Quando si parla di sicurezza, l’unica cosa che chiunque comprende, vuoi per esperienza diretta o indotta, è che si tratta di una chimera in Italia e a Verona.
Non bastassero le quotidiane narrazioni delle “imprese” di piccoli e grandi malfattori liberi di girare pressochè impuniti per le nostre strade, oggi dobbiamo apprendere che anche i pochi, ormai, che finiscono in galera trovano modo di creare danni, scompiglio e aggressioni a danno degli agenti di polizia penitenziaria.
Ben vengano questi episodi se servono a far emergere una realtà troppo spesso dimenticata di organici insufficienti, operatori costretti a turni massacranti e in condizioni lavorative al limite della sostenibilità e di precaria sicurezza, che mette in pericolo anche la loro incolumità. Le conseguenze di tutto ciò sono ripercussioni pesantissime sugli agenti e le loro famiglie sotto il profilo di una qualità di vita sempre meno sopportabile.
Nell’esprimere la nostra massima solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria tutti e agli aggrediti in particolare, vogliamo garantire il nostro impegno presso le autorità competenti affinchè vengano effettuate delle ispezioni presso il carcere di Verona che accertino lo stato reale delle cose, siano attivati degli interventi finalizzati al potenziamento dell’organico e venga garantito agli agenti di poter operare nelle condizioni di massima sicurezza.

