È iniziata questa mattina la seconda fase dei lavori di risanamento dell’area ex-Nuova Esa nei territori compresi tra i Comuni di Marcon (VE) e Mogliano Veneto (Treviso).
“La Regione mantiene gli impegni con il territorio: parte, come da cronoprogramma, la fase due dello smaltimento dei rifiuti all’ex ESA, problema emerso dal 2004 con il sequestro dell’area da parte dell’Autorità Giudiziaria, che la Regione ha affrontato con massima responsabilità ad agire presto e bene – sottolinea con soddisfazione l’assessore regionale Roberto Marcato – questo è un intervento di risanamento che abbiamo fortemente voluto, su cui abbiamo investito complessivamente oltre 5 milioni 335 mila euro di risorse pubbliche. Nel 2020 contiamo di per poter restituire finalmente l’area ai cittadini e al territorio”.
La prima fase delle attività, realizzate a partire dallo scorso maggio, ha previsto l’allontanamento del cumulo di rifiuti di materie plastiche, stoccato nel piazzale esterno, di circa 3.000 tonnellate. Oltre il 90% del volume (5.100 mc) è costituto da plastica e gomma proveniente dalla raccolta differenziata, che sono stati trasportati e smaltiti presso la discarica tattica di Sant’Urbano (PD).
La seconda fase avviata oggi prevede lo smantellamento di 50 serbatoi ancora parzialmente riempiti di prodotti e sostanze derivanti dall’attività della Nuova Esa. Veneto Acque, società inhouse della Regione che gestisce l’intero progetto sotto stretta sorveglianza delle Autorità di Controllo, ha affidato ai lavori alle imprese incaricate dello smaltimento e demolizione dei serbatoi. I lavori avranno una durata di quattro mesi dopo di che verrà effettuata una verifica sui terreni per valutare eventuali, ulteriori azioni di bonifica.
Le attività di bonifica proseguiranno nel corso del 2019 e del 2020, con l’obiettivo di allontanare tutti i rifiuti posti sotto sequestro nell’area in questione per procedere, poi, alla caratterizzazione del suolo e del sottosuolo e restituire l’area agli usi legittimi.
Per il progetto di risanamento dell’area in questione, la Regione del Veneto, nel corso di questi ultimi anni ha messo a disposizione, complessivamente, la somma di 3.335.485,17 euro, finanziati con fondi della Legge Speciale per Venezia per far fronte alle criticità ambientali provocate dallo stoccaggio non autorizzato di rifiuti. A questi vanno aggiunti gli oltre due milioni di euro con i quali la Regione (DGRV 2314 del 20/11/2012), ha affidato a Veneto Acque S.p.a. l’esecuzione delle attività di caratterizzazione analitica, di rimozione e smaltimento definitivo dei rifiuti. Tale cifra è stata spesa per portare a smaltimento il primo lotto di lavori, già conclusi. Complessivamente, quindi, i finanziamenti regionali per il piano di bonifica dell’area Ex-Nuova Esa ammontano a 5.335.485,17 euro.

