Le celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione, a Verona hanno preso il via questa mattina a Porta Vescovo, con la deposizione di una corona d’alloro alla targa in ricordo dei ferrovieri impegnati nella lotta per la restituzione della democrazia e di quelli caduti durante la resistenza per la Liberazione.
Il corteo, aperto dal sindaco Damiano Tommasi con il Gonfalone della città, è partito alle 11 dalla portineria delle Officine Manutenzione Locomotive di Verona Porta Vescovo con solenne celebrazione davanti al monumento nel viale della Stazione.
“E’ sempre significativo iniziare le celebrazioni del 25 aprile in questo luogo – sottolinea il sindaco Damiano Tommasi –, perché rappresenta realmente cosa è stato quel periodo storico per la nostra città e il nostro Paese. Qui risalta soprattutto il ruolo di chi nel silenzio ha svolto il suo dovere facendo parte di un grande cambiamento e di un’iniziativa che poi ci ha restituito un’ Italia democratica e libera.
L’esempio dei ferrovieri caduti durante la resistenza per la Liberazione ci ricorda oggi l’importanza di continuare a ribadire che si può fare il proprio lavoro in tanti modi, ma che attraverso il proprio lavoro si esplicita il proprio essere cittadini e nel contempo parte della vita democratica del Paese. La Resistenza è un esempio di quanto, quando vi è una ragione unanime al cambiamento, essa vada al di là delle diverse posizioni politiche e divenga un progetto trasversale socialmente forte. Una testimonianza, lotta civile che ha consegnato alle generazioni che sono venute dopo un Paese capace di dialogare, in grado di far esprimere tutti e tutte, liberi di essere e dire le proprie ragioni, il proprio pensiero, la propria individualità.
Quando ci si riferisce a questi momenti come appuntamenti della memoria per non dimenticare, si ha la volontà di evidenziare quanto sia importante mantenere vivo il passato, per ricordare al presente quali sono state le regole che hanno costruito il rispetto e la libertà di cui ognuno e ognuna di noi può godere oggi. Libertà frutto di tutti quelli che hanno partecipato alla Resistenza, di quelli che hanno partecipato alla fase Costituente e di quelli che, ancora oggi, ribadiscono che la Costituzione e soprattutto quel modo di stare e voler essere sono un orgoglio per tutti e tutte”.
Andrea Castagna, Presidente dell’Anpi Verona: “Oggi, davanti alla sede delle Officine Ferroviarie di Porta Vescovo, onoriamo i caduti della Resistenza e, in particolare, dei ferrovieri, il giovanissimo Nereo Toffaletti che perse la vita qui vicino, falciato da una mitragliatrice tedesca. La nostra presenza, come ogni anno, vuole essere appunto un impegno a certificare il contributo dei ferrovieri alla Resistenza, un sacrificio umano e di sangue. Il lavoro ha avuto nella storia della Resistenza un ruolo fondamentale. E i morti e i caduti vanno onorati tutti. Quindi, oggi, celebriamo tutte le donne e gli uomini, i lavoratori e le lavoratrici, in questo caso ferrovieri, che con coraggio hanno contribuito alla Resistenza, in maniera non armata, sabotando il transito dei treni e la possibilità di trasportare gli ebrei nei campi. Perché decidere di stare dalla parte della democrazia, della libertà, dalla parte di chi voleva finire la guerra e cacciare un esercito invasore, finendo così una tirannia di vent’anni, non era facile, ma eroico”.
MONUMENTO OFFICINE MANUTENZIONE LOCOMOTIVE
Stando alla ricostruzione storica numerosi ferrovieri furono scortati da truppe tedesche e fasciste in direzione della stazione centrale di Verona (Porta Nuova) per essere inviati in Germania come manodopera.
Nella giornata commemorativa si ricorda il ferroviere Nereo Toffaletti che in piazza Cittadella il 22 giugno 1944 venne trascinato con altri eroi della resistenza verso i campi di lavoro forzato. Il giovane, nel tentativo di abbracciare la madre, venne ucciso dai nazifascisti, prima con una pallottola sparatagli da un componente della Gnr e, caduto a terra, finito a colpi di pistola da un militare tedesco disceso da un camion. La lapide sul luogo dell’assassinio ricorda il supremo sacrificio”.

