ad altre architetture locali di rilievo: la chiesa dei Santi Pietro e Paolo (dall’aspetto attuale dovuto ad interventi tra i secoli XVII e XX), il santuario della Madonna in Campagna (menzionato nel XIV secolo), il palazzo Ala Ponzoni (o Pozzoni) Pollini (eretto in stile barocco tra la fine del XVII secolo e l’inizio del successivo).
La massiccia ed illustre Casa Militare ha una grande sensibilità alle spalle. Quella dell’industriale e patriota milanese Giuseppe Candiani, già reduce da campi di battaglia risorgimentali, che, nel 1897, si muoveva, affiancato da altri due ex combattenti (il colonnello medaglia d’oro al Valor Militare Giacinto Bruzzesi ed il professor Amato Amati), nel darsi da fare a beneficio di anziani commilitoni costretti a vivere i loro ultimi anni in ospizi di povertà.
Con il contributo economico della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, acquistava a Turate l’elegante dimora con parco per donarla al Re Umberto I perché fosse utilizzata come residenza per nullatenenti e senza famiglia reduci dalle battaglie combattute per l’Italia. Il contratto d’acquisto veniva stipulato il 10 ottobre 1897 mentre, il 18 gennaio dell’anno seguente, il re consentiva l’intitolazione a suo nome della Casa. Il Regio Decreto n. 187 del 23 giugno 1898 stabiliva la costituzione in Ente Morale del complesso e l’approvazione del relativo statuto.
La Casa Militare, così, apriva le porte dell’asilo a tanti ex militari, dal soldato al generale, ridando loro la dignità che rischiavano di perdere, anche per inadempienze istituzionali. Erano veterani appartenenti ad Armi e specialità delle Forze e dei Corpi armati nazionali. Vestivano una divisa di tipo militare e, nei momenti più solenni, indossavano un’uniforme da parata blu di stile umbertino. Avevano alloggi ad uno o due letti, con servizi privati o comuni. I pasti, uguali per tutti gli ospiti, venivano serviti in un unico refettorio. Potevano disporre di sale convegno per ufficiali, sottufficiali e veterani, vigeva senza problemi o restrizioni la libera uscita negli orari prima o dopo il vitto e, su richiesta, usufruivano di brevi o lunghe licenze.

I primi tre venivano accolti il 6 marzo 1899 e ritratti sulla copertina, disegnata da Achille Beltrame, del numero de “La Domenica del Corriere” (uscito dall’8 gennaio 1899 al 12 ottobre 1989 come supplemento illustrato del “Corriere della Sera”) del 26 marzo 1899. Nel corso degli anni d’attività trovavano ospitalità circa 3.500 ex militari, ridotti ad una sola decina nel 2004, quando la Casa dichiarava conclusa la sua missione.
Tra i visitatori d’alto rango figurano re Vittorio Emanuele III (il 26 settembre 1905 ed il 26 aprile 1925), la regina Margherita, vedova di re Umberto I (il 20 maggio 1906), il duce Benito Mussolini (il 13 aprile 1926), il principe Umberto con la consorte Maria José (il 21 novembre 1932) e, nella stessa sera della venuta degli esponenti di Casa Savoia, il cardinale ed arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster.
In parallelo all’accettazione di soldati a riposo in difficoltà, s’allestiva un museo storico che, negli anni, andava ad incrementarsi di cimeli, reperti, documenti e quant’altro (anche degli stessi alloggiati) dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale. L’attuale è il pregevole risultato sostenuto da molte donazioni private.


La Sala delle Armi, particolarmente dotata, verte su pezzi italiani e stranieri (moschetti ad avancarica dell’Ottocento, vari modelli del fucile “Vetterli” 1870, mitragliatori in dotazione a reparti speciali nel secondo conflitto, pistole con innesco a pietra focaia od a spillo, esemplari prodotti dalla “Beretta” ecc.) e su quelli “bianchi” (risalenti a secoli tra il Rinascimento e la prima metà del Novecento), con ricordi delle guerre coloniali italiane.
Armi impugnate, a loro tempo, dal feldmaresciallo Josef Radetzky (una sciabola) e dal generale Giuseppe Garibaldi (una pistola) o protezioni corporali indossate, come il giaco in maglia metallica d’Umberto I Biancamano di Savoia, capostipite della dinastia sabauda. Sono esposti, inoltre, diversi ordigni inerti delle due guerre mondiali, d’artiglieria e non, ogive e bombe a mano. E, ancora, teche e vetrine con medaglie, decorazioni, diplomi, fotografie e memorie belliche.
Una di queste bacheche è dedicata a Garibaldi, con sue lettere autografe, foto, medaglie e perfino una ciocca di capelli e peli della barba, un orologio ed un copricapo. Alle pareti spiccano quadri e fotografie tra cui quelle con dedica autografa dei re d’Italia Vittorio Emanuele II, Umberto I e Vittorio Emanuele III. Ed è rilevante la collezione di cappelli e divise militari, dall’epoca risorgimentale (con alcuni berretti rossi garibaldini) alla Seconda guerra mondiale.
Fa bella mostra di sé anche un curioso lampadario assemblato con armi di vari tipi ed epoche (sciabole della Cavalleria, sciabole-baionetta, pistole a tamburo, fuciletti ad avancarica, speroni, salva punte delle lance).
Il museo, purtroppo, ha dovuto chiudere i battenti nel 2003, anno del decesso dell’ultimo custode. La trascuratezza conseguente ha causato danni al materiale conservato ed un proliferare di furti. L’abbondanza, la qualità ed il messaggio globale del patrimonio storico ed umano preservato avranno comunque la meglio (è convinzione comune) su ladruncoli, indifferenti e menagramo…
La raccolta è comunque visitabile durante manifestazioni pubbliche organizzate dalla Casa Militare o su appuntamento (tel. 02 9688083 – e-mail: segreteria@casamilitareumbertoprimo.org – direttoremuseo@casamilitareumbertoprimo.org).
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi



