Cari lettori,
oggi voglio parlarvi del Giuramento di Fedeltà alla Repubblica Italiana che i cadetti del 1° anno hanno da poco pronunciato nella bellissima sede della nuova Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, il massimo istituto di formazione del Corpo.
Nella mattinata di sabato 22 marzo, gli Allievi Ufficiali del 124° Corso “Brazzano IV” del comparto ordinario, ed i loro colleghi del 23° Corso “Eridano III”, del comparto aeronavale, hanno pronunciato il fatidico: “LO GIURO!” davanti a genitori commossi, fidanzati e fidanzate emozionatissimi, amici giunti da tutta Italia, oltre naturalmente alla presenza delle autorità nazionali e locali, su tutte il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti.
Dopo il giuramento, c’è stato lo sfilamento del Reggimento di formazione che, al ritmo cadenzato delle marce militari suonate dalla prestigiosa Banda Musicale del Corpo, ha salutato i tantissimi presenti assiepati lungo la Piazza d’Armi e sul palco d’onore.
Questo evento ha inevitabilmente riportato alla mente il giuramento del mio corso: l’83° “Corso Montecroce Carnico II”.
Primavera del 1984, Accademia della Guardia di Finanza a Roma, Piazza Armellini. Stiamo davvero parlando di un secolo fa. Il Muro di Berlino era ancora saldamente in piedi; Il Presidente della Repubblica era uno dei più amati di sempre, il Presidente partigiano, Sandro Pertini. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, che intervenne alla cerimonia, era un’altra figura di spicco della politica italiana di quegli anni, Bettino Craxi; il Ministro delle Finanze era Bruno Visentini.
Devo dire che i ricordi di quella giornata di sole sono molto sfumati, un po’ perché sono passati la bellezza di 41 anni, un po’ perché da allievi ufficiali del primo anno eravamo talmente confusi – se non letteralmente terrorizzati – da tutto un susseguirsi di punizioni, marce, esercitazioni militari, studio ininterrotto, privazione quasi perenne della libera uscita, che facevamo davvero fatica a renderci conto degli avvenimenti che ci coinvolgevano senza soluzione di continuità.
Poi ci fu il trasferimento da Roma – che comunque era considerata un valore aggiunto – a Bergamo, e questo spiazzò molti di noi, fin quando capimmo che probabilmente fu un bene per la nostra crescita professionale il vivere in una città pacata, ordinata, ed accogliente – per chi si comporta bene – come Bergamo.
Di quel primo anno ricordo la durezza e la inflessibilità degli Ufficiali inquadratori, ma d’altronde il Corpo era da poco uscito da uno scandalo che avrebbe potuto travolgerlo, quello passato alla storia come lo “Scandalo dei petroli”, e quindi su concetti come onestà, lealtà, rispetto delle leggi, non si poteva e si doveva transigere.
Da allora quanta acqua è passata sotto i ponti! Se penso all’Accademia di oggi, dove peraltro ho prestato recentemente servizio per due bellissimi anni, paragonata a quella dei miei tempi, non posso che rilevare un miglioramento generalizzato di tutta l’Istituzione.
A Bergamo, l’Accademia è praticamente un college militare immerso nel verde, con strutture all’avanguardia, sia per fini didattici che ginnico-sportivi.
Oggi, rispetto ai miei tempi, c’è la presenza quanto mai auspicata delle ragazze – uso questo termine in virtù della loro giovane età -. Infatti dal 20 ottobre 1999, con la legge n. 380, l’Italia si è allineata (per ultima) ai Paesi della Nato aprendo le Forze Armate al reclutamento femminile.
Interessante la testimonianza di quei primi anni di un valente Generale di Corpo d’Armata, che così si esprimeva sull’arruolamento femminile nella Guardia di Finanza:” sono donne che fanno molto bene il loro lavoro; soprattutto in campo giuridico ed economico mostrano capacità di narrazione e relazione molto importanti. Non mancano, poi, donne che si candidano anche a ruoli di rischio. Abbiamo ragazze che stanno frequentando il Corso tecnico di soccorso alpino a Predazzo, che sono in grado di scalare e salvare persone.
Abbiamo poi due candidate, e di questo siamo molto soddisfatti, ad entrare nel prossimo percorso formativo per Antiterrorismo pronto impiego, i cosiddetti “baschi verdi”, che svolgono funzioni di ordine pubblico e tutela di personalità. Credo che la presenza delle donne in questi reparti possa portare una ulteriore crescita e un valore aggiunto, soprattutto in determinate situazioni, come nei casi in cui si entra in contatto con minori o con altre donne”.
Oggi abbiamo Colonnelli Comandanti di Corpo donne, e qualcuna di loro diverrà presto Generale di Brigata.
Cos’altro aggiungere nei confronti di questi giovani uomini e di queste giovani donne che hanno da poco giurato fedeltà alla nostra amata Repubblica, se non quello di studiare, di prepararsi bene perché al termine del ciclo di studi, e raggiunta l’agognata nomina a Tenente, intraprenderanno un percorso, sia in Italia che all’estero, ricco di spunti, di soddisfazioni ma anche irto di difficoltà che formeranno il loro carattere, e li proietterà ai massimi vertici di una organizzazione stimata ed apprezzata in tutto il mondo.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

