Il gelo invernale non fa desistere la sfacciata presenza (già segnalata il 7 ottobre scorso da “Il Giornale dei Veronesi”) di… “belli addormentati” (e poi ben svegli) all’autocostituito Hôtel Veronafiere, in viale del Lavoro, con “ospiti” che ne fanno un baffo dell’igiene e del decoro pubblici ed ormai lasciano in pianta stabile (senza più preoccuparsi d’accatastarli in qualche angolo lontano dalla vista), sotto la pensilina dell’entrata a vetro agli spazi fieristici, le loro “masserizie” su cartoni.
L’afflusso mattutino al vicino ufficio postale, con la fila che s’allunga all’esterno, non dà fastidio agli anonimi che hanno eletto a “dormitorio” la nuda e fredda pavimentazione e la frequentano anche di giorno. E, del resto, gli stessi utenti postali degnano appena d’uno sguardo quell’umanità emarginata per la quale non esiste nessun Buon Natale e men che meno un Felice anno nuovo.
Disagio, indifferenza e controlli istituzionali assenti sono gli stucchevoli elementi di quest’ennesimo caso di degrado umano non tanto sottobanco. Una rancida eredità veronese nel trapasso ad un 2022 che appare già difficile per il protrarsi pandemico del Covid-19…
Claudio Beccalossi





