Arricchire l’esperienza di visita e promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale cittadino attraverso la strumentalizzazione digitale. Il Comune di Verona – Direzione Musei Civici – in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona, ha realizzato due strumenti digitali volti ad accrescere i servizi informativi a disposizione dei visitatori: la webapp per la visita del Museo di Castelvecchio e il video-documentario Rosso come il vino, bianco come il pane. Suggestioni dalle collezioni civiche veronesi.
“L’arte e in particolare le arti visive e la pittura – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –, hanno sempre più bisogno di nuovi strumenti per essere letti, compresi e capiti. E’ quindi un piacere presentare oggi la webapp dedicata al Museo di Castelvecchio; un progetto che deriva da una importantissima collaborazione con l’Università di Verona, Dipartimento di Scienze Umane, che nell’ambito del progetto finanziato dall’iNEST PNRR, in collaborazione con Capitale Cultura, ha contribuito, insieme a chi conosce il patrimonio del Museo di Castelvecchio, a creare uno strumento di visita assolutamente al passo con i tempi e che ci auguriamo possa anche incuriosire le nuove generazioni”.
“L’arte e la capacità di produrre contenuti – precisa Antonio Scuderi Founder e CEO Capitale Cultura Group-ArtGlass Imprese Culturali e Creative – sono sfidati continuamente dalla tecnologia e oggi la tecnologia, che diventa trasparente, è strumento di narrazione e ci dà un’opportunità straordinaria per fare parlare il nostro patrimonio culturale. Castelvecchio è un museo unico, con opere straordinarie e una monografia originale a cura di Carlo Scarpa, uno dei grandi del design italiano. Questa app, in maniera semplice, sullo smartphone dei visitatori, usando la realtà aumentata, ci consente di attivare un navigatore culturale con focus sulle opere più importanti della collezione. Ve ne sono già molte e altre se ne aggiungeranno in multilingua e anche con accessibilità sensoriale”.
Presenti anche per il Museo di Castelvecchio Antonella Arzone e per l’Università di Verona Luigi Tronca.
I due progetti, svolti tra il 2023 e il 2025, sono nati nell’ambito del PNRR iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem, un’iniziativa che mira a estendere gli effetti della digitalizzazione ai settori chiave di specializzazione del Nord-Est, tra cui turismo, cultura e alimentazione.
Lo Spoke 7 – Smart agri-food, coordinato dall’Università di Verona, concentra le proprie attività sul tema dell’“agroalimentare intelligente”, promuovendo la ricerca e il trasferimento tecnologico in un’ottica di sostenibilità e innovazione. In questo contesto, il percorso trasversale Citizen Engagement (CC3), dedicato al territorio veronese, ha sviluppato progetti che intrecciano digitalizzazione, patrimonio artistico e cultura alimentare.
La webapp di Castelvecchio offre un nuovo modo di esplorare il museo e l’allestimento di Carlo Scarpa, grazie all’uso di QR code e contenuti in italiano e inglese. La realtà aumentata, disponibile per alcune opere, offre un approccio interattivo e giocoso, adatto a tutti. L’applicazione consente una lettura stratificata delle opere e degli spazi, trasformando la visita in un’esperienza immersiva e partecipata, in linea con i più recenti principi UNESCO di interpretazione del patrimonio.
Il progetto è stato realizzato anche grazie alle competenze di CapitaleCultura Group, azienda leader nel supporto allo sviluppo delle organizzazioni culturali e creative e nella valorizzazione delle eccellenze turistiche ed enogastronomiche. In particolare, il contributo della società si è concentrato sullo sviluppo tecnologico degli strumenti digitali, con un ruolo determinante nella progettazione dell’architettura della webapp, nell’implementazione dei sistemi di fruizione interattiva e nell’integrazione di soluzioni di realtà aumentata applicate alle opere e agli spazi museali, finalizzate a una lettura multilivello e immersiva del percorso di visita.
La collaborazione ha coinvolto in primo luogo Luigi Tronca, per il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, Antonella Arzone per il Museo di Castelvecchio, Antonio Scuderi, Monica Torinese, Francesca Ciolfi, Michela Pasqualini, Sara Porro per Capitale Cultura Group.
Il video-documentario Rosso come il vino, bianco come il pane. Suggestioni dalle collezioni civiche veronesi – sui canali YouTube dei Musei Civici di Verona, https://www.youtube.com/@imuv-imuseidiverona, e del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, https://www.youtube.com/@dipartimentodiscienzeumane4410 – propone invece un viaggio tra le collezioni dei Musei Civici, alla scoperta della rappresentazione del cibo e del vino nell’arte veronese. Attraverso immagini, narrazioni e riflessioni, il documentario mette in dialogo il patrimonio storico-artistico con i temi contemporanei della sostenibilità, della produzione alimentare e dell’identità territoriale.
In continuità tematica, la collaborazione tra Comune e Università di Verona nell’ambito delle attività di Citizen engagement del progetto PNRR iNEST ha consentito, inoltre, di approfondire l’oggetto dei cibi del futuro, in una serie di incontri nella sede del Museo di Storia Naturale. In particolare, nel corso di due convegni, rivolti a tutta la cittadinanza, e di cinque laboratori, aperti a tutti ma pensati in particolare per docenti e operatori didattici, il confronto con specialisti ha consentito di affrontare temi di grande attualità connessi alla sostenibilità alimentare.

