Venezia, 26 giugno 2025
“La sentenza della Corte d’Assise di Vicenza, che riconosce il reato di disastro ambientale doloso e condanna i vertici della Miteni, è un atto di giustizia atteso da anni e rappresenta un riconoscimento importante per tutte le comunità coinvolte. Esprimiamo soddisfazione per l’esito del processo e un sincero ringraziamento alla Magistratura e agli inquirenti che hanno lavorato con determinazione, rigore e competenza per accertare i fatti e far valere i diritti dei cittadini”.
Lo afferma l’Assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, sottolineando che “sin dall’inizio questa vicenda ha visto un impegno corale e coordinato: da un lato l’attività giudiziaria, dall’altro l’intervento della Regione sul fronte della salute pubblica, con una risposta precoce, scientificamente fondata e tempestiva”.
“Nel 2013, in un contesto privo di riferimenti normativi specifici – ricorda Lanzarin – la Regione Veneto, attraverso ARPAV e la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale, segnalò la gravità della contaminazione da PFAS alle Procure delle province di Vicenza, Verona e Padova. In parallelo, fu inviata una richiesta formale al Ministero della Salute per ottenere limiti di riferimento utili alla tutela sanitaria della popolazione”.
Da quel momento, spiega l’Assessore, “il Veneto ha attivato una delle più articolate e rigorose risposte sanitarie mai viste in Italia in materia ambientale: piani di sorveglianza sanitaria, biomonitoraggi, studi epidemiologici su mortalità, tumori, patologie cronico-degenerative e salute materno-infantile, oltre a specifici approfondimenti sui lavoratori dell’ex stabilimento Miteni. Gli interventi si sono sviluppati lungo filoni distinti: biomonitoraggio umano (con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità), sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta e sui lavoratori, studio dell’associazione tra PFAS e biomarcatori, oltre alla ricostruzione storica della mortalità delle coorti residenti nell’area contaminata. L’insieme delle analisi è stato trasmesso all’ISS, che ha riconosciuto formalmente la risposta del Veneto come un esempio eccellente di sanità pubblica”, aggiunge l’Assessore”.
“La collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità continua – conclude Lanzarin – e, grazie al coordinamento di Azienda Zero e della Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale, sono stati attivati anche recentemente nuovi approfondimenti, fondamentali per monitorare le ricadute sanitarie anche alla luce dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche. Questa sentenza rafforza il nostro impegno: tutelare la salute dei cittadini rimane la nostra priorità assoluta”.

