All’inaugurazione del Vinitaly, il 6 aprile scorso, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, tra i vari appuntamenti istituzionali, ha accolto allo stand della Regione Veneto il presidente regionale, Luca Zaia ed il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.




L’importante evento vitivinicolo, quest’anno, s’è trovato in mezzo al rilevante tema dei dazi, attuati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti anche dell’Europa affermando che sono semplicemente “dazi reciproci”.
Dazi ma non solo, dato che il giorno prima, 5 aprile, le piazze si sono affollate per gridare “NO al riarmo”, slogan portato avanti dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte (a Roma) e dagli esponenti di Democrazia Sovrana e Popolare, Marco Rizzo e Francesco Toscano (a Milano).
Il presidente Zaia ha risposto ad alcune domande di stretta attualità.
– Cosa ne pensa di questa Europa spaccata?
«Andare avanti in ordine sparso non paga la politica europea. La mia posizione è chiara: no totale al riarmo. L’unica cosa da riarmare è la diplomazia. Le guerre si chiudono con i trattati e gli armistizi. Quindi, la diplomazia deve scendere in campo, non possiamo pensare ad andare avanti muro contro muro, con duemila persone che perdono la vita tutte le settimane»
– Ed i dazi?
«I dazi pesano. Dobbiamo capire quanto. In ogni caso, sono preoccupato perché abbiamo comunque 7 miliardi e 300 milioni di esportazioni dal Veneto verso gli Stati Uniti, perciò cercheremo di capire quanto sarà l’impatto. Spero vivamente che l’Europa vada a trattare, definendo gli Stati Uniti non come Paese nemico ma una realtà con cui dialogare».
– La première Meloni ha affermato che i dazi non sono una catastrofe. Cosa ne pensa, invece, della politica spagnola di Sanchez, che sta andando totalmente contro il presidente degli Stati Uniti?
«È una politica diversa dalla nostra, vedremo poi quali saranno gli effetti. Per noi è meglio se andiamo avanti trattando. Litigare con chi ha più forze di noi ci si fa soltanto del male».
Un altro nome noto presente all’inaugurazione del Vinitaly, che dovrebbe sentirsi toccato dai dazi, è stato l’imprenditore nell’ambito della ristorazione e personaggio televisivo Joe Bastianich. In proposito ha dichiarato: «La questione del dazi è complessa. Sicuramente i prodotti italiani diventeranno più cari negli Stati Uniti del 20%. Non va benissimo ma posso assicurare che poteva andare tranquillamente molto peggio».
– È preoccupato per questa Europa?
«Preoccupato? Sono sicuro che, alla fine, una soluzione ragionevole si troverà».
Forse l’intuito imprenditoriale di Bastianich, questa volta, ci ha azzeccato. Donald Trump, infatti, ha stoppato i dazi per 90 giorni (Cina esclusa), portando le borse europee sulla scia di Wall Street a volare.
Servizio e foto di
Alessandro Beccalossi
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