Chievo (Verona) – Proseguono i lavori d’intubazione del canale irriguo “San Giovanni” (ex canale del Consorzio Alto Agro Veronese od ancora ex del Consorzio di Bonifica Alto Veronese) in via Francesco De Pinedo (Napoli, 16 febbraio 1890 – New York, 2 settembre 1933, aviatore e generale pluridecorato, interprete di varie trasvolate e morto in un incidente durante il decollo dell’impresa verso Baghdad dall’aeroporto “Floyd Bennett Field” di Long Island), nell’area della turbina del Chievo. Opera realizzata attorno al 1890 a scopi irrigui di campi situati a quota superiore avvalendosi della sola forza corrente dell’acqua e non di altre energie.









L’intervento di ristrutturazione del tratto tra la turbina e la zona Croce Bianca/via Gardesane, effettuato dal Consorzio di Bonifica Veronese con intero finanziamento da fondi del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza) e termine previsto alla fine del 2025, prevede la copertura dell’alveo artificiale con opportuna condotta interrata, il passaggio da un’irrigazione da scorrimento ad un’altra a pressione, lo sfruttamento della capacità idroelettrica grazie alla spinta dell’acqua e le parallele realizzazioni nel percorso del canale d’una pista ciclabile e pedonale oltre ad un’area a verde pubblico.






Il tragitto ciclopedonale d’un paio di chilometri si connetterà con le quattro consimili del Camuzzoni, del Biffis, di San Massimo e della prossima di corso Milano, costituendo un’interconnessione ecologicamente valida. Un primo tassello congiungerà via De Pinedo a via Bionde, lungo circa 800 metri e largo mediamente 35 metri. Il secondo, da via Bionde a Croce Bianca/via Gardesane, s’articolerà in 1.200 metri ed una larghezza media di circa 18 metri. Il segmento più stretto sarà di circa 10 metri.
I 900 ettari oggetto di conversione costituiranno una buona “palestra” ed un collegamento alternativo per ciclisti e pedoni, un contributo alla sostenibilità ambientale, un risparmio idrico ed un produttore d’energia elettrica necessaria al pompaggio del neo sistema d’irrigazione. Derivante, quest’ultimo, dallo sfruttamento d’un salto di quota di circa 9 metri del canale in condotto, “erede” del canale artificiale dall’assenza garantita di qualsiasi ecosistema animale o vegetale.
Le due serie di foto pubblicate, scattate in periodi diversi presso la turbina del Chievo in via De Pinedo, mostrano il persistere di cartelli ammonitori riguardanti “divieto di balneazione”, “divieto di pesca” e “bonifica ordigni bellici” ormai anacronistici, se non surreali…
Servizio e foto di Claudio Beccalossi

