Sviluppare un modello stabile, partecipativo e sostenibile di welfare territoriale e generativo, capace di mettere in relazione imprese, lavoratori, istituzioni, università, enti di formazione, organizzazioni sindacali e Terzo settore. Nasce con questa finalità il Patto per il Welfare Manifatturiero Veronese: protocollo di rete, nell’ambito del progetto “W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere”, che è stato siglato oggi, 4 settembre, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Barbieri del Comune di Verona.
L’assessore al Lavoro del Comune di Verona, Michele Bertucco, ha introdotto i partecipanti e la presentazione del progetto, sostenuto in partenariato e seguito operativamente dal Servizio Politiche del Lavoro. Sono seguiti i saluti del dottor Beniamino Caputo in rappresentanza della Direzione Lavoro della Regione del Veneto, che ha finanziato il progetto.
Alla sottoscrizione del Patto erano presenti i rappresentanti legali dei soggetti firmatari, il presidente Claudio Cioetto e il direttore Lorenzo Bossi di Confimi Apindustria Verona, la presidente di Confimi Industria Veneto Maria Paola Carlesi, il sindaco di Grezzana Arturo Alberti, l’assessore Simone Mazzafelli in rappresentanza del sindaco di Valeggio sul Mincio, i referenti dell’Università degli Studi di Verona, insieme ai rappresentanti delle imprese, degli enti locali e delle organizzazioni coinvolti nel percorso.
“La firma del Patto rappresenta – spiega l’assessore Bertucco – sia il punto di arrivo della prima fase del progetto — dedicata alla costruzione della rete territoriale — sia, soprattutto, l’avvio di una collaborazione destinata a durare nel tempo.
Al centro del Protocollo c’è la volontà di superare l’idea di un welfare aziendale fatto di singoli benefit o iniziative occasionali. L’obiettivo è trasformarlo invece in una leva strategica capace di migliorare il benessere delle persone, l’attrattività delle imprese, la qualità del lavoro, l’innovazione organizzativa e la competitività del territorio scaligero.
Il Patto punta infatti a rispondere ad alcune delle principali sfide del sistema produttivo attuale: la difficoltà di reperire e trattenere personale qualificato; l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei carichi di cura; la conciliazione tra vita professionale e privata; la crescente attenzione al benessere psicologico e organizzativo”.
Tra gli obiettivi della Rete figurano inoltre la diffusione della cultura del welfare, la realizzazione di piani aziendali e interaziendali, lo sviluppo di servizi condivisi e convenzioni locali, il sostegno a genitori e caregiver, la promozione della salute psicofisica, l’inclusione socio-professionale e la valorizzazione dei servizi di prossimità del territorio veronese.
“Con la firma del Patto – dichiara Claudio Cioetto, presidente di Confimi Apindustria Verona – diamo forma a una rete che vuole rendere il welfare concretamente accessibile anche alle piccole e medie imprese. Nessuna azienda, soprattutto se di dimensioni contenute, può affrontare da sola tutte le trasformazioni sociali e organizzative in corso. La collaborazione territoriale diventa quindi una scelta strategica, non un elemento accessorio”.
Il Protocollo, aggiunge Lorenzo Bossi, direttore di Confimi Apindustria Verona, “non è un documento puramente programmatico, ma un impegno operativo. L’obiettivo è costruire, anche grazie al supporto della Regione del Veneto, servizi, competenze e strumenti condivisi, capaci di produrre risultati misurabili e di continuare oltre la durata del progetto”.
Il piano di sviluppo 2026-2028 della Rete ha durata triennale e mira ad ampliare progressivamente la compagine delle imprese e delle realtà aderenti oltre a mettere a disposizione del territorio strumenti concreti. Tra le azioni principali figurano la creazione di un catalogo digitale dei servizi territoriali, l’attivazione di convenzioni dedicate alle PMI, l’avvio di nuove progettualità e l’introduzione di sistemi permanenti di monitoraggio e valutazione. Per il raggiungimento di questi obiettivi, si auspica un rinnovato sostegno da parte delle strutture regionali.
Hanno partecipato alla creazione e sottoscrizione del Protocollo: otto aziende della provincia di Verona – Aircomp, Asso, Calzaturificio Jumbo, Dellas, Ebs, Emsibeth, Rittal Rcs Cooling Solutions, Savim Europe –, i Comuni di Verona, Valeggio sul Mincio e Grezzana anche in quanto capofila dei patti territoriali; l’Università degli Studi di Verona, Lavoro & Società Impresa Sociale, T2i-Trasferimento Tecnologico e Innovazione, 541 Consulting, Centro Servizi Cisl, Enaip Veneto Impresa Sociale, Fondazione Enac Veneto C.F.P. Canossiano, Energie Sociali Cooperativa Sociale, Sol.Co Verona, Confimi Veneto, Confimi Apindustria Verona e Apiservizi, in quanto ente capofila.
Il Patto è stato ideato nell’ambito del progetto “W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere”, realizzato a seguito del bando promosso dalla Regione del Veneto nel Programma Regionale Veneto FSE+ 2021-2027 e della DGR n. 1102 del 15 settembre 2025, “WELL-FARE – Il welfare che connette. Reti territoriali per il welfare aziendale”.

