E’ stato approvato dalla Giunta di oggi, su proposta dell’assessore alla Pianificazione urbanistica Gian Arnaldo Caleffi, il proseguo delle attività di stesura della “Rimodulazione del Piano degli Interventi”, con la deliberazione di alcune comunicazioni pubbliche rivolte ai proprietari di immobili che, nello specifico, riguardano: l’avviso pubblico per raccogliere segnalazioni di edifici esistenti da recuperare o riqualificare – con cambio di destinazione d’uso prima non eseguibile – in “Ambito del Parco del Fiume Adige Nord e Sud” e in “Ambito delle Colline Veronesi”; informativa per la raccolta di proposte di recupero, riqualificazione o trasformazione urbanistica all’interno degli “Ambiti di ristrutturazione urbana, ambiti I e II del masterplan della Zai storica nonché per i contesti dei centri storici e delle corti rurali di pregio”; avviso per proposte di intervento su edifici ricadenti all’interno del sistema insediato della città storica centrale, città storica diffusa, edifici di valore ambientale e corti rurali di pregio. I due avvisi e l’informativa saranno pubblicati ed accessibili al pubblico dalla mattinata di domani, venerdì 6 maggio, sul sito del Comune di Verona.
“Si tratta di un tassello della variante di rimodulazione al Piano degli Interventi in corso di stesura che comprenderà, oltre al recupero degli immobili esistenti (aree ed edifici) oggetto della delibera di oggi, anche l’adeguamento del Piano alle norme regionali intervenute dopo la sua approvazione nel 2012, come la legge sul commercio, la legge che semplifica le procedure per lo sportello unico delle attività produttive, la legge sul turismo” ha spiegato l’assessore Caleffi. “Nell’ambito del recupero o riqualificazione dell’esistente si ritiene infatti opportuno – ha sottolineato Caleffi – in un’ottica di limitazione del consumo di territorio, sostenere anche nell’area collinare cittadina un miglior utilizzo di ciò che già è stato costruito. Non tutti gli edifici rustici sono interessati, ma solo quelli presenti in prossimità delle aree già urbanizzate che potranno essere convertiti in abitazioni, ristoranti, strutture ricettive, con l’opportuna richiesta dei proprietari presentata al Comune entro 30 giorni. Una grande innovazione dal punto di vista del PI, perché vuol dire puntare sul massimo riuso del patrimonio esistente per impedire future costruzioni”. “Inoltre – ha aggiunto – nella variante verranno rimodulati gli accordi pubblico-privati, accogliendo alcune fra le aree oggetto di manifestazione di interesse ritenute ammissibili in quanto compatibili con il PAT della città di Verona ma non prioritarie, quindi non inserite nella Disciplina Operativa del primo Piano degli Interventi, ma che potranno esserlo ora, dopo la decadenza di molte schede norma che i proponenti hanno rinunciato ad attuare. Conseguentemente alla ripianificazione degli accordi – ha concluso Caleffi – si accompagna la revisione delle opere pubbliche programmatiche del PI, previa verifica dello stato di attuazione delle opere pubbliche in corso o che hanno visto attuazione con il primo PI”.

