Verona, 30 luglio 2025 – Il Liston 12, in piazza Bra, ha ospitato, nella sua frequentata sala convegni al primo piano (dalle finestre che invitano ad un giro di valzer visivo sullo slargo illustre davanti, foyer della celebrata Arena dei concerti dall’eco mondiale), una conferenza stampa con Riccardo Szumski (Bernal, Argentina, 29 aprile 1952, dalle origini polacche), già sindaco della Lega Nord di Santa Lucia di Piave (Treviso) per quattro mandati e vice sindaco per altri due, battagliero no vax (bollato dalle cronache-spicciole come sindaco-dottore-no vax),addirittura radiato dall’Ordine dei medici per le sue posizioni su profilassi e vaccini anti-Covid-19, in pensione dall’aprile 2022 avendo raggiunto i 70 anni d’età ed oggi candidato alla presidenza regionale per “Resistere Veneto” (https://www.resistereveneto.it/) con l’appoggio di altre liste.



L’hanno accolto, oltre a militanti della prima ora leghista e vecchi e nuovi estimatori, l’ex deputato della Lega ed ora leader di “Popolo Veneto”, Vito Comencini e l’ex ministro della Giustizia (durata mandato 11 luglio 2001 – 17 maggio 2006, a sua volta fuoriuscito dalla Lega), Roberto Castelli (Lecco, 12 luglio 1946), fondatore del “Partito Popolare del Nord – Autonomia e libertà”, per la salvaguardia delle prerogative locali e l’incentivo verso un’autonomia governativa territoriale, tra i cardini storici della Lega che fu, quella di Umberto Bossi.
Comencini: «Szumski? Un candidato competente e coraggioso!
«Riccardo è stato al centro di tante battaglie non solo nella pseudo pandemia – ha affermato Comencini, presentando gli ospiti – ma anche per l’identità del Veneto. Persona competente, di quella competenza che, purtroppo, non è assolutamente scontata in politica. Anzi, ho visto spesso e, come me, altri che sono stati in partiti come la Lega, più che la competenza, ciò che definirei la leccaculocrazia o qualcosa del genere. L’amico dell’amico o l’utile idiota di turno che deve essere usato dalla politica».
«E poi, in Riccardo, il coraggio, anche questo non scontato, soprattutto al giorno d’oggi, in quello che abbiamo vissuto ed in quello che viviamo anche oggi con le guerre, con un’Unione Europea che cerca sempre più d’affondare i popoli o se stessa, da un certo punto di vista, Il coraggio ad andare contro questo sistema è perfettamente rappresentato da Szumski, lo ha dimostrato concretamente e professionalmente in quello che ha fatto».
«Mi fa piacere che questi aspetti siano apprezzati anche da altri che, oltre alla mia associazione “Popolo Veneto”, hanno deciso di sostenere Riccardo. Mi riferisco in particolar modo a Roberto Castelli. Prima delle attuali discussioni che oggi fanno sulla magistratura c’era già qualcuno che, a suo tempo, aveva iniziato questo percorso di riforma. Quindi, grazie Roberto. Oggi nessuno più lo ricorda ma vogliamo farlo noi, sottolineando che sei stato tu il primo ad iniziare al dicastero della Giustizia questa battaglia sacrosanta delle separazioni delle carriere».
«Con noi stanno tante altre persone coraggiose: Loris Mazzorato, Giulio Quadri, Sara Cunial (che oggi non ha potuto essere presente), Lucio Chiavegato. Ringrazio gli amici di “Forza del Popolo” che vengono dal Veneto orientale. È l’inizio. Lo volevamo oggi a Verona e, perciò, in quella che è considerata l’estrema provincia del Veneto, purtroppo spesso dimenticata o trascurata (volutamente o meno) per tanti aspetti. Dove i problemi sanitari, ad esempio, si sentono sempre più fortemente, Non mi riferisco solo alle questioni del pubblico, ma anche dello stesso privato».
«Ringrazio ancora Roberto Castelli. Come figura che ha dimostrato capacità, esperienza e quello che è stato da leghista perché leghisti si rimane, non è questione d’essere d’una finta Lega come la cosiddetta Lega per Salvini Premier.E per ilfatto di portare avanti una battaglia d’identità, di libertà dei popoli, di federalismo, d’autonomia (altra questione su cui i veneti sono stati e continuano ad essere presi in giro). Castelli è il “padre” del “Partito Popolare del Nord”, una realtà che vuole riprendere in mano le battaglie storiche identitarie della Lega Nord che, come sappiamo, di fatto non esiste più».
Castelli: «Non so se si può dire ma… sono rimasto secessionista!»
«Devo dire che tale operazione politica ha un senso che va aldilà della questione regionale. – s’è dichiarato convinto Castelli – Perché questo è un momento in cui il centralismo sta avanzando, sta vincendo non soltanto con “Roma ladrona” (come la chiamavamo noi e tale è rimasta). Ora ci sono dei centralismi ancora più potenti e più ladroni. Pensiamo a Bruxelles, dove la von der Leyen decide, nel chiuso d’una stanza, per circa 450 milioni di europei, senza passare neanche per il parlamento. Anche se è un parlamento che ha pochissimi poteri, quasi soltanto consultivi, lo dice uno che è stato là otto anni. Senza parlare, poi, d’un centralismo ancora più potente che è fatto dalle grandi multinazionali e dai grandi poteri finanziari. Beh, noi non ci stiamo. Noi siamo orgogliosamente, almeno per quanto mi riguarda, populisti e sovranisti. Perché i populisti sono dalla parte del popolo e sovranisti perché, prima di tutto, pensiamo alle nostre città, ai nostri paesi, alla nostra gente. Qui dobbiamo essere sovrani sul nostro territorio. Poi, non so se si può dire, perché qui c’è la televisione, io sono rimasto secessionista. Ma questa è un’altra partita, perché la politica è l’arte del possibile ed oggi, storicamente e sicuramente, questo fine non può essere perseguito. Quindi noi, per fare un’azione politica diciamo efficace, dobbiamo combattere sul piano del federalismo e dell’autonomia».
«Perché abbiamo scelto questa lista che ci sembra l’unica che veramente porti avanti ancora queste istanze di federalismo e d’autonomia e, soprattutto, di libertà del popolo veneto? L’azione che facciamo qui potrebbe essere esattamente la stessa che si possa fare in Lombardia, in Emilia, in Liguria come abbiamo fatto. Ma guardiamo il panorama. La Lega, ahimè (e lo dico col cuore sanguinante, io sono stato uno dei cento pretoriani di Bossi quando tutta la Lega era composta da cento persone e vedere com’è finita adesso mi piange il cuore). Non c’è un momento a Roma in cui non ci sia un provvedimento a favore di Roma od a favore del Sud, di cui il primo firmatario non sia un cosiddetto di Lega Salvini Premier. Pensate al fatto che sono tutti contro l’autonomia che noi vogliamo e per la quale ci siamo battuti tutti. Ebbene, in qualche modo a Roma un disegno di legge trasformerà la città di Roma in regione autonoma. Perciò, quello che qua va male, per loro invece va bene, con l’entusiasmo dietro dei leghisti».
«Vi potrei fare cento di questi esempi che ogni giorno erodono la nostra capacità d’autogoverno. La Lega è diventata quella roba lì. Fratelli d’Italia viene dal fascismo ed il fascismo era Roma centrale. Ergo, loro legittimamente seguono quella linea. Io non capisco come facciano tanti nostri elettori che volevano l’autonomia a votare adesso quel partito lì. Ma io vi invito a guardare Forza Italia. A Roma è un partito di centrodestra e sostiene un governo di centrodestra che dovrebbe fare leggi di centrodestra. Ebbene, in questo momento in cui vi parlo, statistiche alla mano, il 60% delle leggi a cui noi siamo costretti ad obbedire viene da Bruxelles. A Bruxelles chi comanda? La sinistra. C’è una coalizione di sinistra di cui la von der Leyen è il capo. E chi ci sta nella coalizione di sinistra? Forza Italia, Tosi. Perciò, vengono qua ad imbrogliarci, portano via i voti da destra per portarli a Bruxelles alla sinistra. Ma, ragazzi, svegliamoci! Nessuno ha mai pensato a questa circostanza? È un inganno clamoroso!»
«Ed allora cosa dobbiamo fare noi nel nostro piccolo? Io non ho televisioni, non ho grana perché non ho mai rubato, perciò sono rimasto più o meno quello che ero prima d’entrare in parlamento. Usiamo le suole delle nostre scarpe per andare in giro in tutto il territorio per cercare di tenere viva la fiammella del federalismo, dell’autonomia, delle libertà. E vedo che abbiamo trovato soltanto questa lista, soltanto questo candidato E convintamente lo sosteniamo».
Riccardo Szumski: «La difesa dei diritti naturali indipendentemente dalle leggi!»
«Perché l’idea di creare una lista alternativa? – ha esordito Szumski- Dalle ceneri della vicenda che m’ha coinvolto e travolto, perché io sono stato radiato dall’Ordine dei medici per non aver seguito, in tempo di Covid-19, le indicazion che venivano da Roma. Le raccomandazioni che mi sono state fatte erano “Devi stare zitto”, “Puoi fare quello che vuoi ma devi stare zitto”, “Se stai zitto non ti succede niente”. Ma zitti non si può stare di fronte all’ingiustizia. L’idea che è venuta assieme ad un gruppo che la pensava come me in provincia di Treviso è di proporre, alle forze che in qualche modo in questi anni si sono distinte opponendosi, avendo un concetto diverso, per essere alternativa, per mettersi insieme. Ciò che è sempre mancato nelle precedenti competizioni. Ognuno vestendo la propria maglietta senza rinunciare alla propria identità. Io non toglierei mai l’identità a qualcuno. Unirsi per organizzare uno schieramento che possa essere un’alternativa per i veneti».
«Alternativa perché? L’analisi principale che si fa è che il 50% non va a votare. Questo 50% può essere disinteressato, stufo, tutto quello che volete ma diamogli un’opportunità diversa dei solitche ormai fanno il gioco delle parti. Quando sono all’opposizione tuonano, quando sono al governo i provvedimenti non sono così dissimili e s’affidano, comunque, a quei poteri che sono quelli dell’Europa (in cui la democrazia non esiste) e dei potentati economico finanziari. Coloro che sono qui hanno accettato ed io li ringrazio perché hanno fatto un grandissimo passo: “OK, ci stiamo!”».
«Ormai siamo alla chiusura delle candidature ed il progetto sta prendendo corpo. Quelli che sono qui hanno la loro identità, non hanno posto condizioni. Abbiamo stabilito delle regole comuni, basilari e sono qui perché abbiamo questo obiettivo, questa proposta. E tutti suoneremo la stessa campana. Non abbiamo assolutamente velleità particolari perché dobbiamo dare ai cittadini una risposta sul piano dei programmi. Per questo ci distinguiamo dai competitori di sinistra che si stanno candidando, dal centrodestra con candidato pescato dopo la lamentele dell’uscente che (gnè gnè) voleva fare il quindicesimo mandato consecutivo dopo aver prodotto niente per il territorio. Perché ha prodotto niente per il territorio? La tutela della libertà. Credo che la limitazione della libertà e la violazione della Costituzione che abbiamo visto in questi cinque anni siano difficili da trovare. La difesa dei diritti naturali indipendentemente dalle leggi. La persona umana ha diritti che sono inviolabili. Dunque, che non vengano a raccontare, attraverso la ricusazione per il bene degli altri per il bene di qualcuno, che ci possano portare a ciò».
«Un altro elemento fondamentale è l’essere veneti, è la difesa dell’identità e della cultura veneta. Che non si tratta di guardare al passato in maniera nostalgica, ma perché, in un mondo che va verso la globalizzazione, dove si vuol fare un minestrone e annulla la specificità, noi riteniamo che sapere, conoscere e difendere le nostre caratteristiche dalla storia millenaria siano mattoni importanti, un architrave per costruire il futuro. La regione Sicilia ha investito 500 milioni di euro per diffondere la cultura e la lingua sicula nel proprio territorio. Qua i bla bla, che parlano sempre d’identità, zero euro d’investimento per favorire quella veneta. Uno dei nostri obiettivi nel sistema scolastico sarà sostenere delle iniziative che portino a difendere le nostre peculiarità».
«Il valore principale che abbiamo capito deriva dalla mia esperienza personale di medico, da quella dei miei pazienti e di tutti coloro da cui, in centinaia di incontri in Veneto, ci sentiamo dire dalla gente che la sanità sta andando a catafascio, la sanità sta andando verso il privato. Ed è una privatizzazione che non viene dichiarata da coloro che ci governano ma viene eseguita nei fatti. Perché voi capite che se io devo avere una visita che mi viene programmata tra sei mesi valuto una soluzione privatistica. Adesso ci viene detto che le liste d’attesa, con un grande sforzo, si sono ridotte. Ma è chiaro che se voi avete cento persone in lista d’attesa e cinquanta se ne vanno nel privato il numero è ridotto di metà. Queste sono le balle che ci vengono raccontate perché è marketing».
«Da questo punto di vista la regione ha l’autonomia della sanità. L’80% del bilancio riguarda la sanità. A quello, tu amministratore, devi attendere. Non inventarti altre cose, fughe in avanti, avventure pazzesche, olimpiadi invernali, Pedemontana. Non ce l’ho con le grandi opere (ho fatto il sindaco e di realizzazioni ne ho fatte), però se per una di queste devo spendere dei soldi, faccio un progetto e so che ci potrà essere un aumento del costo nel tempo di tre miliardi, al massimo quattro, ma non dodici. Non può esserci un debito di trecento e passa milioni all’anno fino al 2070. E’ chiaro che, poi, non ci sono le risorse per la sanità».
«Adesso, dalle nostre parti, stanno facendo il Project Financing per la Via del mare, per andare alle spiagge venete, il litorale veneziano. Spendere l’ira di Dio facendo debito, debito che qualcuno pagherà prima o poi, lo pagheremo noi, lo pagheranno i nostri figli, i nostri nipoti. E che impedirà di fare quelle cose a cui la regione deve puntare, Io parlo con colleghi che scappano dal pubblico perché è diventato insostenibile, la remunerazione non è più quella, i ritmi sono aumentati. Ma non parlo solo di colleghi di tutto il sistema sanitario. L’Associazione ContiamoCi!, di cui faccio parte, ha presentato un esposto alla Corte dei conti perché un sistema informatico da 120 milioni di euro per la sanità nel Veneto non funziona. Soldi buttati via. Non funziona proprio, materialmente. E chi ha fatto questo? Ha favorito qualcuno?».
«Queste sono le realtà che dobbiamo riferire ai cittadini, altroché “siamo i più bravi”. Quando il Consorzio di Tor Vergata afferma che la sanità veneta è la migliore, commette uno sbaglio fondamentale. Perché un’analisi economica della gestione della sanità dovrebbe riguardare anche come funziona per i cittadini che pagano le tasse per averla. E che non devono pagare un’altra volta per andare dal privato. Su questo ci batteremo fino alla morte. Qualcuno mi dice “Tanto quando arriverai là sarai come gli altri…”. Io, da sindaco, ho fatto cause alo Stato e le ho vinte. Ho denunciato il presidente del Consiglio e dopo sei mesi hanno cambiato la legge del patto di stabilità, ho mandato a… quel paese il prefetto che mi voleva imporre come mi dovevo vestire, avevo la fascia veneta. Gli ho detto: “Io a casa mia, dove sono stato eletto, comando io, lei è ospite, se vuole può anche andar via”».
«Potrei parlare del programma all’infinito: l’ambiente, l’inquinamento, l’elettromagnetismo. Uno può dire che l’elettromagnetismo non fa male. Un cardiologo ha postato un lavoro internazionale dove chi ha avuto la miocardite e fa, purtroppo, un lavoro con esposizione all’elettromagnetismo deve essere demansionato, non deve stare al posto assegnatogli, perché l’elettromagnetismo può scatenargli una fibrillazione ventricolare, cioè una crisi aritmica fatale. A proposito, invece, della questione che riguarda i cittadini che hanno avuto danni da vaccini, la regione Veneto, due anni fa, non mi ha risposto ad una pec in cui invitavo ad aprire in ogni provincia un ambulatorio per seguire questi poveracci che spendono soldi loro facendo viaggi della speranza per problemi post immunizzazione».
«Vogliamo incentivare il turismo ma non per portare centomila persone a Venezia o non so quante qui a Verona, che sono le città più gettonate, ma per diffonderlo nel Veneto. Paesi e località della regione hanno paesaggi, tesori d’arte e culturali incredibili, non li conosce nessuno. Dobbiamo espandere, dobbiamo organizzare un sistema d’intercetto che porti il turismo a visitare anche questi luoghi. Ci vuole poco. A proposito di statuto speciale e regione autonoma, noi riteniamo anche che Venezia, prima che vada a ramengo tutto, debba avere la dignità di statuto speciale. È una città universalmente riconosciuta come unica e noi, in Italia, non riusciamo a darle la meritata difesa di questa unicità».
«Posso solo aggiungere che non ho paura di niente. M’hanno radiato, sto facendo il ricorso. M’hanno accusato di reati di epidemia, avevo preso un decreto penale di condanna, due mesi e 5mila euro di multa che non sapevo avessero fatto perché, in Italia, la giustizia funziona così. Ti processano e tu non sai niente. Ti arriva a casa una letterina verde e tu pensi all’autovelox e, invece, è un decreto penale a cui ho fatto ricorso. Avevo violato un regio decreto, pensate voi. Al processo il giudice, dopo 25 minuti, ha sentenziato che, vista la documentazione, il fatto non sussiste: assoluzione con formula piena».
«Bisogna resistere. Ci vuole melona (testa), cor (cuore) e… gli attributi, tre fattori che tutti noi, nei nostri percorsi, pensiamo d’avere in abbondanza. Siamo qui per dare un’opportunità ai veneti. Noi non abbiamo risorse. Ma abbiamo bisogno soprattutto di raccogliere firme per poter concorrere. Sarà la prima battaglia. Io credo che ce la faremo perché c’è una fibrillazione diversa tra la gente, s’è rotta le scatole più del solito e vuole cambiare. Ci arrivano quotidianamente messaggi da gente che non conosco ma che mi dicono: “Sì, su di te stavolta torno a votare!”. Correremo in tutto il Veneto, siamo sognatori che credono fino in fondo e, quindi, vinceremo…
«Lo ribadisco. I cittadini delusi e che disertano le cabine elettorali da anni torneranno a votare per chi è stato coerente. Zaia? Un bravissimo venditore di se stesso, con il territorio di San Vito e Cortina che, però, presenta il conto per questioni irrisolte da almeno 15 anni».
«Ormai da anni la Lega Nord non c’è più perché si chiama Lega Salvini Premier. Da partito federalista è diventata un partito centralista, come tanti. Io l’ho abbandonata per questi motivi. Il nostro scopo, ora, è costruire una nuova realtà autenticamente federalista ed autonomista».
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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