Povegliano rafforza il suo scudo sociale a tutela delle nuove generazioni. A meno di un anno dalla firma del primo storico accordo con le realtà associative locali, la sindaca Roberta Tedeschi e la dirigente scolastica dr.ssa Emanuela Bruno hanno sottoscritto un nuovo Patto educativo di Comunità. A ratificare l’intesa anche il dr. Paolo Giavoni, responsabile del Servizio educativo territoriale dell’Ulss 9 Scaligera, la presidente di Telefono Rosa avv.ta Emilia Greco, oltre alle cooperative I Piosi e Cercate. Il primo Patto, siglato a settembre 2025 insieme a 23 realtà associative con il supporto dei Centri Giovanili Don Mazzi, ha posto le basi di un’alleanza educativa estesa all’intera comunità. Questo secondo accordo compie un passo ulteriore, concentrandosi sulle istituzioni che operano quotidianamente nelle scuole e nei servizi educativi. L’obiettivo è costruire una rete operativa e concreta capace di prevenire la dispersione scolastica e contrastare la povertà educativa. In Italia, infatti, l’abbandono scolastico resta una ferita aperta, con una media nazionale che sfiora il 10,5%. « L’abbandono scolastico – precisa l’assessora alla scuola Ambra Pezzon – è un fallimento formativo, ma anche un costo sociale ed economico che grava sull’intera comunità. Il Patto offrirà strumenti concreti per intercettare le fragilità prima che diventino abbandono, garantendo a ogni studente pari opportunità di crescita e apprendimento». Il Patto, della durata di tre anni, mette in rete Comune, Istituto “A. Cesari”, Ulss 9 Scaligera, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, Hellas Verona, Telefono Rosa e diverse cooperative del terzo settore già attive sul territorio (I Piosi, Cercate, Charta, Hermandad). Tra le azioni previste: laboratori sulle emozioni e sulle competenze trasversali; incontri intergenerazionali con gli ospiti del centro diurno “La Quercia di Abramo”; percorsi di educazione al consenso con il progetto “PA.RI.” in collaborazione con Telefono Rosa. La vera rivoluzione del testo siglato è l’introduzione della riparazione educativa: la sospensione scolastica non sarà più un tempo vuoto o punitivo, ma verrà sostituita da attività socialmente utili presso gli enti del territorio, restituendo valore al percorso dello studente e beneficio all’intera collettività. «La vera sfida educativa non è punire, ma ricostruire» – commenta la sindaca Roberta Tedeschi – «Con questo Patto scegliamo di trasformare l’errore in occasione di crescita. La riparazione educativa è un cambio di paradigma assoluto: significa accompagnare i ragazzi a comprendere le conseguenze delle proprie azioni e a restituire valore alla comunità di cui fanno parte. È così che una comunità si prende cura dei suoi giovani: non escludendoli, ma aiutandoli a rialzarsi e a ritrovare il proprio posto nel mondo».
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