La scrittrice veronese premiata a Bardolino per il suo libro Sotto il cielo del Lago di Garda, una raccolta di racconti ispirati a storie vere della Seconda guerra mondiale
Un importante riconoscimento per la letteratura e per la valorizzazione del territorio gardesano. La scrittrice veronese Alessia De Togni ha vinto il Premio Letterario Riviera Vivien Leigh Laurence Olivier 2026 con il libro Sotto il cielo del Lago di Garda, una raccolta di dieci racconti pubblicata nel maggio 2026.
L’opera raccoglie storie realmente accadute tra il 1943 e il 1945, negli anni più drammatici della Seconda guerra mondiale. Il filo conduttore dei racconti è il Lago di Garda, teatro di importanti vicende storiche che hanno segnato il territorio durante il conflitto. Attraverso una narrazione coinvolgente e accuratamente documentata, l’autrice porta alla luce episodi spesso poco conosciuti, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico e culturale della terra in cui è nata e cresciuta.
La passione di Alessia De Togni per la storia è alla base del progetto editoriale. La realizzazione del volume ha richiesto circa un anno di ricerche, tra consultazioni di archivi storici e raccolta di testimonianze dirette e indirette, successivamente trasformate in racconti che intrecciano rigore storico ed emozione narrativa.
Particolarmente significativa è stata la cerimonia di premiazione, svoltasi proprio a Bardolino, paese d’origine della scrittrice. Ricevere il premio nella sua comunità ha reso il riconoscimento ancora più speciale.
«Questo importante riconoscimento per il mio libro Sotto il cielo del Lago di Garda mi onora, e per me si esprime con la doppia gioia di essere premiata proprio a Bardolino, il mio paese. Credo non possa esserci gioia più grande», ha dichiarato emozionata l’autrice durante la premiazione.
Per Alessia De Togni si tratta di un nuovo traguardo dopo il successo del suo romanzo d’esordio, L’Intreccio di due vite tra giallo e blu, vincitore del Premio Letterario Città di Verona nel 2024. Con questo secondo libro, la scrittrice conferma la propria sensibilità narrativa e l’impegno nel raccontare la storia locale, trasformando la memoria del territorio gardesano in un patrimonio condiviso per le nuove generazioni.

