Come citava Albert Einstein: “È più facile spezzare un atomo di un pregiudizio”, e in occasione del Festival del Cinema di Venezia due imprenditrici che pregiudizi lungo la loro carriera ne hanno affrontato, scelgono lo scenario del Festival per raccontarsi e raccontare.
Credono che abbattere pregiudizi sia possibile e lo possono testimoniare le immagini. Provocare, con un progetto audace, anticonformista con il pensiero globale verso le minoranze e ciò che per tanti è considerato diverso.
Eleonora Lastruci rinomata stilista italiana, cresciuta nei salotti di grandissime icone della moda come Roberto Cavalli, Gucci ed Enrico Coveri. Presenza costante nei RedCarpetnazionali e intenzionale dove dimorano le sue più belle creazioni indossate dai più celebri personaggi dello spettacolo.
Jesusleny Gomes, ex modella, founder di Itline 8.3, azienda operante nel settore IT, è stata citata nell’ultimo periodo dalle più importanti testate giornalistiche per l’evoluzione e crescita in un settore molto ostile e prevalentemente maschile.
Che cosa avranno in comune?
Appartenenti a settori imprenditoriali completamente diversi entrambi hanno attraversato un mare di pregiudizi per riuscire ad arrivare dove sono adesso, impegno, sacrifico e dedizione ha fatto si che fosse possibile il loro traguardo … sempre più Up.
L’eleganza e unicità delle creazioni di Eleonora Lastruci immortalate all’interno dell’imbarcazione senza tempo, il Bragozzo “Rosa dei Venti “ di proprietà della famiglia Bagnolo non poteva essere che il connubio perfetto.
L’incontro della simpatia e intraprendenza imprenditoriale femminile nel settore IT di Jesusleny Gomes con il sorriso e freschezza di Patrizia Crosato, portavoce della “generazione Y” poteva solo far emergere la bellezza, una bellezza capace di spezzare qualunque pregiudizio per la sua diversità e unicità.
Questo scenario idilliaco immortalato dall’obiettivo di Antonella Sessolo, dove Venezia fa da madrina.
Un incontro per Creare. Un servizio fotografico realizzato per spezzare pregiudizi e raccontare quanto è facile unire simbioticamente ciò che potrebbe essere improbabile.
Dove questa simbiosi lascia spazio per la convivialità e, dove le razze, religioni, opinioni, preferenze sessuali e politiche non hanno influenzato.
Questa simbiosi e semplicità dimostrano che sì, è possibile vivere in ARMONIA.

