Anche piazzale Olimpia, che rasenta lo stadio “Marcantonio Bentegodi” (realizzato su progetto strutturale dell’ing. Leopoldo Baruchello coadiuvato dai colleghi Sergio Bonamico, Riccardo Guglielmi e Silvano Zorzi, inaugurato il 15 dicembre 1963, ottavo per capienza in ambito nazionale), non viene risparmiato da degrado spicciolo e presenze improprie.
Nonostante i puntuali lavori di ripulitura dopo gli afflussi al mercato del sabato od alle partite casalinghe dell’Hellas Verona, in altri giorni (e notti) gli spazi, soprattutto a ridosso dell’impianto calcistico, sono frequentati da senza fissa dimora e sbandati che lasciano in giro avanzi di cibo, piatti e posaterie di plastica, bottiglie e lattine vuote, cartacce e rifiuti vari. Sporcizia che viene regolarmente tolta di mezzo da operatori ecologici per poi trovarsene ancora da raccogliere dopo successive e maleducate “incursioni” .



Non meno metodica, a dispetto del freddo invernale, è la sosta di vagabondi per sdraiarsi sull’erba e dormire avvolti (teste comprese) in luridi sacchi a pelo e coperte. Come il clochard che s’è “accomodato” accanto al tronco d’un albero, col suo carrello da supermercato strapieno di cianfrusaglie d’una vita disperata. Un riposo rimediato nell’umidità dell’area verde del largo inaugurato il 19 maggio 2017 e dedicato all’educatore e promotore dello sport Gherardo Cametti (Roncà, Verona, 8 agosto 1907 – Verona, 7 novembre 1992), insignito nel 1981 dal Comune scaligero del premio al merito sportivo “Un esempio per Verona”.




In diversa parte del piazzale, ancor più vicino alla recinzione dello stadio, un ennesimo anonimo dall’esistenza errabonda ha deciso di concedersi una siesta con il capo addossato al tronco d’un albero, interamente coperto. Non ha niente accanto, nessun miserabile bagaglio da portarsi dietro nella sua sopravvivenza raminga…




Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
© Riproduzione riservata

