Rendere riconoscibili e sviluppare le capacità degli studenti prossimi ad intraprendere la carriera di assistente sociale è fondamentale per assicurare una preparazione adeguata e rispondente alle sfide di un ambito in costante trasformazione. Un impegno sostenuto dall’Area Servizi sociali del Comune di Verona attraverso la Borsa di Studio intitolata a Simonetta Perazzoli, Assistente Sociale del Comune di Verona prematuramente scomparsa nel 2011, che ha lasciato un segno profondo nella comunità professionale e cittadina.
La cerimonia di premiazione si terrà il venerdì 17 aprile, dalle 9 alle 12.30, all’Auditorium dell’Istituto Lavinia Mondin in via della Valverde, 19. A ricevere il riconoscimento, del valore di 1.500 euro, Nicole Caslini, studentessa del corso di laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona, con la tesi “Il programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione dei minori) nel lavoro di Servizio sociale”, selezionata secondo criteri definiti dal bando.
“Un appuntamento che ha cadenza annuale in memoria di una nostra operatrice scomparsa prematuramente – le parole dell’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni –. Quest’anno vogliamo riflettere sul ruolo dell’assistente sociale. Sono persone che aiutano a esigere i diritti che sono di ciascuna persona – sottolinea – soprattutto delle persone più fragili, mettendosi a fianco e portando i pesi di chi è in difficoltà. Un ruolo che viene spesso misconosciuto, attaccato e denigrato. Quindi – aggiunge – è importante capirne l’importanza proprio dalla voce di chi questo lavoro lo svolge quotidianamente, con grandi fatiche e pesi. C’è purtroppo chi di questo ruolo ne parla senza conoscerlo, e forse questa è l’occasione giusta per venire ad informarsi”.
“La figura dell’assistente sociale – esordisce il presidente del corso di laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona Giorgio Gosetti – è decisamente molto importante. Per noi, come corso di laurea, questo premio è l’occasione per mettere in luce anche le competenze dell’assistente sociale. Il lavoro significativo che fa sul territorio e, passatemi il termine, anche per combattere un po’ i facili stereotipi che stanno circolando. Dobbiamo far capire ruolo e competenze di questo lavoro, anche per avvicinare i giovani al nostro percorso di studi”.
Simonetta Perazzoli ha rappresentato un esempio di dedizione, professionalità e umanità: nel suo lavoro ha saputo coniugare competenza, trasparenza, riservatezza e spirito di collaborazione, offrendo un ascolto autentico alle persone, in particolare ai più giovani. Il suo approccio, lontano da pregiudizi e da risposte affrettate, si è sempre fondato sull’accompagnamento rispettoso delle persone nei momenti di difficoltà.
Ecco dunque che, ispirandosi a Simonetta, la Borsa di Studio diventa un importante incentivo e anche un valido sostegno per i futuri Assistenti Sociali, che potranno così perfezionare il proprio percorso formativo ed affrontare nel miglior modo possibile l’ingresso nel mondo del lavoro.
Alla presentazione della premiazione, questa mattina in sala Arazzi, sono intervenuti l’Assessora ai Servizi sociali Luisa Ceni, il presidente del corso di laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona Giorgio Gosetti, Cristina Purgato dei Progetti trasversali area Adulti-Anziani e Elena Pietrogrande dei Progetti trasversali Area Minori.
La mattinata di venerdì 17 aprile sarà inoltre arricchita da un momento di approfondimento dal titolo “Dalla formazione alla cura: storie e pratiche del Servizio Sociale”.
Programma: Saluti Istituzionali
Ore 9 – 10
Premiazione della Borsa di Studio “Simonetta Perazzoli”
Vincitrice dell’edizione 2026 è la dott.ssa Nicole Caslini, con la tesi dal titolo:
Il programma P.I.P.P.I. nel lavoro di Servizio Sociale.
Il lavoro propone un’analisi del Programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione dei minori), iniziativa di rilevanza nazionale alla quale il Comune di Verona ha aderito sin dalle prime fasi sperimentali. Attraverso interviste agli operatori e una sperimentazione sul campo, la tesi offre un bilancio dell’esperienza, evidenziando metodologie, ruoli e funzioni del Servizio Sociale, e aprendo spunti di riflessione sul lavoro con le famiglie vulnerabili.
Seguirà la presentazione di alcuni dati, a cura del Comune di Verona, sull’implementazione del programma P.I.P.P.I. nel territorio.
Ore 10 – 10.30 Alcuni studenti del Corso di Laurea in Servizio sociale dell’Università di Verona, presenteranno il lavoro realizzato in occasione della Giornata Mondiale del Servizio Sociale 2026, dal titolo Co-costruire una società divisa.
L’intervento offrirà il punto di vista di chi si sta affacciando alla professione, in un contesto sociale complesso e ricco di sfide, in cui il ruolo dell’assistente sociale — nato per rendere effettivi i diritti delle persone più fragili – viene spesso rappresentato attraverso immagini stereotipate e negative.
Ore 10.30 – 12.30 Dialogo con Rosetta Quattrocchi, Assistente Sociale e autrice dei romanzi “Il cacciatore di orchi” ed “E poi ci siamo scelti”.
L’autrice, Assistente Sociale di Modena, ha esordito come scrittrice nel 2019 e nelle sue opere trae ispirazione dalla propria esperienza professionale, affrontando tematiche complesse legate alla tutela e alla cura dei minori.
E poi ci siamo scelti racconta la storia di un bambino di undici anni e della sua nuova famiglia affidataria ed è il sequel de Il cacciatore di orchi, proseguendo il racconto di Matteo e della sua Assistente Sociale, Chiara. Nelle storie narrate emerge con forza il ruolo dell’Assistente Sociale, la cui mission è rendere esigibili i diritti, accompagnando la persona nel rapporto con le istituzioni e nel percorso verso un’autonomia possibile.
Si crea così un continuum narrativo tra le due opere: dalle prime vicende raccontate ne Il cacciatore di orchi fino allo sviluppo della storia in E poi ci siamo scelti”, dove i percorsi dei protagonisti si evolvono, restituendo uno sguardo profondo e realistico sulle esperienze di cura, protezione e crescita.
I due momenti della mattinata sono uniti da un filo conduttore comune: il Servizio sociale come percorso che parte dalla formazione, si sviluppa nella pratica professionale e si riflette anche nella narrazione delle esperienze di vita. La Borsa di Studio sostiene una giovane futura professionista; quella professionista sarà chiamata ad accompagnare minori e famiglie in difficoltà; e una di quelle storie può diventare racconto, contribuendo a sensibilizzare la comunità.
Un’occasione per valorizzare il ruolo del Servizio Sociale e rinnovare l’impegno verso una società più attenta, inclusiva e solidale.
Per partecipare all’evento è necessario iscriversi al seguente link:https://questionari.comune.verona.it/statistica/index.php/162427?lang=it

