Puntualmente, ad ogni far della sera (ma pure di giorno) la… camerata a cielo aperto (anche se sotto la pensilina) all’esterno di Veronafiere, in viale del Lavoro, si popola di disperati che dormono in luridi giacigli sulla fredda pavimentazione.
Natale o non Natale…










È ormai la prassi del posto, tollerata da tempo nonostante palese degrado e rischio igienico-sanitario per l’uso improprio di angoli per espletare bisogni corporali (qui sotto alcune tiratine d’orecchie già pubblicate da “Il Giornale dei Veronesi”).

Anche le scalinate verso ambienti sotterranei di servizio sono diventate latrine indecenti e maleodoranti che lasciano perplessi i visitatori delle manifestazioni fieristiche ed i clienti di bar, banche ed ufficio postale che danno sull’area di parcheggio.



Elementare, Watson, che chi veda tale indecorose situazioni s’interroghi: «Qualche soluzione di profilassi civile non è proprio possibile?».
Oppure: «Ci si deve abituare, per forza di cose, a questa durevole anarchia situazionale?».
Le dovute repliche dovrebbero provenire, ovviamente, dalle istituzioni preposte…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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