Non si aspettavano particolari novità nell’ultima riunione della BCE presieduta da Mario Draghi del 24 ottobre, e, dopo i fuochi di artificio nel meeting di settembre (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/banche-centrali-tutte-le-carte-sul-tavolo/ ), così è stato.
Dopo i doverosi ringraziamenti a staff, collaboratori e media, il governatore ha evitato riferimenti al suo futuro (…bisognerà chiedere …alla moglie…) e ha rilanciato, ancora una volta, la richiesta di una politica fiscale comune per l’eurozona. A Christine Lagarde toccherà portare avanti la pesante eredità (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/e-tempo-di-pensione-per-il-tedesco-mario-draghi/ ).
Dall’altra parte dell’oceano, invece, Jerome Powell ha tagliato per la terza, e, probabilmente ultima, volta i tassi di interesse per il 2019 (oggi a 1,50-1,75%). La decisione era scontata. Tutta l’attenzione era, invece, sulle parole dell’americano. In molti si aspettavano l’annuncio di ulteriori tagli nelle riunioni di dicembre e gennaio. L’attesa è andata delusa. L’economia è cresciuta ancora a un ritmo soddisfacente (+1,9% il terzo trimestre 2019), e le correzioni già effettuate alle politiche monetarie erano necessarie per garantire uno sviluppo continuo e moderato della produzione di beni e servizi. Le prossime decisioni saranno prese analizzando i nuovi dati che la FED avrà a disposizione. In sostanza, Powell e il FOMC si “prendono una pausa”.
In attesa dei nuovi tweet polemici di Trump, i mercati hanno reagito positivamente alle decisioni USA. Gli indici di borsa americani (e alcuni europei) rimangono sui massimi storici.
Il dollaro, dopo le ultime riunioni, si è leggermente svalutato rispetto all’euro. Il cambio eur/usd, in precedenza attorno a 1,11, si è avvicinato a quota 1,12.
di Matteo Peretti

