Non nasconde una certa emozione per questa nuova esperienza professionale appena iniziata e nemmeno per il contesto straordinario che l’ha accolto al suo arrivo negli spazi del Museo di Castelvecchio, che definisce: “lunghi pieni di meraviglia, capaci di incantare”. E’ stato un incontro di benvenuto quello di questa mattina attraverso una chiacchierata con giornaliste e giornalisti dei media della città. Location il giardino del Museo di Castelvecchio. A introdurre Lorenzo Balbi, il nuovo direttore dei Musei civici di Verona, è stata l’assessora alla Cultura Marta Ugolini.
“Il sindaco Damiano Tommasi ha voluto alla guida dei Musei Civici di Verona un professionista come Lorenzo Balbi perché avevamo bisogno di una visione ampia, sia nella valorizzazione degli ambiti espositivi esistenti sia nel lancio di luoghi nuovi e di quelli recentemente riaperti, per renderli spazi generativi di nuovi percorsi culturali. – ha precisato l’assessora alla cultura Marta Ugolini – L’idea è che il museo non sia un luogo che si visita una volta per tutte, nè un contesto dedicato alle elite culturali. Il museo, in special modo quello pubblico, deve essere uno spazio da vivere, dove le varie forme di arte si incontrano e dove i fruitori possano essere parte attiva dell’esperienza”.
“Non sono arrivato a Verona con un pacchetto preconfezionato – ha subito esordito provocatoriamente Lorenzo Balbi –. Ad essere sincero non credo sia possibile portare qualcosa di predeterminato da fuori, credo invece che i musei siano degli organismi viventi radicati nei territori. Non dobbiamo pensare ai Musei come dei monumenti che vanno aperti ai turisti, ma come luoghi di produzione di contenuti, rimanendo garanti della tutela del patrimonio”. Il nuovo direttore ha poi ricordato che in questa prima fase il suo compito riguarderà lo studio e la conoscenza di una struttura complessa quale sono i Musei Civici di Verona, composta oggi di circa 60 persone che lavorano internamente, ed altre, oltre 100, che si relazionano ad essi in diverse forme di collaborazione esterne e interna. “E’ un sistema davvero complesso, con musei che spaziano dalla preistoria alla contemporaneità, con approcci molto diversi, con professionisti anche molto diversi. L’entusiasmo c’è – ha sottolineato Balbi – Il primo impatto è stato veramente di grande eccitazione e mi sono sentito accolto benissimo dalla città e dalla struttura. Arrivo da un ambito prettamente di Arte Contemporanea e quello che mi ha emozionato di più è la possibilità ora di spaziare attraverso tanta ricchezza, poliedricità e ampiezza di visione che c’è nelle sedi dei Musei Civici di Verona. E’ incredibile e impareggiabile”. Il direttore è poi tornato a ribadire che “Non c’è una ricetta per il cambiamento. Sono assolutamente contrario a chi pensa ci sia una soluzione valida per tutto. Non è così. Il lavoro strategico di avvicinamento di pubblici più giovani, pubblici diversi, passa attraverso una strategia che parte dal patrimonio e dalle istituzioni. Quindi non c’è una progettualità specifica, ma c’è un analisi che è partita già in questi giorni e che non riguarda solo me”, ma ciò su cui si è certi è che la sua guida lavorerà nella direzione delle produzioni e non dei pacchetti precotti.
Sul piano gestionale, dal suo insediamento avvenuto alcuni giorni fa all’inizio del mese, il direttore è chiamato a guidare un sistema museale articolato in più sedi, coordinandone le attività in modo integrato e garantendo un’offerta culturale qualificata, capace di attrarre sia i residenti sia i flussi turistici, con attenzione a distribuirli in modo equilibrato tra i diversi istituti.
Alla guida delle risorse umane e finanziarie si affianca la responsabilità di sviluppare partnership con istituzioni culturali di rilevanza internazionale, favorendo scambi, mostre congiunte e progetti scientifici di alto profilo.
Un’altra dimensione centrale del ruolo è quella del fundraising e delle relazioni esterne: il direttore dovrà costruire e mantenere rapporti strategici con fondazioni, imprese, enti pubblici e con la comunità locale, promuovendo forme innovative di finanziamento e partenariato.
Infine, a Balbi spetterà il compito di guidare il processo di riforma della governance museale, orientato a conferire ai musei civici maggiore autonomia gestionale e decisionale, con un coinvolgimento più strutturato dei soggetti privati, mentre il Comune tende ad assumere un ruolo di programmazione e committenza.

